Uscite in sala 22 novembre 2018

Uscite in sala 22 novembre 2018

In attesa del Torino Film Festival, che si inaugura domani, le uscite settimanali segnano una netta flessione, non tanto nei numeri quanto nell’interesse e nella qualità della proposta. Spicca comunque il nuovo film di Gianni Zanasi, così come il vincitore della Festa di Roma Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis.

 

TROPPA GRAZIA
di Gianni Zanasi

Gianni Zanasi è un regista prezioso per il panorama contemporaneo italiano. Questa bizzarra commedia che gioca con la santità per ragionare in maniera acuta sul mondo del lavoro non ne è che la conferma ulteriore, forse definitiva. Non che tutto torni nella storia che vede per protagonista Alba Rohrwacher, ma si respira un’aria di libertà creativa che altrove è completamente assente, spesso vista perfino come un nemico da combattere. E allora viva Zanasi, con la speranza che gli spettatori non si tengano a distanza da questo oggetto a suo modo quasi inclassificabile, soprattutto per gli standard produttivi nazionali.

Lucia è una geometra che vive sola con sua figlia. Mentre si arrangia tra mille difficoltà, il Comune le assegna il compito di fare i rilievi su un terreno dove sorgerà una grande opera architettonica. Lucia si accorge che nelle mappe del Comune qualcosa non va, ma per paura di perdere l’incarico decide di non dire nulla. Il giorno dopo, mentre continua il suo lavoro, viene interrotta da quella che sembra una profuga. Lucia le offre 5 euro e riprende a lavorare. Ma la profuga le appare di nuovo e le dice: «Vai dagli uomini e dì loro di costruire una chiesa là dove ti sono apparsa…». [sinossi]

 

IL VIZIO DELLA SPERANZA
di Edoardo De Angelis

Il vincitore della festa di Roma è un film destinato a far discutere molto a lungo, e le prime reazioni critiche sono state infatti molto discordanti. Al di là di ciò che si può pensare delle scelte metaforiche di De Angelis, è la mancanza di una struttura narrativa forte a lasciare i maggiori dubbi sul reale valore di un’opera comunque assai ambiziosa: a De Angelis sembra bastare l’aver trovato una location adeguata, e non si preoccupa molto di tutto il resto. Questo rischia di rendere il film monco, e privo di reale profondità. Non sono mancati né mancheranno gli esegeti, comunque.

Lungo il fiume scorre il tempo di Maria, il cappuccio sulla testa e il passo risoluto. Un’esistenza trascorsa un giorno alla volta, senza sogni né desideri, a prendersi cura di sua madre e al servizio di una madame ingioiellata. Insieme al suo pitbull, Maria traghetta sul fiume donne incinte, in quello che sembra un purgatorio senza fine. È proprio a questa donna che la speranza un giorno tornerà a far visita, nella sua forma più ancestrale e potente, miracolosa come la vita stessa. [sinossi]

 

PAULINA
di Santiago Mitre

Ci voleva l’interesse smosso da Il presidente per portare in sala il precedente film di Santiago Mitre, già visto tre anni or sono al Torino Film Festival. Sarebbe uno dei titoli più importanti della settimana se solo si potesse sperare in una diffusione capillare del film nelle sale. Più facile credere che il film arrivi davanti agli occhi solo di un piccolo mucchietto di persone. Peccato, davvero.

Nell’Argentina di oggi, Paulina abbandona un dottorato per dedicarsi a un’esperienza d’insegnamento in una zona remota del paese, al confine con Brasile e Paraguay. Rifiutata da un ambiente ostile e respingente, la ragazza cade vittima di uno stupro collettivo. Sebbene sconvolta e traumatizzata, Paulina sembra non decidersi a denunciare i violentatori. [sinossi]

 

MORTO TRA UNA SETTIMANA (O TI RIDIAMO I SOLDI)
di Tom Edmunds

Sì, per carità, l’humor inglese e tutto quello che volete. I grandi attori. Le battute sapide. La capacità di ridere anche delle avversità più atroci. Ma tutti questi elementi, pur presenti nel film di Edmunds, non bastano a rendere interessante o godibile una commedia stiracchiata, che perde per strada la verve dell’incipit e si arrabatta a mettere insieme l’ovvio, senza rischiare mai davvero nulla. I fan della terra di Albione ridacchieranno, gli altri possono tranquillamente soprassedere.

William è un giovane aspirante scrittore che si sente così infelice da aver tentato varie volte il suicidio, fallendo però sempre. Per essere sicuro di morire, si rivolge perciò a un professionista, Leslie, che lavora per la misteriosa ed equivoca Associazione britannica assassini, da cui è in procinto di andare in pensione dopo tanti anni di onorata carriera. William firma così il contratto per la propria morte, che avverrà al massimo in sette giorni dopo aver versato il denaro. [sinossi]

 

SEGUIMI
di Claudio Sestieri

Il ritorno alla regia di Claudio Sestieri, marginale del cinema italiano degli ultimi trent’anni, è da accogliere a prescindere con soddisfazione. Peccato che in questa occasione la fusione tra elementi “popolari” e la riflessione filosofica e psicologica del regista non riesca in maniera particolare, finendo per far apparire il film un contenitore vuoto, privo di reale sostanza. Non manca comunque una regia elegante e raffinata, ma è un po’ troppo poco.

Marta Strinati, una tuffatrice olimpionica, dopo essersi seriamente infortunata in piscina, si ritrova sola e disorientata. Lascia Barcellona e si trasferisce in un’antica città italiana, affacciata su una natura selvaggia. Marta riapre la casa-studio di suo padre, un pittore morto poco tempo prima, e incontra Sebastian, uno dei tanti artisti del borgo, uomo e pittore dal carisma indiscutibile, dal carattere magnetico, ombroso. Durante una mostra scopre i suoi dipinti, tutti ispirati dalla stessa Musa, una ragazza giapponese perturbante che subito le ispira un forte senso di déjà vu. All’improvviso, la modella dei quadri è al suo fianco, ed è chiaro da subito come questa misteriosa ragazza orientale avrà un impatto decisivo sulla sua vita… L’incontro con Haru, la modella di tutte le tele iperrealistiche della mostra, si trasforma infatti per Marta in una relazione di cui non può fare a meno, una sconvolgente ossessione fisica e mentale. Un caso estremo di Sindrome di Stendhal, o solo un amore forte come la morte? [sinossi]

 

CONTA SU DI ME
di Marc Rothemund

Il vincitore del Giffoni Film Festival è un dramedy tutto casa e chiesa, dove i buoni sentimenti traboccano in modo artificioso e retorico, e perfino ipocrita. Un inno all’amicizia che è però allo stesso tempo inno al denaro e alle sue potenzialità. Sarebbe da evitare con estrema cura, magari ricordandosi che i tredicenni possono essere pronti per un cinema più coraggioso, strutturato e meno superficiale.

Lenny è un trentenne figlio di papà che nella vita non fa nulla tranne andare in discoteca, bere, sniffare e rimorchiare belle ragazze. Suo padre, un famoso e ricco cardiologo che lo mantiene, si è stancato dell’andazzo e costringe Lenny a occuparsi di un suo paziente, il quindicenne David, nato con una grave malformazione al cuore che potrebbe portarlo alla morte pressoché in ogni istante… [sinossi]

 

Questa settimana escono anche Upgrade (2018) di Leigh Whannell, Robin Hood – L’origine della leggenda (2018) di Otto Bathurst, A Private War (2018) di Matthew Heineman, Black Tide (2018) di Erick Zonca. Lunedì 26 è la volta de Le ninfee di Monet – Un incantesimo di acqua e luce (2018) di Gianni Troilo, e Italian Politics (2018) di Davide Parenti, Claudio Canepari. Buona visione!

Info
Il sito ufficiale di Morto tra una settimana… O ti ridiamo i soldi.

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