The Wife – Vivere nell’ombra

The Wife – Vivere nell’ombra

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Forte di un solido (fin troppo) impianto narrativo, The Wife – Vivere nell’ombra di Björn Runge è un film pensato per il grande pubblico, in cui però ribollono interrogativi ponderosi sul femminile e il suo rapporto con il talento e la creatività.

La moglie del professore

Joan Castleman è una donna estremamente intelligente e ancora molto bella, la perfetta moglie devota. Quarant’anni passati a sacrificare il suo talento e le sue ambizioni per sostenere la carriera letteraria del carismatico marito Joe, sopportando con pazienza le sue numerose scappatelle. Un tacito patto su cui è stato basato il loro matrimonio, fatto di compromessi che la sola Joan deve sopportare. Ma dopo tanti anni ha finalmente raggiunto il punto di rottura. Alla vigilia del Premio Nobel, conferito a Joe per la sua apprezzata produzione letteraria, Joan si trova a confrontarsi con il più grande sacrificio della sua vita. [sinossi]

In questi tempi in cui, spinti magari anche dall’utilizzo quotidiano dei social network, si è sempre più portati a schierarsi, trincerandosi dietro opinioni ben nette e monolitiche, fa piacere riscoprire che il cinema è ancora perfettamente in grado di porre domande, esortando lo spettatore a riflettere e a non essere troppo rigido nei suoi giudizi. È infatti privo di tentazioni moraleggianti The Wife – Vivere nell’ombra di Björn Runge, un film che sulla carta poteva apparire perfino “furbetto” in questi tempi di dilemmi amletici sul “metoo or not metoo”, in quanto tutto incentrato attorno al “classico” ruolo della moglie dell’artista: devota custode del focolare, accorta allevatrice della prole, fedele nel talamo, forte nel sostegno al consorte. Insomma, il proverbiale “dietro ogni grande uomo, c’è sempre una grande donna” si sarebbe sposato perfettamente con i tempi che corrono ma, seppure questo sia anche, per buona parte del film, l’argomento che occupa la scena, lo svedese Runge giostra poi con intelligenza l’infallibile presa di un colpo di scena, per mostracene un lato piuttosto oscuro, interrogativo, foriero di discussioni.

Sospeso tra il ritratto di coppia e la caricatura del romanziere à la Philip Roth, ovvero egocentrico e donnaiolo, The Wife – Vivere nell’ombra inizia con l’attesa telefonata dall’Accademia svedese che sancisce la vittoria del Nobel per la letteratura da parte di Joe Castleman (Jonathan Pryce). Sua moglie Joan (Glenn Close), è resa partecipe di ogni aspetto legato a questa prestigiosa vittoria, viene ringraziata dal marito in tutte le occasioni possibili, presentata ad accademici e giornalisti, mai esclusa. Tutto apparentemente perfetto, dunque. Ma pian piano emerge qualche smagliatura. Quel giornalista-scrittore incarnato da un redivivo Christian Slater, sembra saperla lunga, e già durante il volo verso Stoccolma malcela battute foriere di una certa malignità, lui d’altronde ha sempre avuto il desiderio – più volte negatogli – di firmare una biografia dell’acclamato scrittore. Il ruolo di Slater, sorta di grillo parlante untuoso e subdolo, appare a lungo andare una concessione a un certo schematismo narrativo, ma la vera forza di The Wife – Vivere nell’ombra è riposta proprio in questo suo oscillare costante tra il cliché e il suo smascheramento, proponendosi dunque come un film dalle ambizioni “mainstream” dotato però di soluzioni di marca più autoriale. E così, alternando humour (assai brillanti i dialoghi e il tratteggio di alcuni personaggi di contorno, come ad esempio il Nobel per la Fisica e la sua inquietante famiglia) e tensione, godendosi senza remore i suoi protagonisti e i corrispondenti attori, Runge lascia che il suo film scorra rapido, a tratti amabilmente, in altri momenti dispensando una certa inquietudine.
Inquietudine che è qui tutta impressa sull’epidermide sottile di Glen Close, attrice di razza, capace di infiniti, eppur trattenuti, moti espressivi del volto. A far luce poi sul suo personaggio concorre una serie di flashback (ebbene sì, un classico irrinunciabile) che la mostrano nei panni di studentessa solerte, scrittrice promettente, perdutamente innamorata del suo professore (l’attuale marito), pronta persino a prestargli servizio come babysitter, per poi sostituire nel talamo la di lui precedente consorte.

Certo, viene da pensare durante la prima parte di The Wife – Vivere nell’ombra che un film su Bob Dylan che non va a ritirare il Nobel sarebbe stato più avvincente, ma quella è realtà, tutto un altro paio di maniche. Seppur classico nell’impianto (flashback, messinscena, attori impeccabili e quant’altro) The Wife – Vivere nell’ombra riesce infatti sorprendentemente a rimettersi in discussione grazie al suo “turning point”, ovvero al vero e proprio colpo di scena del film, in cui ogni cosa sembra trovare il suo posto e quanto visto fin lì collocarsi in una costellazione di indizi ben progettati. The Wife mira infatti a rilanciare allo spettatore, e ancor di più alla spettatrice, una serie di domande ponderose sulla creatività, la sua energia irrefrenabile, incanalabile magari in un progetto di vita e professionale che qui si rivolta contro i due protagonisti. Perchè in fondo chi è il vero maschilista in questa storia: il mondo cinico e baro dell’editoria, vivaio virile pronto ad applaudire solo i propri simili, oppure la nostra protagonista, che ha scelto di non provare nemmeno ad affrontarlo? O ancora: sono le donne ad avere per indole poca fiducia in se stesse o è la realtà che le circonda a spingerle a ripiegarsi tra le mura domestiche? E davvero basta il riconoscimento dei propri cari, o magari un Nobel può far piacere anche alla più accogliente delle genitrici?
Pur restando sempre dalla parte della sua protagonista (e anche, indubbiamente, del suo contraltare maschile), il film di Runge inserisce dunque tra le pieghe del suo appeal compassato, a tratti anche teatrale (di fatto il film si compone di sequenze di dialogo tra i personaggi), una sventagliata di spinosi interrogativi che mettono in discussione l’integrità morale della donna. E in questa sua indagine sul personaggio femminile The Wife si rivela fruibile come un lineare racconto di formazione, sotto al quale però ribollono, tra menzogne e inganni, errori di vita forse irrimediabili, ma dettati da fragilità e umanissime paure.

Info
Il trailer di The Wife – Vivere nell’ombra.
La pagina Facebook del distributore di The Wife – Vivere nell’ombra, Videa.
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