Bormida

Bormida

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Presentato nella sezione TFFDoc/italiana.doc del Torino Film Festival 2018, Bormida è un documentario di Alberto Momo sulla contaminazione ambientale ancora persistente nel territorio del fiume Bormida, sede della famigerata Acna di Cengio, una delle bombe ecologiche di cui è stato disseminato il territorio italiano.

Un’acqua porca e avvelenata

Un fiume viene contaminato da una fabbrica e la popolazione si mette in marcia per non perdere la propria terra, la propria vita. Il fiume continua a scorrere ma i boschi sono ormai deserti. I racconti di due attivisti e di un agronomo disegnano mappe, tracciano sentieri e ci regalano strumenti capaci di orientarci in un paesaggio che facciamo sempre più fatica a decifrare. [sinossi]
«Hai mai visto il Bormida? Ha l’acqua color sangue raggrumato,
perché porta via i rifiuti delle fabbriche di Cengio
e sulle sue rive non cresce più un filo d’erba.
Un’acqua più porca e avvelenata che ti mette freddo».
Beppe Fenoglio, Un giorno di fuoco

Un composto chimico liquido di colore rosso intenso viene aggiunto con una pipetta in una provetta piena d’acqua, il colore precipita, si diluisce con un effetto molto suggestivo, in un brillante technicolor, che ricorda le lampade lava che oggi vanno di moda. Il chimico in camice bianco osserva interessato la reazione, come se potesse trarne qualche utile riflessione scientifica, ma appare evidente che si tratta di una posa in un ingenuo filmato divulgativo scientifico degli anni Cinquanta/Sessanta, proveniente dall’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa di Ivrea, volto a decantare le mirabolanti imprese per il progresso dell’industria chimica. Il percolato, dopo essersi infiltrato nelle falde acquifere, fuoriesce dal terreno rapprendendosi, in stile blob, e assumendo colorazioni innaturali, in una ripresa di oggi. Il confronto dialettico tra queste due immagini, a loro modo estetizzanti, e tra queste e le riprese di torrenti, boschi della Val Bormida è proposto nel documentario Bormida di Alberto Momo, presentato nella sezione TFFDoc/italiana.doc del Torino Film Festival 2018.

In questo scarto di immagini ci sta tutta l’illusione positivista del progresso e il disincanto di un’industrializzazione senza regole, senza valutazioni preventive, senza stime sulle ripercussioni su ambiente e salute. Dentro quel montaggio di visioni materiche ci stanno l’Acna di Cengio, Seveso, Porto Marghera, i vari poli petrolchimici, l’amianto, l’Ilva di Taranto, e tante bombe ecologiche che rappresentano le pagine più oscure e vergognose della nostra storia. Storie che hanno in comune spesso l’attivismo dal basso, le aggregazioni e i comitati spontanei della popolazione che è scesa in piazza a tutela del proprio ambiente e della propria salute, combattendo contro tutto e tutti, politici, amministratori, autorità varie, dando luogo a processi interminabili che spesso si sono conclusi con un nulla di fatto. E combattendo anche contro la parte favorevole della popolazione, perché, altro comune denominatore di queste vicende, questi impianti hanno dato lavoro a tutta la comunità. La storia della mobilitazione in Val Bormida comincia con le agitazioni del 1956, mentre nel 1987 viene fondata l’Associazione per la Rinascita della Valle Bormida. E oggi, dopo la chiusura dello stabilimento e la bonifica, si riscontrano ancora sostanze tossiche e cancerogene in alta concentrazione nel terreno. Quei boschi una volta popolati di gente, per svago, per cercare funghi o per altri motivi, ormai sono deserti, osserva sconsolato un abitante. E già all’inizio del film le immagini della natura sono interrotte dal grande sbarramento di cemento di una diga.

Alberto Momo ha costruito il film insieme a Laura Cantarella e a un gruppoi di studenti del Politecnico di Torino che hanno partecipato al workshop “Paesaggi audiovisivi e altre contaminazioni”. Il lavoro che è confluito nel film è consistito in un’esplorazione geografica e in una lettura del territorio, con la sua Storia e le sue storie, con i suoi ambienti naturali e antropizzati, con la sua stratificazione, con i suoi punti di interesse, con i suoi sedimenti, con le sue testimonianze di passati remoti e più recenti. Dedicato a Marina Garbarino (1960-2016), tra i fondatori e poi presidente dell’associazione Val Bormida pulita, Bormida è un documentario secco e deciso, mosso dall’urgenza di raccontare un territorio con il suo degrado da un lato e dall’altra l’autodeterminazione e l’attivismo a tutela del proprio territorio della popolazione.

Info
La scheda di Bormida sul sito del Torino Film Festival.
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