First Night Nerves

First Night Nerves

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Nell’asfittico panorama audiovisivo contemporaneo, il ritorno di Stanley Kwan è letteralmente un ritorno del cinema: First Night Nerves ci porta su un palco teatrale dove entrano in conflitto varie figure femminili e dove si squaderna un campionario di battaglie sentimentali, amore, odio, morte, rimpianti, leggiadria e cinismo. Al Torino Film Festival.

Lunga vita al palco

Cheng Cong, matriarca di una ricca famiglia di Shanghai che vive a Hong Kong, finanzia la produzione di una nuova opera teatrale in scena presso la venerabile City Hall. L’opera è Two Sisters, un melodramma retrò alla Tennessee Williams, scritto e diretto dalla trans Ouyang An. Come le sorelle del titolo, la produzione vede la partecipazione di due attrici da tempo rivali: Yuan Xiuling, veterana del palco, di ritorno dopo la morte del marito, e He Yuwen, brillante attrice di cinema al suo debutto a teatro. Il dramma, sul palco e fuori, si svolge in un momento in cui la stessa Hong Kong cambia ogni giorno, e la sede della City Hall è a rischio di rinnovamento o ricostruzione. [sinossi]

A otto anni da Showtime, Stanley Kwan torna finalmente a dirigere un lungometraggio, e il suo ritorno – con First Night Nerves – è letteralmente un improvviso, inaspettato e graditissimo ritorno al (e del) cinema. Rivediamo finalmente qualcosa che nel cinema contemporaneo sembra essere sempre meno importante: l’eleganza della camera e i conflitti tra i personaggi, la scelta studiata di ogni singola inquadratura e una coralità di scrittura drammaturgica di matrice teatrale, il percorso di singoli personaggi e il loro destino che richiama quello della città in cui vivono, qui la consueta Hong Kong in continuo mutamento e disfacimento (sempre pronta, però, forse, a rinascere). Ma è soprattutto il ritorno al melodramma a commuovere, e – insieme – il connubio tra melodramma e rimpianto, laddove l’uno non esisterebbe senza l’altro, e dove il rimpianto è già – e sempre – rimpianto per il cinema che fu. Perché, come faceva dire Godard a Samuel Fuller in Pierrot le fou, il cinema in una parola è emozione.

Ed è questa la sensazione che ci dà First Night Nerves, con le sue studiatissime ma sempre spiazzanti dinamiche tra i personaggi, per una costruzione che si richiama ovviamente alla grandissima tradizione del cinema ‘da palcoscenico’ a partire da Eva contro Eva, ma che sa rileggere con gusto e con sguardo contemporaneo. Sì, perché, anche se è evidente il portato nostalgico del film – elemento d’altronde che connota tutto il cinema di Stanley Kwan – vi è da dire che First Night Nerves ha l’ulteriore qualità di riuscire a innestare un melodramma classico – un conflitto tra due donne, tra due prime donne – nell’ambito del contesto presente, fatto di social network e di digitalizzazione dell’esistenza.

Da vecchia volpe del genere quale è, Stanley Kwan d’altronde gioca molto in First Night Nerves con uno sguardo di superficie, di superfici riflettenti, specchi e quant’altro, di varie occlusioni allo sguardo, sottolineando visivamente l’asetticità degli ambienti in cui si trovano i protagonisti e sottolineando anche il definitivo abbandono agli abiti tradizionali: quel cheongsam scollato che è motivo di battibecco tra le due donne per una vecchia faccenda di uomini e che infine verrà di nuovo indossato da entrambe sul palco. Come a dire che il melodramma non muore mai.

L’attrice di talento che è stata troppo tempo fuori dalle scene contro l’attrice dallo (forse ) scarso talento che invece è all’apice della carriera. Dunque è a partire da questa dinamica che si innesta First Night Nerves, ampliandosi a una serie di figure – sempre femminili – di contorno: le due assistenti delle due star che hanno un bellissimo dialogo chiarificatore in bagno, la giovanissima e ricchissima ragazza innamorata dell’attrice di talento, il regista che ha fatto l’operazione ed è diventato donna. Andando quasi al di là dello stesso George Cukor, il classico regista di donne, Stanley Kwan infatti arriva a immaginare in First Night Nerves il suo alter-ego in scena come un non-più uomo, come un trans; e questa figura che inizialmente viene disprezzata dall’attrice in carriera (lei afferma di provarne orrore), viene infine accolta come a dire che la femminilità è una componente cui ciascuno di noi ha diritto, basta saperla ben regolare e sviluppare, basta sapervi aderire in maniera sincera. E Stanley Kwan ci dimostra ancora una volta di saper mostrare il femminino che in sé molto meglio di chiunque altro.

Info
La scheda di First Night Nerves sul sito del Torino Film Festival.
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