Topolino e i fantasmi

Topolino e i fantasmi

di

Topolino e i fantasmi (Lonesome Ghosts) raggiunse le sale statunitensi grazie alla RKO la vigilia di Natale del 1937, e compie dunque 81 anni. Un’età veneranda per un gioiello purissimo, tra i capolavori dei cortometraggi della serie dedicata a Mickey Mouse – ma qui, come in un altro titolo fondamentale della serie, La roulotte di Topolino del 1938, sono protagonisti anche Paperino e Pippo. Diretto dal veterano delle silly symphonies Burt Gillett, il corto è anche un brillante studio sulle tecniche d’animazione.

Topolino nella casa dei fantasmi

Quattro fantasmi che infestano una casa abbandonata si annoiano poiché non hanno più nessuno da spaventare, così uno di loro chiama l’azienda sterminatrice di fantasmi Ajax (i cui soci sono Topolino, Paperino e Pippo) fingendosi un cliente. Gli sterminatori entrano nella casa in rovina non trovando nessuno ad accoglierli, e si separano per circondare i fantasmi. Questi ultimi iniziano così a fare vari scherzi agli sterminatori. [sinossi]

Topolino e i fantasmi, noto anche in tempi recenti con il titolo Gli scacciafantasmi, forse per collegare l’immaginario infantile ai ghostbuster, è uno dei grandi classici della produzione “breve” della Disney anni Trenta. Raggiunse le sale statunitensi il 24 dicembre del 1937 grazie alla RKO, che all’epoca deteneva i diritti di distribuzione delle opere prodotte dallo studio di Walt Disney: tre giorni prima, il 21 dicembre, il pubblico aveva avuto l’occasione di sgranare gli occhi di fronte alla magnificenza di Biancaneve e i sette nani, primo lungometraggio d’animazione di tutti i tempi e capolavoro impossibilitato a invecchiare almeno quanto Biancaneve sotto la teca di vetro. In qualche modo esistono tratti in comune, per quanto ovviamente labili, tra Biancaneve e la spassosa avventura che vede Topolino, Pippo e Paperino cacciatori di fantasmi in piena regola alle prese con una casa infestata. Là dove la rilettura della fiaba dei fratelli Grimm permetteva a Disney e al suo glorioso staff di sperimentare l’utilizzo espressivo – e gotico, e orrorifico, e straniante – del rotoscope e la tecnica della cel animation o rodovetro, allo stesso modo Topolino e i fantasmi utilizza per la prima volta quella che passò alla storia come “vernice trasparente”, in modo da rendere credibilmente ectoplasmatici i fantasmi.
Una dimostrazione, qualora ce ne fosse bisogno, della capacità degli studi Disney di tenere sempre centrale l’obiettivo industriale – i cortometraggi della serie Mickey Mouse sono moltissimi, se si considera che quello in questione è il novantottesimo diretto in neanche dieci anni – senza però perdere mai di vista le potenzialità espressive e artistiche del cinema. Una peculiarità che la Casa del Topo perderà con la morte del suo creatore sul finire degli anni Sessanta, e recupererà solo parzialmente (il discorso sarebbe lungo e articolato) con la “presa del potere” da parte di John Lasseter.

Lonesome Ghosts, questo il titolo originale del cortometraggio, è una scheggia di comicità surreale e irresistibile di neanche dieci minuti di durata, ma entra di diritto nell’immaginario collettivo per la sua capacità di giocare con gli stilemi del genere, di sovvertirne il senso, di tinteggiare con precisione le psicologie e le paturnie dei suoi tre protagonisti. Topolino, coraggioso ma con giudizio – e un po’ di sana tremarella –, il goffo Pippo spaccone solo a parole e Paperino, che trema praticamente dall’inizio alla fine. Il loro sodalizio, che stratifica con straordinaria brillantezza il discorso sull’umano e sulle sue debolezze intrinseco nella messa in scena in forma cartoonistica dell’americano medio, è senza ombra di dubbio il punto di forza tanto del cortometraggio quanto delle brevi strisce animate della Disney. Lo dimostrano altri piccoli e grandi capolavori prodotti in quegli anni, a partire dal successivo e imperdibile La roulotte di Topolino diretto nel 1938 da Ben Sharpsteen, per non parlare del sontuoso Pattinaggio (sempre diretto da Sharpsteen) che nel 1935 gestisce in appena 8 minuti con grazia e acume comico le disavventure di Topolino, Paperino, Pippo, Pluto e Minni.

Il tema dello spettro e della casa infestata in quegli anni – in cui il gotico veniva digerito e riletto da Hollywood – flirta spesso con le storie di Topolino, come certificano sia una delle primissime Silly Symphonies (Topolino e gli spettri, all’interno del quale trovavano collocazione alcuni espedienti visivi ripresi da altri corti come Hell’s Bells e soprattutto l’insuperabile The Skeleton Dance diretto in prima persona da Disney e animato da Ub Iwerks insieme a Les Clark e Wilfred Jackson) sia la bella avventura a strisce Topolino nella casa dei fantasmi, storia a fumetti di Floyd Gottfredson in cui l’elemento sovrannaturale viene però smentito nel finale trasformando il tutto in giallo. Pubblicata tra l’agosto e il novembre del 1936, la storia vede comunque protagonisti sempre i tre (anti)eroi Topolino, Pippo e Paperino, già apparsi insieme su carta nel capolavoro Topolino giornalista, sempre con la firma di Gottfredson.

In Topolino e i fantasmi invece i tre hanno a che fare con degli spettri in piena regola, molto giocherelloni e annoiati dall’idea di non aver più nessuno da spaventare. Sono loro stessi infatti ad arruolare i tre acchiappafantasmi, a loro volta in attesa di un incarico che tarda ad arrivare. Viene da subito dunque smentita ogni peculiarità orrorifica – è interessante notare come il già citato Topolino e gli spettri arrivò all’epoca in Italia vietato ai minori di 16 anni, per paura che il contenuto potesse spaventare troppo infanti e adolescenti – per rientrare nel campo della pura ludica. Il sotterfugio degli spettri, che vogliono solo giocare un po’ con i malcapitati, si rivela poi – nella migliore strutturazione base delle comiche – un boomerang. Gli spaventati diventano spaventosi agli occhi di coloro che volevano spaventarli… In questo gioco al massacro c’è tutto l’armamentario del genere, tra porte cigolanti, rumori improvvisi, immersione nel buio e piani superiori della casa da dover affrontare. Ne viene fuori un divertissement sregolato e anarcoide, in cui ci si concede tutto e il contrario di tutto. Un piccolo capolavoro che a distanza di oltre ottant’anni continua a dimostrare una meccanica oliata e la mancanza di qualsiasi segno di cedimento di fronte all’usura del tempo. Dopotutto i fantasmi non sono immortali?

Info
Topolino e i fantasmi su Youtube.
  • topolino-e-i-fantasmi-1937-lonesome-ghosts-recensione-04.jpg
  • topolino-e-i-fantasmi-1937-lonesome-ghosts-recensione-03.jpg
  • topolino-e-i-fantasmi-1937-lonesome-ghosts-recensione-02.jpg
  • topolino-e-i-fantasmi-1937-lonesome-ghosts-recensione-01.jpg

Articoli correlati

  • Buone feste!

    high school recensioneHigh School

    di High School è il secondo lungometraggio diretto da Frederick Wiseman, all'epoca trentottenne. Messo a punto il proprio stile di osservazione, il regista statunitense riesce a tenere insieme il particolare e l'universale, allargando lo sguardo all'America di quegli anni.
  • Buone feste!

    il buio si avvicina recensioneIl buio si avvicina

    di Il buio si avvicina è l'opera seconda di Kathryn Bigelow, un dolente e sensuale punto d'incontro tra l'immaginario western e l'horror vampiresco. A oltre trent'anni dalla sua realizzazione, uno dei più squarcianti film statunitensi del periodo.
  • Buone feste!

    Alla 39ª eclisse recensioneAlla 39ª eclisse

    di Non è passato e non passerà mai alla storia del cinema Alla 39ª eclisse, seconda regia per l'allora trentottenne Mike Newell. Eppure nelle pieghe di questo horror dai contorni egizi si può ritrovare la scintilla di un approccio al genere oramai andato perduto.
  • Buone feste!

    Il fantasma del pirata Barbanera

    di Il fantasma del pirata Barbanera è una commedia fantasy diretta da Robert Stevenson, e tra i più felici risultati live action della produzione Disney. Può essere considerato l'ultimo film 'dal vivo' prodotto con la benedizione dello zio Walt che morì durante le riprese.
  • Torino 2017

    Alice nel paese delle meraviglie

    di , , Tra i capolavori visionari di Walt Disney Alice nel paese delle meraviglie riveste un ruolo di primaria importanza, anche per l'ossessione del creatore della Casa del Topo verso il testo di Lewis Carroll. Un'opera lisergica e liquida, viaggio anti-sistema nelle voragini della mente infantile.
  • Buone Feste!

    Canto di Natale di Topolino RecensioneCanto di Natale di Topolino

    di Uno dei migliori adattamenti cinematografici del Christmas Carol di Dickens viene dalla Disney, che nel 1983 fece interpretare questo classico della letteratura da Zio Paperone, Topolino, Paperino & Co.
  • Cult

    Pomi d'ottone e manici di scopa RecensionePomi d’ottone e manici di scopa

    di Nella vasta filmografia live action della Walt Disney Productions il film di Robert Stevenson rifulge di una luce particolare, ponendosi come uno degli esempi più splendenti del cinema destinato all'infanzia. Ma non solo...
  • Classici

    i-tre-caballerosI tre caballeros

    di , , , , Durante la Seconda Guerra Mondiale la Disney sposò la strategia del Dipartimento di Stato degli USA per rinsaldare i rapporti con il Sud America; il parto creativo produsse gli splendidi Saludos Amigos e I tre caballeros.
  • Buone feste!

    Brisby e il segreto di NIMH

    di L'esordio al lungometraggio di Don Bluth, già al lavoro negli anni precedenti per la Disney. Una fiaba ecologista ricca di fascino, tra i migliori esempi di animazione statunitense degli anni Ottanta.
  • Buone feste!

    le avventure di pinocchio recensioneLe avventure di Pinocchio

    di In attesa di scoprire cosa sarà in grado di fare Matteo Garrone con il testo di Collodi, Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini resta la messa in scena più folgorante (con Disney) del burattino che vuole diventare uomo. Con Nino Manfredi e la colonna sonora di Fiorenzo Carpi.
  • Buone feste!

    una poltrona per due recensioneUna poltrona per due

    di Diventato nel corso dei decenni un vero e proprio classico natalizio, Una poltrona per due mostra il volto più sardonico e dissacrante di John Landis. La messa in scena del capitalismo più bieco e crudele, e al tempo stesso il racconto della sua essenza effimera, e priva di reale consistenza.
  • Buone feste!

    bambole e sangue recensioneBambole e sangue

    di Con Bambole e sangue si inaugura la carriera sul grande schermo del newyorchese Paul Bartel, uno dei numi tutelari del cinema indipendente statunitense. Tra le trame di un racconto malsano e inquietante si rintracciano già i germi di una nazione impaurita e bigotta.
  • Buone feste!

    fiore di cactus recensioneFiore di cactus

    di Scritto in punta di penna, come d'abitudine, da I.A.L. Diamond, a Fiore di cactus si può imputare al massimo l'assenza in cabina di regia di Billy Wilder. Ma Gene Saks firma una commedia straripante, spassosa, attualizzazione nevrotica della screwball comedy.
  • Buone feste!

    l'uomo meraviglia recensioneL’uomo meraviglia

    di L'uomo meraviglia è Danny Kaye, al secondo grande successo commerciale della sua carriera e scatenato nella parte dei gemelli omozigoti Edwin e Buzzy. Buzzy, ucciso dai gangster, appare al fratello nelle vesti di fantasma per chiedergli di vendicarlo...
  • Buone feste!

    wend kuuni - il dono di dio recensioneWend Kuuni – Il dono di Dio

    di Wend Kuuni - Il dono di Dio è l'esordio alla regia del burkinabé Gaston Kaboré. Un'opera potentissima, che rivoluziona il cinema post-coloniale. La Settima Arte si fonde alla proposta politica di Thomas Sankara, rigettando il pensiero occidentale.
  • Buone feste!

    ritorno al futuro recensioneRitorno al futuro

    di Il capolavoro per eccellenza di Robert Zemeckis, uno dei film più iconici e rappresentativi della Hollywood degli anni Ottanta, con il mito di Michael J. Fox destinato a imprimersi con forza nella memoria collettiva. Insomma, Ritorno al futuro.
  • Buone feste!

    scorpio rising recensioneScorpio Rising

    di Scorpio Rising è il sogno irrealizzabile del biker, il volo pindarico nella notte nera come la pece o come il giubbotto di pelle ma bombardata dalle armonie e dai vocalizzi pop. Mai la cultura statunitense era stata così idolatrata e scarnificata nello stesso momento.
  • Buone feste!

    suburbia recensioneSuburbia

    di Tratto da una pièce di Eric Bogosian, Suburbia è il quinto lungometraggio da regista di Richard Linklater. Uno sguardo disilluso e partecipe sui destini della cosiddetta "generazione X", mandata al macello all'estero come in patria.
  • Buone feste!

    la ragazza terribile recensioneLa ragazza terribile

    di Oramai quasi dimenticato, almeno in Italia, La ragazza terribile di Michael Verhoeven rappresentò un piccolo caso cinematografico nel 1990, con la sua versione romanzata della vita della saggista tedesca Anna Rosmus. Da riscoprire.
  • Buone feste!

    the call of cthulhu recensioneThe Call of Cthulhu

    di All'interno del ciclo dedicato alla divinità aliena da H.P. Lovecraft non esiste titolo più suggestivo e spaventoso di The Call of Cthulhu (La chiamata di Cthulhu in italiano). Nel 2005 qualcuno sperimentò un folle mediometraggio muto e in bianco e nero dedicato al racconto...
  • Buone feste!

    Fucking Åmål recensioneFucking Åmål

    di Fucking Åmål è l'esordio alla regia di Lukas Moodysson oltre che, a distanza di venti anni dalla sua realizzazione, il film più potente della carriera del regista e poeta svedese. Un teen-movie liberissimo e vitale, che sfascia le convenzioni sociali.
  • Buone feste!

    un dollaro d'onore recensioneUn dollaro d’onore

    di Tra i western più acclamati, omaggiati e plagiati di ogni tempo, Un dollaro d'onore può essere letto come una risposta polemica a Mezzogiorno di fuoco. Al di là di questo Howard Hawks firma uno dei suoi capolavori.
  • Buone Feste!

    Un mondo a parte RecensioneUn mondo a parte

    di Quando esordisce alla regia con Un mondo a parte il britannico Chris Menges è un apprezzato e pluripremiato direttore della fotografia. Per l'opera prima decide di mettere in scena in forma romanzata la vita di Ruth First.
  • Buone feste!

    il bi e il ba recensioneIl Bi e il Ba

    di Probabilmente nulla, nella storia del cinema italiano, si avvicina al livello di nonsense espulso dal corpo de Il Bi e il Ba. Merito del protagonista Nino Frassica, ma anche della regia ordinatissima e anarchica di Maurizio Nichetti.
  • Buone feste!

    chicken and duck talk recensioneChicken and Duck Talk

    di Nel 2018 Chicken and Duck Talk, una delle commedie di maggior successo critico e commerciale di Hong Kong, ha festeggiato trent'anni. Un gioiello che si mostra ancora in splendida forma, grazie agli oliatissimi meccanismi comici e alla maestria di Michael Hui.
  • Buone feste!

    school on fire recensioneSchool on Fire

    di A trent'anni dalla sua realizzazione School on Fire segna il punto di non ritorno della poetica di Ringo Lam, con la sua messa alla berlina dell'intero sistema sociale della città-stato, partendo dall'istruzione per arrivare alla polizia e, ovviamente, alla mafia locale.
  • Buone feste!

    eros + massacre recensioneEros + Massacre

    di Eros + Massacre è il primo dei tre capitoli che Yoshishige Yoshida ha dedicato alla storia del Giappone contemporaneo, ed è con ogni probabilità il più celebre. Un film anarchico come e più del suo protagonista, Sakae Ōsugi.
  • Buone feste!

    la casa recensioneLa casa

    di Evil Dead, conosciuto in Italia come La casa, non è solo uno degli horror più significativi della sua epoca, ma rappresenta anche il sogno di ogni cineasta indipendente alle prime armi, quello di creare con nulla il proprio immaginario.
  • Buone feste!

    rancho notorious recensioneRancho Notorious

    di Rancho Notorious è il terzo e ultimo western della carriera di Fritz Lang dopo Il vendicatore di Jess il bandito e Fred il ribelle. Un'opera astratta, quasi completamente girata in interni e dominata dai temi cari al regista tedesco.
  • Buone feste!

    grosso guaio a chinatown recensioneGrosso guaio a Chinatown

    di Il 2019 sarà il nono anno consecutivo senza film diretti da John Carpenter al cinema. Per sopperire a questo vuoto si può tornare ad altre epoche, più floride. Ma occorre sempre ricordare come anche un cult del calibro di Grosso guaio a Chinatown si dimostrò un clamoroso flop commerciale.
  • Buone feste!

    izo recensioneIzo

    di Izo è l'opera più estrema della sterminata filmografia di Takashi Miike, e con ogni probabilità rappresenta il suo apice poetico e artistico. Attraverso una vera e propria carneficina il regista giapponese ragiona sulla storia del Giappone, sull'umanità e sul cinema come reiterazione di sé.
  • Buone feste!

    colpo vincente recensioneColpo vincente

    di Il colpo vincente è quello con cui la microscopica squadra di basket del liceo di Hickory, in Indiana, vince il campionato statale sotto la guida del "redento" allenatore interpretato da Gene Hackman. Un classico del film sportivo, ma anche un'interessante lettura della società rurale.
  • Buone feste!

    la terra recensioneLa terra

    di La terra è la danza onirica e sognante di un popolo che si riappropria del senso comune, del valore della collettività e della condivisione. Nel 1930, nel pieno del primo piano quinquennale dell'Urss staliniano, Aleksandr Dovženko firma un poemetto lirico in difesa della terra.
  • Buone feste!

    La spada nella roccia RecensioneLa spada nella roccia

    di A cinquantacinque anni dalla sua realizzazione La spada nella roccia è senza dubbio uno dei classici Disney più amati, conosciuti, ricordati, anche se all'epoca della sua uscita nelle sale la critica statunitense storse in gran parte il naso. È l'ultimo film animato a uscire con lo zio Walt ancora in vita.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento