Red Flowers and Green Leaves

Red Flowers and Green Leaves

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Presentato nella sezione Galas del 2° Pingyao International Film Festival, dove ha vinto il People’s Choice Award, Red Flowers and Green Leaves, diretto da Hu Weijie e dalla regista della Quinta generazione Liu Miaomiao, appartenente all’etnia Hui, è un ritratto di personaggi di quella stessa popolazione, che vive ancora seguendo i ritmi della natura.

Il sapore della vita

Un villaggio del nordest della Cina dove vive il popolo Hui, i musulmani cinesi. Il giovane Gubo ha una scarsissima autostima e non ha intenzione di sposarsi. Ma la zelante famiglia provvede a un matrimonio combinato, così si trova a dividere il letto con la bella Ashiye. Come passa il tempo, la coppia diventa consapevole dei segreti dei rispettivi passati che gli anziani avevano tenuto loro nascosto. [sinossi]

Indossano il velo islamico le donne appartenenti all’etnia Hui, come le parenti di Gubo che fanno da sensali per il suo matrimonio. Ma è un velo colorato, vivace molto differente da quelli neri, castigati e severi appartenenti al mondo mediorentale che conosciamo. Altre donne, come Ashiyene portano un minimale foulard di pizzo, altre non lo portano del tutto. Sono i colori della vita del villaggio che i registi Liu Miaomiao, facente parte della Quinta generazione di cineasti cinesi e ricordata soprattutto per Chatterbox presentato nel 1993 a Venezia, e Hu Weijie colgono e restituiscono nel film, già nel suo titolo. Red Flowers and Green Leaves, presentato in anteprima mondiale nella sezione Galas del 2° Pingyao International Film Festival, dove ha vinto il premio del pubblico, palpita di questi colori di quel popolo che segue i ritmi della natura e delle stagioni, le terre rosse, la neve, i ciliegi in fiore, le dune del deserto, le pecore e gli aratri così come i cuscini delle due parti del letto matrimoniale, di colore diverso a segnalare ancora la separazione, anche nel talamo nuziale, di una coppia costruita a tavolino.

Un villaggio tutt’altro che sperduto nel nulla o dimenticato dal tempo. Siamo in una zona appena limitrofa alla civiltà moderna. I registi lo dichiarano subito in una delle prime scene, mostrando i protagonisti in un moderno centro commerciale, con Gubo vestito bene per l’occasione, proprio come quelli immensi delle nostre città, a fare shopping per i preparativi del matrimonio. La vita contadina prevede lo stoccaggio delle patate in una di quelle buche costruite per la conservazione di derrate alimentari, equivalenti dei moderni freezer, proprio come le ghiacciaie della nostra tradizione di campagna, come si vede anche in Novecento. Allo stesso tempo si possono vedere i documentari sulla tigre o sui pinguini, segno di una cultura scientifica pur divulgativa e di intrattenimento. Proprio su un conflitto dialettico primigenio tra scienza e fede si gioca la vicenda del film. È giusto combinare il matrimonio di Gubo seguendo le tradizioni culturali e religiose? Oppure si dovrebbe seguire la visione eugenetica del dottore del villaggio che teme che l’epilessia, di cui è affetto il ragazzo, possa essere ereditaria? Il medico e l’imam sono le due figure di riferimento in un contesto dove la razionalità scientifica comincia a esercitare il suo fascino, come si vede per esempio nel discorso sul triciclo come garanzia di maggiore stabilità.

Red Flowers and Green Leaves è un ritratto delicato del giovane Gubo, raccontato in prima persona con voce off, in un film fatto con persone vere, attori non professionisti. Il ragazzo è imbarazzato dall’avere una moglie così bella, ma non vuole approfittarne, in ciò è subito chiaro nel discorso che le fa. Vivranno come separati in casa perché si tratta di un matrimonio combinato, non d’amore. L’amore arriverà più tardi. Liu Miaomiao e Hu Weijie lo raccontano con una serie di ellissi, mentre prima avevano giocato su scene accelerate per velocizzare le parti del matrimonio, che portano alla gravidanza, secondo un linguaggio cinematografico organico, equivalente ai ritmi di vita naturali del villaggio. Liu Miaomiao, di origine Hui, nella storia di Gubo e di queste piccole persone, di questa piccola comunità, realizza, coadiuvata da Hu Weijie, un’opera sul sapore della vita, un paradigma per chi vive lo stress della frenesia moderna.

Info
Il sito del Pingyao International Film Festival.
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