Renault 12

Renault 12

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Presentato nella sezione The 11th Continent del Marrakech International Film Festival 2018, Renault 12 rappresenta l’esordio al cinema documentario del regista teatrale e drammaturgo Mohamed El Khatib, un road movie puro alla ricerca delle proprie origini.

Oltre la terra di Don Chisciotte

Poco dopo la morte di sua madre, il drammaturgo e regista teatrale Mohamed El Khatib, nato in Francia da una famiglia di origine marocchina, riceve una telefonata dallo zio da Bab Berred, la città natale dei genitori nel Rif. Il congiunto lo esorta a raggiungerlo per incassare l’eredità, insistendo misteriosamente perché faccia il viaggio su una Renault 12. El Khatib intraprende così il tragitto da Orléans a Tangeri. [sinossi]

Renault 12 nasce da un’esigenza, quella di un artista che impugna per la prima volta una macchina da presa a seguito di un bisogno impellente, accompagnare il rimpatrio della salma della propria madre e documentare il viaggio tra due paesi, due culture sulle sponde opposte del Mediterraneo, due concezioni della morte e dell’elaborazione del lutto, anche nelle diverse pratiche funerarie. Mohamed El Khatib, affermato uomo di teatro francese, che già aveva affrontato il tema della perdita della madre nello spettacolo Finir en beauté, si arma di videocamera per raccontare un viaggio verso le proprie origini familiari, per lui che è nato in Francia, nella terra berbera, nel Rif marocchino da cui proviene la sua famiglia. Per lui che si è distinto nel mettere sul palcoscenico persone reali, prese dalla strada, l’approccio al reale deve aver rappresentato la naturale estensione della sua opera.

Presentato nella sezione The 11th Continent del Marrakech International Film Festival 2018, Renault 12 è qualcosa che va oltre la semplice portata del road movie. È cinema di viaggio, è il diario di un percorso graduale, un taccuino per immagini, con il percorso visualizzato sulla cartina geografica, un percorso anche simboleggiato dagli oggetti personali della madre appoggiati su di essa. Con tutte le tappe intermedie, di genti e culture, tra la partenza e la destinazione. E con il suo continuo andirivieni, con la sua frammentazione della struttura lineare, diventa un flusso di coscienza, un viaggio interiore, rappresentato dalla prima inquadratura dell’ingresso nel tunnel. Nonostante il fascino paesaggistico dei luoghi, come il deserto, e quello letterario della città di Tangeri, Mohamed El Khatib evita di scadere nelle facili suggestioni esotico-turistiche alla Gabriele Salvatores. Il passaggio dalla Francia al Marocco, dall’Europa all’Africa, dai campi di grano ai tappeti nel suq, attraversando la Spagna, e varcando lo Stretto di Gibilterra, è un mosaico di culture, anche per le influenze delle varie dominazioni coloniali che si sono stratificate. Anche l’uso di un’automobile vintage ha ben altra funzione rispetto alla portata leggendaria usata da film come Alla rivoluzione sulla due cavalli. La Renault 12, che costa al suo autista numerose fermate di riparazione, ha molto da dire invece come trait d’union tra due società, in quanto utilitaria inventata in Francia ed esportata con successo in Marocco negli anni Settanta e Ottanta per la sua adattabilità a luoghi impervi di quel paese, montagna e deserto.

Renault 12 compie un percorso inverso rispetto a quello fatto da Werner Herzog a piedi, nel 1974, per raggiungere la moribonda Lotte Eisner. Qui l’esorcismo della morte arriva dopo, si parte da una veglia funebre, dalla madre che esala l’ultimo respiro in ospedale, che Mohamed El Khatib evita di riprendere in volto come nella discutibile pornografia della morte della madre di Pippo Delbono nel suo Sangue. L’approccio è più delicato e si avvicina a quello del collega Wang Bing – ringraziato nei titoli di coda –, di Mrs. Fang, che pure il cadavere lo aveva ripreso. All’interno di Renault 12, il regista include anche una contestazione che gli viene rivolta, accusato di fare carriera usando la madre.

«Non sono in lutto, mi dispiace»: accompagnato dalle parole scritte da Roland Barthes per la morte della madre, dal libro Dove lei non è, e dalle immagini di Chaplin trasmesse sui voli della Royal Air Maroc, Mohamed El Khatib intraprende il primo viaggio, in aereo, per accompagnare il feretro della madre. «Per il Marocco sempre dritto»: la strada è semplice, lineare, come viene indicato al regista che chiede indicazioni stradali, nel secondo viaggio on the road. E passa tra suggestioni artistiche e letterarie come nel lungo soggiorno nella Castiglia-La Mancia, tra i mulini a vento, nella terra di Don Chisciotte. La sua stessa impresa da regista, vuole sottolineare, è una lotta contro i mulini a vento.

Info
La scheda di Renault 12 sul sito del Marrakech International Film Festival.
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