Une urgence ordinaire

Une urgence ordinaire

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Presentato in concorso al Marrakech International Film Festival 2018, Une urgence ordinaire è un film del regista marocchino Mohcine Besri, con coproduzione svizzera, alla sua seconda prova nel lungometraggio. Film claustrofobico, quasi tutto ambientato in un ospedale che diventa la facile metafora del paese.

Salto nel vuoto

Alì è un depresso cronico che si butta da un cavalcavia, ma sopravvive cadendo su un camion che porta pecore e viene ricoverato in un ospedale di Casablanca. Driss, un pescatore, e sua moglie Zahra, portano il loro bambino che soffre di un mal di testa perenne nello stesso istituto. Entrambi finiscono in cura da Tariq, medico che ha rifiutato una carriera in Canada per rimanere al servizio del proprio paese. [sinossi]

Seconda prova di regia, dopo Les mécréants per il filmmaker marocchino Mohcine Besri, che fa gli onori di casa in concorso al Marrakech International Film Festival 2018. Une urgence ordinaire presenta un inizio davvero folgorante che mostra il talento del regista. Partendo dal primo piano del protagonista, la narrazione si dipana per progressivi allargamenti di campo. Si vede così che è sul ciglio di una strada ma, pur potendo intuire che si tratta di un uomo che vuole buttarsi nel vuoto, non abbiamo la certezza di essere su di un cavalcavia rialzato. Avviene un’interazione con un personaggio di passaggio che sembra convincerlo a desistere, ma alla fine si fa i fatti suoi e, dopo un cambio inquadratura, assistiamo da dietro alla scena di Alì che si butta. Quindi ancora uno stacco, che racchiude anche una piccola ellissi temporale. Nella strada di sotto vediamo un furgoncino che trasporta pecore che è sfasciato. Alì fallisce il suicidio e non sembra nemmeno essersi rotto le ossa. Le pecore pure paiono illese. Ancora la narrazione procede per induzione: si capisce con un certo ritardo quello che è davvero successo. La stessa scena verrà ripetuta alla fine del film, ma se l’inizio rimane su un tono farsesco, pur trattando di un suicidio, il finale vira decisamente verso la cupezza.

Le varie storie dei degenti dell’ospedale si incrociano in quel microcosmo di stanze da letto e corridoi bianchi. C’è la coppia di persone che viene dalla campagna, di cultura scarsa, spaventati per il mal di testa cronico del proprio bambino. La tac rivela che si tratta di un’emorragia interna che richiede un intervento chirurgico. Per i genitori spaventati c’è il tono rassicurante del medico Tariq. Ci sono donne velate e donne emancipate a capo scoperto. C’è quella che rivela di essere incinta, non sposata, e di non volere però tenere il bambino. L’aborto alla marocchina consiste in realtà nel cedere il figlio a una coppia facoltosa. Ci sono gli infermieri che chiedono soldi in nero.
Se l’ospedale psichiatrico di Qualcuno volò sul nido del cuculo era la metafora dell’America nella follia, così Une urgence ordinaire è chiara metafora del Marocco nella malattia, un paese malfermo, affetto da patologie, sull’orlo della metastasi. Ci sono le tentazioni all’immigrazione, del medico che potrebbe tornare a Montreal ma preferisce curare la sua gente, e si fa riferimento poi anche a Bologna come destinazione di altri personaggi. I protagonisti del film sono un campionario sociale del paese maghrebino, un campionario di vizi e virtù. Mentre il dottore Tariq, coscienzioso, integerrimo, rappresenta la speranza, la parte positiva, lui che ha rifiutato una carriera in Canada per rimanere con la sua gente. Un probabile alter ego del regista stesso, che ha studiato cinema in Svizzera ma alla fine degli studi ha deciso di ritornare nel proprio paese d’origine per offrire i propri servizi, per raccontare con il cinema la propria terra. Tariq presiede all’organizzazione dell’ospedale come il regista presiede alle riprese. Usa la tac in luogo della macchina da presa. E in fondo il lavoro di Mohcine Besri è una diagnosi laddove però non ha modo di applicare una terapia. Con Une urgence ordinaire realizza una lettera al proprio paese, malato cronico, come croniche sono le malattie dei personaggi del film. Un paese si avvicina al balzo nel vuoto.

Info
La scheda di Une urgence ordinaire sul sito del Marrakech International Film Festival.

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