Stanlio & Ollio

Stanlio & Ollio

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Stanlio & Ollio, due dei corpi comici più famosi e amati della storia del cinema, rivivono nel film di Jon S. Baird. A interpretarli John C. Reilly e Steve Coogan. Presentato alla Festa del Cinema di Roma.

Arrivedooorci

Il film si concentra sull’ultimo tour in Inghilterra di Stanlio & Ollio, all’inizio degli anni Cinquanta: nonostante Hardy avesse sofferto di un infarto durante l’iniziativa, questo non impedì ai due leggendari comici di congedarsi dal pubblico nel migliore dei modi. Siamo nel 1953. Finita l’epoca d’oro che li ha visti re della comicità, vanno incontro a un futuro incerto. Il pubblico delle esibizioni è tristemente esiguo, ma i due sanno ancora divertirsi insieme, l’incanto della loro arte continua a risplendere nelle risate degli spettatori, e così rinasce il legame con schiere di fan adoranti. Il tour si rivela un successo, ma Laurel e Hardy non riescono a staccarsi dall’ombra dei loro personaggi, e fantasmi da tempo sepolti, uniti alla delicata salute di Oliver, minacciano il loro sodalizio. I due, vicini al loro canto del cigno, riscopriranno l’importanza della loro amicizia. [sinossi]

Chi si ricorda oggi di Stanlio & Ollio e delle loro comiche? Quale è l’ultima generazione ad avere memoria reale del loro cinema? Ancora nei primi anni Novanta in Italia i loro cortometraggi venivano programmati sulle reti nazionali, magari usati come tappabuchi per i problemi tecnici o durante i mesi estivi. Certo, nella stragrande maggioranza dei casi si trattava delle copie colorizzate nel corso degli anni Ottanta, pratica comune nei primi anni di utilizzo del computer per gran parte della produzione – per lo più comica – degli anni Trenta. Quella generazione, la stessa che si ritrovò bambina o appena adolescente con il muro di Berlino a pezzi e il crollo dell’Unione Sovietica, è probabilmente l’ultima a considerare i film con Stan Laurel e Oliver Hardy parte integrante del proprio immaginario, seppur proveniente da altre epoche. In una delle prime sequenze del film di Jon S. Baird, presentato alla Festa del Cinema di Roma in un’anteprima italiana spacciata per mondiale (quella si è tenuta il 21 ottobre al Festival di Londra), i due attori oramai anziani stanno intraprendendo una nuova tournée nei teatri britannici, con l’obiettivo di arrivare alla produzione di un nuovo film dedicato alle gesta di Robin Hood. Il produttore inglese è un po’ latitante, e con lui tiene i contatti il solo Laurel. Nell’alberghetto dimesso in cui sono stati piazzati, i due si presentano alla concierge scoprendo che la madre di quest’ultima è una loro grande fan.
Per cercare di cogliere fino in fondo il senso di un’operazione come Stanlio & Ollio si deve forse ricorrere al tempo e alla nostalgia che inevitabilmente porta con sé. Pur cercando di limitare al minimo indispensabile gli eventi climatici più prossimi al melodramma, il film è intriso di un senso di disperazione che è in fin dei conti null’altro se non la consapevolezza della propria caducità. Tutto il resto, a partire dallo svolgersi della tournée teatrale fino agli screzi interni che logorano il rapporto tra i due, appare francamente secondario. L’idea alla base del film è quella di concentrare l’attenzione su due vecchi. Due eroi del tempo che fu cui nessuno pare essere mai stato davvero contemporaneo.

Ma Baird (i più attenti avranno forse memoria dei suoi due precedenti lungometraggi, Cass e Filth, quest’ultimo tratto da un romanzo di Irving Welsh) conosce appieno le regole del biopic, e lo stesso si può dire dello sceneggiatore Jeff Pope, “colpevole” dello script di Philomena di Stephen Frears. Così il racconto del peregrinare per l’Inghilterra di Stanlio e Ollio non può fare a meno di tornare più volte sul senso di colpa di Hardy, generato dal “tradimento” quasi venti anni prima dell’amico e sodale con un film girato in solitaria, mentre Laurel si ritrovava senza contratto (il film in questione è Zenobia di Gordon Douglas, conosciuto in Italia anche come Ollie sposo mattacchione). Né evita, il film, di sottolineare il rancore covato da Laurel per quanto accaduto, ma anche la straordinaria capacità di creare gag in qualsiasi momento.
Stanlio & Ollio cede di quando in quando alla tentazione di credere che la vita stessa di due comici sia comica, e costellata di gag e situazioni buffe anche involontarie – lo sketch con il campanello nella hall dell’albergo, il baule troppo pesante che scivola giù dalle scale e via discorrendo – ma nel complesso ha il pregio di essere estremamente rispettoso nei confronti dei due attori. Allo stesso tempo i dialoghi non si limitano a illustrare la situazione ma cercano di cogliere in profondità il senso di smarrimento di due icone del cinema costrette a prendere in considerazione l’idea che nessuno abbia più voglia di vederli sulla scena, sia essa teatrale o cinematografica. Il racconto è quello di un commiato, all’arte prima ancora che alla vita, e di un lungo e silenzioso addio, forse comprensibile solo ai due e alle loro mogli – i siparietti tra queste ultime, interpretate da Shirley Henderson e Nina Arianda, sono piuttosto simpatici, anche se la differenza di età tra Arianda e la vera Ida Kitaeva (nel 1953 la donna aveva 54 anni, mentre l’attrice ne ha solo 34) è fin troppo evidente e finisce con lo stridere.
Potrà Stanlio & Ollio resuscitare nella memoria collettiva il genio di due comici troppo spesso considerati “facili” ed eccessivamente “popolari” rispetto a Buster Keaton, Charles Chaplin e i fratelli Marx? Difficile dirlo. I ritmi della comicità si sono fatti anno dopo anno sempre più concitati, e i “classici”, col loro potere anarcoide, potrebbero risultare indigesti, o perfino non essere compresi, dalle platee più giovani. Quel che è certo è che il film di Baird, grazie anche all’eccellente interpretazione di John C. Reilly e Steve Coogan, invita a un recupero, e una riscoperta, dei lavori di questa coppia perfettamente amalgamata. Se dovesse servire a far (ri)scoprire gemme come I due legionari, Fra Diavolo, I figli del deserto, o Avventura a Vallechiara, avrebbe già svolto abbondantemente il proprio compito.

Info
Il trailer di Stanlio & Ollio.
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