Fiore gemello
di Laura Luchetti
Un piccolo film italiano che sta viaggiando per i festival, Toronto, Londra, Alice nella città, e approda ai Rencontres du Cinéma Italien – De Rome à Paris. Fiore gemello è l’opera seconda di Laura Luchetti, una storia delicata di amore e fuga nel paesaggio aspro della Sardegna.
Sulla strada in Sardegna
Basim, un immigrato clandestino ivoriano, e Anna, figlia di un trafficante di clandestini, tutti e due in fuga, intraprendono un viaggio attraverso i villaggi e i paesaggi deserti della Sardegna. [sinossi]
Un film su una fuga, un road movie che vede protagoniste due creature giovani e innocenti che scappano da ingiustizie più grandi di loro, nel paesaggio brullo e aspro della Sardegna delle saline, il Sulcis, il Campidano, l’isola di Sant’Antioco; una storia d’amore appena sfiorata, nata con la necessità di aiutarsi a vicenda, di fare fronte comune. Un Thelma e Louise interrazziale dove Thelma, o Louise, è sostituita dal nativo americano silente di Qualcuno volò sul nido del cuculo. Un Easy Rider, una corsa per la libertà, in una natura spiritata, come i fenicotteri che si librano nell’aria dalle vasche delle saline. Fiore gemello è l’opera seconda, dopo Febbre da fieno, della regista Laura Luchetti, presentata a vari festival internazionali, Toronto, Londra, Alice nella città e approdata, tra i film italiani non distribuiti in Francia, ai Rencontres du Cinéma Italien – De Rome à Paris.
Film vero e spontaneo, girato con persone reali, attori non professionisti, presi dalla strada. L’attore che interpreta Basim, Kallil Kone, proviene da un centro d’accoglienza per migranti ed è stato selezionato dopo casting fatti con i minori in queste strutture. E il film è stato anche modellato sulla sua esperienza. La parabola di Anna riprende poi una vera storia raccolta dalla regista. Qui abbiamo però un primo limite dell’operazione. Lavorare con attori presi dalla strada, pratica ormai abusata, non sempre porta ai risultati voluti anche perché si tratta di un lavoro estremamente difficile. Il personaggio di Anna funziona nei giochi di sguardi di Anastasiya Bogach efficaci e organici che però si perdono quelle poche volte che parla, nei flashback, in modo più forzato e innaturale.
Fiore gemello è la storia di due fiori recisi che devono essere tenuti in coppia come, con una facile metafora, sono alcuni di quelli che prepara il fiorista che dà lavoro ad Anna. La storia di due anime, due esistenze fragili che traggono sostegno da una simbiosi. È un doppio Bildungsroman, una storia di educazione, come quella che deve essere stata nell’arte maieutica di insegnare ai due ragazzi la recitazione. È una storia di comunicazione laddove la comunicazione sembra impossibile, tra una ragazza silente, che non parla per un trauma, come il personaggio del film di Miloš Forman, e un ragazzo che usa un pastiche linguistico maccheronico, tra dialetti africani, francese e italiano. Una comunicazione che passa per una serie di situazioni, vedi la partita di calcetto. E che sfocia nella sessualità della scena della vasca da bagno dove è Anna a prendere l’iniziativa. Una sessualità innocente e virginale che suona come una compensazione, anche nell’atto di lavarsi, nel cercare di rimuovere quella sporcizia che Basim si sente addosso, rispetto al rapporto di mercimonio appena avuto con un uomo. E questa situazione, va detto, rischia di ingenerare un equivoco in termini di omofobia, nel figurare il rapporto omosessuale come quello malato e perverso.
Fiore gemello rimane una buona prova di regia, per un bel progetto di Laura Luchetti, ancorato alla tematica sociale dei migranti che collega tra loro i fili narrativi, tematica che lodevolmente viene sollevata. Tuttavia devono essere segnate, in matita rossa, alcune acerbità, alcune ingenuità. Oltre a quelle già citate, ricordiamo la zebra che compare alla fine, nel rappresentare il contatto tra bianchi e neri. O il fatto che il villain, l’uomo barbuto, il trafficante di migranti, abbia sul cruscotto della macchina una voluminosa statua della Madonna. E a ciò si aggiunge un meccanismo narrativo costruito sui flashback a volte farraginoso.
Info
Il trailer di Fiore gemello.
- Genere: drammatico
- Titolo originale: Fiore gemello
- Paese/Anno: Italia | 2018
- Regia: Laura Luchetti
- Sceneggiatura: Laura Luchetti
- Fotografia: Ferran Paredes Rubio
- Montaggio: Paola Freddi
- Interpreti: Alessandro Pani, Anastasyia Bogach, Aniello Arena, Fausto Verginelli, Giorgio Colangeli, Kalill Kone, Mauro Addis
- Colonna sonora: Francesco Cerasi
- Produzione: Donkadillo Films, Fondazione Sardegna Film Commission, Picture Show, Rai Cinema
- Distribuzione: Fandango
- Durata: 95'
- Data di uscita: 06/06/2019








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