Uscite in sala 29 novembre 2018

Uscite in sala 29 novembre 2018

La settimana delle uscite in sala si articola attorno al nuovo film di Jafar Panahi, già visto a Cannes, che insieme al biopic su Freddie Mercury catalizza l’attenzione. Molti i titoli italiani in uscita, e tra questi l’esordio alla regia di Valerio Mastandrea.

 

TRE VOLTI
di Jafar Panahi

Il titolo migliore della settimana è senza dubbio il ritorno alla regia dell’iraniano Jafar Panahi – il film era in concorso a Cannes – che ruota sempre intorno ai temi cardine della sua poetica: l’Iran, il rapporto tra tradizione e modernità, il senso di claustrofobia, il ruolo della donna. Un’opera che ragiona sull’espressione, sulla messa in scena della realtà, in una stratificazione che altrove nel cinema di Panahi sembra mancare. Da vedere.

La diva iraniana Behnaz Jafari riceve un videomessaggio di una giovane ragazza che filma il proprio suicidio, giunta alla disperazione per non poter realizzare il suo sogno di diventare attrice. Pur sospettando che si tratti di una simulazione per attirare l’attenzione su di sé, Behnaz si mette in viaggio col regista Jafar Panahi per recarsi al villaggio della ragazza. Sulla strada avvengono incontri, testimonianze, e prende forma la constatazione di un ricorrente rapporto popolare col sogno del cinema, nel presente di Behnaz e nel passato della diva Shahrzad, molto amata nel cinema iraniano prerivoluzionario e successivamente interdetta dal regime… [sinossi]

 

BOHEMIAN RHAPSODY
di Bryan Singer

I fan dei Queen sono in subbuglio: quanto sarà stato fedele Bryan Singer – licenziato prima delle fine delle riprese, ma unico firmatario del film – nel raccontare l’epopea in vita di Freddie Mercury? In realtà, se questa è davvero la domanda, la risposta è “solo a tratti”, ma il punto non dovrebbe focalizzarsi solo su un aspetto simile. Questo biopic travagliato nella lavorazione ma anche nell’ideazione ha degli aspetti interessanti e presenta delle cadute di stile e di tono, ma nel complesso compie il suo dovere. Certo, non passerà alla storia del cinema, e neanche alla storia dei film biografici, ma s’è visto senza dubbio di peggio. Basterà a placare il subbuglio dei fan?

Primi anni Settanta, Regno Unito: il giovane Farrokh Bulsara, più noto col nome d’arte Freddie Mercury, contribuisce alla formazione di una nuova band hard rock, i Queen. Dai primi successi fino al celeberrimo concerto del Live Aid nel 1985, la storia di uno dei più famosi gruppi musicali di tutti i tempi. [sinossi]

 

UN GIORNO ALL’IMPROVVISO
di Ciro D’Emilio

Dopo la partecipazione alla Mostra di Venezia, dove concorreva in Orizzonti, raggiunge le sale il primo lungometraggio di Ciro D’Emilio, racconto onesto anche se non particolarmente ispirato di un rapporto madre/figlio irrisolto, ma in continua evoluzione. D’Emilio dimostra una certa sensibilità soprattutto nel trattare il personaggio dell’adolescente col sogno di diventare calciatore, mentre fatica maggiormente a mettere a fuoco la madre, una pur intensa Anna Foglietta.

Antonio ha 17 anni e vive in una cittadina campana con la madre, Miriam, che ha problemi psichici da molti anni. Miriam ha infatti cresciuto da sola suo figlio, che il padre non ha neppure riconosciuto, e non ha mai ritrovato un suo equilibrio. Antonio la adora e la accudisce, sebbene su di loro penda sempre la minaccia dei servizi sociali, convinti che la donna non sia in grado di occuparsi di lui. Ma Antonio è anche un promettente calciatore, tanto da essere chiamato per un provino per una grossa squadra. [sinossi]

 

RIDE
di Valerio Mastandrea

C’era molta attesa per l’esordio al lungometraggio nelle vesti di regista di Valerio Mastandrea, con ogni probabilità l’attore italiano più iconico e rappresentativo della sua generazione. Il risultato non può lasciare piena soddisfazione perché se è vero che Mastandrea dimostra di amare affettuosamente i suoi personaggi – dote questa non comune – allo stesso tempo la sua narrazione sembra castrata, chiusa com’è in uno schema troppo rigido e privo di reali condotti d’aria. Potrebbe essere però un’utile palestra per una seconda incursione dietro la camera. Chissà…

Una domenica di Maggio, a casa di Carolina si contano le ore. Ne mancano solo 24 al giorno in cui bisognerà aderire pubblicamente alla commozione collettiva che ha travolto una piccola comunità sul mare, a pochi chilometri dalla capitale. Se n’è andato Mauro Secondari, un giovane operaio caduto nella fabbrica in cui, da quelle parti, hanno transitato almeno tre generazioni. E da sette giorni Carolina è rimasta sola, con un figlio di dieci anni, e con la sua fatica immensa a sprofondare nel dolore per la perdita dell’amore della sua vita. Manca un giorno solo al funerale dove tutti si aspetteranno una giovane vedova devastata che sviene ogni due minuti. Come fare a non deludere tutta quella gente? E soprattutto come fare a non deludere se stessa? [sinossi]

 

OVUNQUE PROTEGGIMI
di Bonifacio Angius

Bonifacio Angius firma il suo terzo lungometraggio continuando a mettere al centro del discorso sia la sua terra – la Sardegna che diventa protagonista di un road-movie sui generis – sia un’umanità fragile, indebolita dagli anni e da un senso di sconfitta con il quale non riesce mai a venire a patti. Il risultato però è meno deflagrante di quanto fosse lecito aspettarsi perché Angius sembra scegliere, di quando in quando, la strada più “facile”, come dimostra anche il finale fin troppo chiuso e risolutivo. Non privo di interesse, in ogni caso.

Alessandro indossa la sua camicia porta fortuna, luccicante, una bomba. Non li sente i suoi cinquant’anni. Dopo aver cantato per un pubblico poco riconoscente, come tutti i sabato notte, fa mattina al Blu Star Disco. E quando all’alba si vede rifiutare da sua madre i soldi necessari per fare il gradasso con delle ragazzine, Alessandro perde la testa. Dopo una vita sprecata davanti ad una slot-machine a pontificare sbronzo dalla mattina presto e sperare nella fortuna di un gratta e vinci, non avrebbe mai immaginato che l’amore potesse tornare a fargli visita. In una corsia d’ospedale. È qui, che il nostro incontra Francesca. Grandi occhi verdi, malinconici e luminosi, i modi spontanei di una bambina. I biglietti della nave in tasca, per lei e per Antonio, cinque anni appena, e una faccina da pubblicità del cioccolato al latte. Ad agosto la Sardegna è un’esplosione di luce bianca, di cemento rovente, di campagne dorate, di mare che luccica in lontananza. Alessandro e Francesca sono finalmente fuori dall’ospedale, in viaggio verso un’ultima occasione. [sinossi]

 

ISABELLE
di Mirko Locatelli

Mirko Locatelli firma la sua opera più incompiuta, ed è davvero un peccato perché le ottime intenzioni di partenza appaiono fortemente percepibili. Purtroppo in fase di sceneggiatura sembra essersi rotto qualcosa, al punto da far trasparire delle facilonerie del tutto distanti, di solito, dal cinema del regista milanese. Tutto si affida dunque a uno stile che rischia però in più passaggi di diventare pura e semplice maniera, dando l’impressione di un’occasione sprecata…

L’incontro tra una donna e un ragazzo, legati da un avvenimento che sconvolgerà le loro vite. [sinossi]

 

SE SON ROSE
di Leonardo Pieraccioni

Torna in sala Pieraccioni, e di per sé non è una notizia che induce a fare salti di gioia. Eppure, a voler vedere il bicchiere mezzo pieno, torna in sala con un film “solo” mediocre, ed epurato – per quanto possibile – dalla maggior parte delle scorie misogine su cui il pessimo comico toscano ha costruito la sua ventennale carriera cinematografica. Ciò detto il suo resta il film più dimenticabile della settimana, e che non si sente certo il dovere di consigliare.

Cosa succederebbe se qualcuno mandasse di nascosto alle tue ex dal tuo cellulare: “Sono cambiato. Riproviamoci!”? È quello che accade a Leonardo Giustini giornalista che si occupa di tecnologia e innovazione per il web. Sua figlia, stanca di vedere il padre campione di un’inarrestabile rincorsa al disimpegno, decide di mandare il fatale messaggino. E come zombie usciti dalle tombe dell’amore, alcune delle ex incredibilmente rispondono all’accorato appello e quella che era nata come l’innocua provocazione di un’adolescente si trasforma in una macchina del tempo. Per Leonardo, barricato nel fortino delle sue pigre certezze tra divano, involtini primavera e computer, sarà un emozionante e divertente viaggio nel passato e nel presente. [sinossi]

 

Questa settimana esce anche Il Grinch (2018) di Peter Candeland, Yarrow Cheney, Matthew O’Callaghan, Raymond S. Persi, Scott Mosier. Buona visione!

Info
Il sito ufficiale di Bohemian Rhapsody.

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