All These Small Moments

All These Small Moments

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Presentato in concorso al Torino Film Festival 2018, opera prima di Melissa Miller Costanzo, All These Small Moments è un teen movie con inevitabili rimandi a John Hughes – ritroviamo l’icona generazionale Molly Ringwald – e stilemi da cinema indie targato Sundance. Grazioso, prevedibile, scivola via.

An Ode to Odessa

Howie Sheffield ha i capelli ribelli e un braccio ingessato, si sta lentamente isolando da tutti i suoi amici e i suoi genitori litigano senza sosta. Ma a lui sembra non interessare. Ciò che invece gli permette di alzarzi ogni mattina, e che è per lui ragione di vita, è Odessa: lei è la donna più bella che abbia mai visto, ogni mattina occupa sempre il medesimo posto del suo stesso autobus ed è la sola cosa che per lui abbia importanza… [sinossi]

Gli anni passano. Passano persino per la banda di monelli. Persino per la bella in rosa, icona generazionale che ritroviamo oramai mamma di un adolescente in All These Small Moments di Melissa Miller Costanzo. Gli echi hughesiani non si limitano ovviamente a Molly Ringwald, ma è lei il tramite, il ponte tra la vivacità dei teen movie degli anni Ottanta e la poetica/estetica standardizzata di una larga fetta dell’indie statunitense. Ed è proprio questo uno dei limiti dell’esordio della Costanzo, quel mal de vivre smaltato che dovrebbe intrecciarsi con le derive leggiadre del teen movie, ma che finisce per incagliarsi, risultando ingombrante, prevedibile e stereotipato. In un certo senso, un paradosso, visto che la base di partenza è proprio la ripetizione di uno schema trito e ritrito: la scuola, le ragazze, la distanza tra genitori e figli e tutto quel che segue.

All These Small Moments può contare su un cast convincente, a partire dal giovane protagonista Brendan Meyer. È ben caratterizzato il fratello minore (Sam McCarthy), personaggio che ha bisogno di poche battute per mostrare una maturità celata per autodifesa. Funzionano i tratti gentili e tristi di Jemima Kirke e trova una bella parte Harley Quinn Smith, figlia d’arte che si era già fatta notare nelle follie paterne Tusk e Yoga Hosers – Guerriere per sbaglio. Convince meno la parabola genitoriale, l’eccessivo sconfinamento nel territorio teen, gli andirivieni da spalle comiche di Brian d’Arcy James e della Ringwald: dinamiche solo apparentemente hughesiane, più che altro sbiadite e meccaniche, come la parentesi drammatica di Odessa (Kirke).

Se l’adolescenza è una sorta di terra di mezzo sconquassata dagli ormoni, All These Small Moments si trova invece a metà strada, lontano da frizzanti rielaborazioni e aggiornamenti del modello hughesiano come 17 anni (e come uscirne vivi) ma anche dalle coloriture baumbachiane/andersoniane di Lady Bird. Melissa Miller Costanzo si focalizza su Howie (Meyer), vuole dare spazio e spessore anche agli altri personaggi, è attenta nella costruzione delle inquadrature, distilla con cura canzoni, slanci poetici, silenzi e imbarazzi, abbozza sostanzialmente un coming of age collettivo, ma sembra accontentarsi di una specie di introduzione, di primo atto, giocando carte facili e senza particolari intuizioni – il bazzicare tra tetti, orti, mercati e mercatini è una variante non priva di interesse, ma un po’ appiccicata. A tirare le fila di questi piccoli momenti, ci resta in mano poco, quasi niente.

Presentato in concorso al Torino Film Festival 2018, All These Small Moments non riesce a scegliere una vera e propria direzione, fermandosi al bivio tra il teen movie alla John Hughes e l’indie targato Sundance – quella patina sottile che un tempo era differenza e adesso è uniformità, quasi un sotto-genere. Grazioso, prevedibile, scivola via.

Info
La scheda di All These Small Moments sul sito del TFF 2018.
  • All-These-Small-Moments-2018-Melissa-Miller-Costanzo-02.jpg
  • All-These-Small-Moments-2018-Melissa-Miller-Costanzo-01.jpg

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