In questo mondo

In questo mondo

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Anna Kauber focalizza lo sguardo, con In questo mondo, sulle donne che hanno scelto la vita da pastore. Un racconto sul tema del femminile che si impadronisce di dinamiche culturalmente afferenti alla sfera del maschile. Vincitore del concorso Italiana.doc a Torino.

Donne di montagna

Le donne pastore impegnate quotidianamente nella loro attività vivono spesso sole, ma anche con compagni e con la loro famiglia, pienamente coinvolte nelle attività sociali ed economiche della comunità in cui vivono. Il film racconta queste donne attraverso la personale esperienza della regista che ha vissuto con loro per qualche giorno, immergendosi profondamente nella loro quotidianità. I legami di amicizia e affetto che si creano diventano la linea narrativa, intima e spontanea, che introduce alle motivazioni delle protagoniste, alle difficoltà incontrate e alle soddisfazioni ricavate. [sinossi]

In questo mondo è un titolo quantomai giusto, preciso. Racchiude al suo interno una constatazione dei fatti ma anche una sottile rivendicazione politica, e lo fa affrontando una questione che, nonostante faccia per l’appunto parte di “questo mondo”, fatica a trovare gole in grado di farla riecheggiare con forza. Parla di donne pastore, il documentario di Anna Kauber che ha trovato ospitalità nel concorso di Italiana.doc all’interno della trentaseiesima edizione del Torino Film Festival. Parla di donne delle più svariate età e provenienze che hanno fatto una scelta, quella di intraprendere una vita spesso solitaria, a contatto quotidiano con l’aria aperta e con gli animali che allevano e di cui hanno cura. Ma soprattutto parla di donne che in una società ancora neanche troppo velatamente maschilista si riappropriano di uno spazio che la tradizione, l’immaginario e la prassi hanno sempre lasciato a disposizione dell’uomo. È l’uomo il pastore, per consuetudine. È l’uomo a lasciare la mattina presto la donna a casa per uscire nel freddo montano guidando una mandria di pecore, o di capre. È l’uomo nell’immaginario comune a sbocconcellare un pezzo di pane raffermo. Pastore, per di più, è una di quelle parole declinabili in italiano solo al maschile. Anche per questo la videocamera di Kauber, regista parmense già al lavoro su Ciclone basmati e Ritratti di donna e di terra (nel quale già si declinava lo sguardo in direzione del rapporto del femminile con il lavoro nell’agricoltura, a contatto con la terra), diventa una preziosa guida, in questo movimento che la porta su e giù per l’Italia, oltre che per monti e colline.

Sì, perché In questo mondo si articola da un punto di vista prettamente dialettico attraverso una lunga serie di interviste e di testimonianze di donne che, come già scritto, sono quotidianamente impegnate nella pastorizia. Si va dalla Sardegna alla Lucania, dal Lazio alla Lombardia e al Piemonte, dalla Campania all’Abruzzo e al Veneto. Si attraversa una nazione aspra, e che mal digerisce – ed è la tragica cronaca di ogni giorno a ribadirlo con forza – il reale concetto di emancipazione della donna, inquadrata per lo più ancora in un modo canonico, quasi che nell’immobilismo della sua figura risiedesse il suo proprio fascino. Quell’immobilismo che le donne protagoniste di In questo mondo non mettono di certo in atto, anzi. Il tentativo riuscito di Kauber è proprio quello di svelare la normalità di un cosmo femminile che semplicemente mette in atto il diritto a considerare il lavoro del pastore proponendo una prospettiva nuova, se non completamente differente comunque in grado di ricercare un nuovo rapporto tra umano e animale, riscrivendo il tempo di una professione millenaria, tra le più antiche della storia dell’umanità. Nella sua puntuale radiografia di queste donne – non tutte le testimonianze sono indispensabili in quanto tale, ma proprio la loro sovrabbondanza permette di cogliere con ancora maggior precisione il discorso politico affrontato dalla regista – Kauber inscena il conflitto di genere, la necessità della messa in pratica di un’insubordinazione rispetto alla prassi consolidata.

Per raccontare questo universo in divenire Kauber, oltre alle già citate testimonianze che le molte donne rendono di fronte alla videocamera, si sforza di lavorare sulla potenza delle immagini, sul loro valore immateriale ed eterno allo stesso tempo. In quei totali immersi nella bruma, con gli ovini che scendono i pendii montani in direzione del pascolo dove trascorreranno la loro giornata, si può respirare l’atemporalità di un rapporto tra umano e bestiale che esiste da così tanto da non apparire quasi trasfigurato, sognante, onirico. Quella potenza scenica, quello strapotere del paesaggio, è sicuramente uno dei valori aggiunti di un documentario che non fa comunque dell’estetica un punto d’arrivo, ma di ripartenza. Nell’appropriazione di un meccanismo della società gestito nel tempo dal maschile rientra in qualche modo anche la messa in dubbio dello sguardo maschile, la ricerca di una prospettiva nuova, per raccontare e per raccontarsi. Una sfida che è solo all’inizio, ma viene qui resa con chiarezza d’intenti.

Info
La scheda di In questo mondo.
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