Pingyao International Film Festival 2018 – Presentazione

Pingyao International Film Festival 2018 – Presentazione

Tra le lanterne rosse che addobbano l’antica città cinese di Pingyao, con i suoi 3000 anni di storia, sta per iniziare il Pingyao International Film Festival 2018, manifestazione creata dal cineasta Jia Zhangke con la direzione artistica di Marco Müller. Una cinquantina di film saranno presentati a questa edizione, sia dalla Cina che da tutto il mondo, la maggior parte di questi opere prime o seconde.

Il Pingyao Film Festival 2018, che si terrà dall’undici al 20 ottobre, verrà aperto con Half The Sky, una produzione del padrone di casa Jia Zhangke, un film a episodi di storie al femminile assegnate alle registe Daniela Thomas, Elizaveta Stishova, Ashwiny Iyer Tiwari, Liu Yulin, Sara Blecher. Ancora un’opera a episodi di storie di donne, in questo caso indiane, il film Lust Stories di Anurag Kashyap, Zoya Akhtar, Dibakar Banerjee, Karan Johar scelto come rappresentante della sezione New Media. Un altro film fuori sezione è quello scelto dal mentore del festival, il popolare attore e regista di commedie Xu Zheng. Si tratta di The Wind Guardians di Liu Kuo, il kolossal wuxia fantascientifico già campione di incassi in Cina.

La sezione competitiva Crouching Tigers, dedicata a opere prime e seconde, vedrà le proiezioni del portoghese Hotel Imperio di Ivo Ferreira, dell’indiano Soni di Ivan Ayr, del tunisino Dear Son di Mohamed Ben Attia, del serbo The Load di Ognjen Glavonić, del francese Les Météorites di Romain Laguna, del russo The Man Who Surprised Everyone di Natasha Merkulova e Aleksey Chupov, del film di Singapore A Land Imagined di Yeo Siew Hua e del cinese The Crossing di Bai Xue…
La sezione Hidden Dragons è dedicata ai più innovativi film di genere: si va dalla commedia sentimentale francese, ambientata in un mondo di detective della Costa Azzurra, En liberté! di Pierre Salvadori, alla ghost story brasiliana, The Silences di Beatriz Seigner, in una sperduta isoletta amazzonica, dal cinese When Love Blossoms di Ye Jiangtian, storia di una ragazza salvata dal suicidio da un postino, all’eccentrico Volcano di Roman Bondarchuk, ambientato nelle steppe ucraine.

La sezione Gala è invece dedicata a opere di autori già affermati: Red Flowers and Green Leaves di Liu Miaomiao, Hu Weijie, North Chennai di Vetri Maraan, Wildlife di Paul Dano, Un peuple et son roi di Pierre Schoeller, The Pluto Moment di Zhang Ming, Baby di Liu Jie.
La sezione Best of Fest presenta una selezione di opere premiate ai festival internazionali, tra esse Lazzaro felice di Alice Rohrwacher e Hotel by the River di Hong Sang Soo. Vetrina sui giovani filmmaker cinesi è New Generation China con una selezione di sette titoli, mentre Made in Shanxi presenta lavori prodotti e girati nella provincia cinese dello Shanxi. E come in ogni festival di Marco Müller che si rispetti, non può mancare una storia segreta, rappresentata in questo caso dalla retrospettiva The Young Guard sulla new wave del cinema sovietico degli anni Sessanta e Settanta, che celebra il settantesimo anniversario del Gosfilmofond, l’archivio centrale di pellicole russo, ex-sovietico. Presentate opere di Marlen Khutsiev, Elem Klimov, Vasiliy Shukshin, Andrey Konchalovsky, Nikita Mikhalkov, Gleb Panflov e altri. E ad arricchire un programma già ricco ci sono le masterclass dei registi Lee Chang-dong, Lav Diaz, Abderrahmane Sissako, dedicate ai loro ultimi film.
Dieci giorni fitti di grande cinema nella grande arena all’aperto, nonostante le temperature non certo alte, denominata Platform, sempre in onore al padrone di casa, e nell’attrezzato auditorium Spring in a Small Town, dedicato al capolavoro di Fei Mu. Sarà un autunno cinematografico in un’altra piccola città in Cina.

Info
Il sito del Pingyao International Film Festival 2018.

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