Terra

Vincitore della competizione portoghese di Doclisboa ’18, Terra è un nuovo capitolo dell’esplorazione dei registi Hiroatsu Suzuki e Rossana Torres nelle parti più remote del Portogallo rurale, dove sopravvivono tradizioni come quella di produrre il carbone vegetale nelle carbonaie all’aperto.

Il fuoco sepolto

Da qualche parte, nella regione portoghese dell’Alentejo, ci sono due grandi forni artigianali coperti di terra, dove un uomo produce carbone. [sinossi]

L’antica pratica dei carbonai rappresentava un modo di produrre un combustibile in una via che oggi definiremmo sostenibile, ecologico, presieduto da un ‘mastro’ carbonaio, un artigiano, una persona depositaria del sapere della trasformazione del legname in carbone, riuscendo a gestire il processo di combustione giorno e notte per cinque o sei giorni, regolando, controllando costantemente, il giusto apporto di ossigeno. Il carbonaio doveva inoltre trasferirsi nel bosco a tagliare il legname, prepararlo in tutta una serie di fasi preliminari dell’allestimento del cumulo. Una trasformazione che ha il sapore di alchimia, nata in modo spontaneo nell’antichità, frutto di un sapere empirico, che in realtà simula i lentissimi processi geologici che portano al carbon fossile. Risorsa quest’ultima altamente inquinante, al contrario, che ha portato alla rivoluzione industriale e alla relativa trasformazione della società. Un antico sapere, quello dei carbonari, che poteva essere assimilato allo stregone, depositario non tanto del dono di Prometeo ma anche della capacità di controllarlo, di contenere le fiamme, di organizzare un fuoco sepolto, in modo che la legna non si incenerisca ma si trasformi, come si vede nel film, in una sostanza grigia, decolorata. Una pratica artigianale diffusa e importante nella società preindustriale, tanto da aver dato il nome all’associazione segreta italiana della storia risorgimentale.

I filmmaker Rossana Torres e Hiroatsu Suzuki arrivano a filmare la pratica della carboneria nella regione portoghese dell’Alentejo, in Terra – presentato già tra i Film projects: First Look a Locarno e ora vincitore del concorso portoghese di Doclisboa ’18 – in un percorso tra antichi mestieri e tradizioni premoderne che sopravvivono nel Portogallo rurale. Dopo Cordão Verde (2009), sulla vita dei contadini portoghesi, e O Sabor do Leite Creme su due sorelle di quasi cent’anni in un piccolo villaggio vicino a Serra do Caramulo, i due registi dunque proseguono il loro discorso sugli antichi retaggi lusitani. Un percorso che potrebbe ricordare il cinema di Michelangelo Frammartino, e in effetti la trasformazione della legna in carbone rappresenta un passaggio di stato secondo la filosofia pitagorica, come rappresentato anche in Le quattro volte.

Hiroatsu Suzuki e Rossana Torres si avvicinano a quel mondo antico in punta di piedi, senza concedere nulla al linguaggio del documentario didattico classico. Nessuna voce off, nessuna scritta, nessuna spiegazione neanche interna, nemmeno un’indicazione geografica del luogo dove avviene la pratica della carboneria, che solo dai titolo di coda scopriamo essere la Vale do Guadiana, presso Amêndoeira da Serra – Mértola, gli stessi luoghi di Cordão Verde di cui è originaria Rossana Torres. Non ci sono quasi dialoghi nel film, e quei pochi non sono significativi, assimilati a quella sonorità diffusa, fatta di versi di uccelli, o di mucche e pecore, o di canti popolari come quello sui titoli di coda. Ed è ben chiaro che il lavoro del carbonaio non è un semplice mestiere antico da museo della vita contadina, da documentario etnografico, non è avulso dalla società: si usano trattori e camioncini moderni, mattoni per un’essenziale muratura, e alla fine il carbone, dopo essere vagliato, riempie tanti sacchi da cui si deduce la successiva commercializzazione. Forse usato proprio in quella grigliata serale di paese, in una delle sequenze, insieme a quella dei cacciatori che stanno con le mani in mano, con cui i filmmaker staccano a un certo punto dalla ripresa della carbonaia.

I cumuli sono immersi, e inseriti, in quel maestoso paesaggio, su cui spesso i registi indugiano con campi lunghissimi. Paesaggio di cui colgono le variazioni di luminosità durante il corso della giornata fino all’imbrunire. Dove il cielo può improvvisamente e temporaneamente oscurarsi per il passaggio di una nuvola, come succede verso la fine, come a trasgredire le regole della fotografia cinematografica che vuole una luminosità costante negli esterni. Ci sono poi i riflessi sulla superficie del vicino fiume, la cui acqua è usata, come si vede, per mescolare la malta nella carriola che serve a sigillare il cumulo al momento giusto. Si incontrano gli elementi primordiali, ma uno di questi, il fuoco, si vede appena: una fiammella, le scintille della grigliata. È un fuoco ridotto al minimo e nascosto, sepolto dalla terra, se ne deduce l’azione dal fumo che esce costantemente dai bocchettoni. Segno di un’energia interna, di un metabolismo, come una respirazione, come se le carbonaie fossero esseri viventi. Si chiude con dei versi di cornacchie, e i grandi stormi degli uccelli migratori nel cielo. È autunno. Un probabile influsso della sensibilità del giapponese Hiroatsu Suzuki, di una cultura che contempla l’alternanza delle stagioni come rappresentative del ciclo della vita.

Info
La scheda di Terra sul sito.

Articoli correlati

  • Festival

    Doclisboa 2018 - PresentazioneDoclisboa 2018 – Presentazione

    In partenza Doclisboa 2018, diretta da Cíntia Gil e Davide Oberto, che dal 18 al 28 ottobre proporrà un programma di 243 film, 68 anteprime mondiali e 22 internazionali, con la retrospettiva dedicata quest'anno al cineasta colombiano Luis Ospina.
  • Perugia 2018

    Raiva RecensioneRaiva

    di Western con fuorilegge, tragedia familiare, noir. Raiva di Sérgio Tréfaut è una potente metafora della lotta di classe. In anteprima al PerSo 2018.
  • Pesaro 2018

    Los años azules RecensioneLos años azules

    di Presentato in concorso alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro 2018, Los años azules è un racconto di vita di alcuni ragazzi che vivono in una sorta di comune, un palazzo fatiscente che è un crocevia delle precarie vite di giovani tra i venti e i trent'anni.
  • Cannes 2018

    Diamantino RecensioneDiamantino

    di , Gabriel Abrantes e Daniel Schmidt, due degli enfant prodige più seguiti dagli addetti ai lavori, approdano alla Semaine de la Critique con un folle pastiche multiforme e multicolore che tanto colpisce nel primo impatto quanto perde verve e consistenza nel corso dello sviluppo del film.
  • Rotterdam 2018

    O Termómetro de Galileu

    di Presentato nella sezione Signatures dell'International Film Festival Rotterdam, O Termómetro de Galileu è il racconto di un'estate trascorsa da Teresa Villaverde ospite della casa di campagna piemontese dell'amico Tonino De Bernardi.
  • Lisbona 2017

    Spell Reel

    di Menzione speciale della giuria a Doclisboa 2017, Spell Reel di Filipa César è un'opera di metacinema che si costruisce con un dialogo costante tra le immagini di oggi nella Guinea-Bissau e quelle d'archivio relative all'indipendenza del paese.
  • Locarno 2017

    Verão Danado RecensioneVerão Danado

    di Presentato in Cineasti del Presente al Locarno Festival, Verão Danado è l'opera prima di Pedro Cabeleira. Un flusso di vita nella popolazione universitaria di Lisbona, tra droghe leggere e pesanti.
  • Festival Scope

    Where Do You Stand Now, João Pedro Rodrigues?

    di Where Do You Stand Now, João Pedro Rodrigues? è un cortometraggio con elementi autobiografici del regista portoghese, e un concentrato delle sue tematiche. Disponibile online su Festival Scope fino al 30 luglio.
  • Queer 2017

    Intervista a João Pedro Rodrigues e João Rui Guerra da Mata

    A partire da O Fantasma, João Pedro Rodrigues ha diretto cinque lunghi e molti corti, alcuni con João Rui Guerra da Mata, con cui da sempre collabora. L'intervista dal Sicilia Queer dove Rodrigues era membro della giuria.
  • Cannes 2017

    A fábrica de nada

    di A fábrica de nada è il sorprendente esordio di Pedro Pinho, sguardo sul Portogallo in crisi economica e ideologica, e sulla realtà di una fabbrica occupata e autogestita dagli operai. Tra riflesso del reale, agit prop e voli pindarici un'analisi accorata - e non priva di interrogativi - sul mondo capitalista, e la sua inesauribile usura.
  • Locarno 2016

    O Ornitólogo

    di Presentato in concorso al Festival del Film Locarno, O Ornitólogo è l'ultimo lavoro di João Pedro Rodrigues, dove le ossessioni del regista prendono forma nella deriva surreale di un naturalista che studia specie rare di uccelli.
  • Berlinale 2016

    Cartas-da-guerraCartas da Guerra

    di Cartas da Guerra (in)segue il cinema di Miguel Gomes, raccontando con apprezzabile compiutezza estetica e narrativa una toccante storia personale e una tragica storia collettiva. In concorso alla Berlinale 2016.
  • AltreVisioni

    Campo RecensioneCampo

    di Presentato al Cinéma du Réel di Parigi, Campo di Tiago Hespanha si focalizza su una base militare nei dintorni di Lisbona, dove le esercitazioni coesistono con la pastorizia, l'osservazione degli astri, lo studio della natura, mentre un bambino compone musica al pianoforte.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento