Uscite in sala 10 gennaio 2019

Uscite in sala 10 gennaio 2019

Una settimana a due facce: da un lato l’eccellente Zemeckis di Benvenuti a Marwen e il dolorosissimo e coinvolgente Una notte di 12 anni, dall’altro le pessime commedie dirette da Luca Miniero e Massimiliano Bruno.

 

BENVENUTI A MARWEN
di Robert Zemeckis

Evviva Robert Zemeckis! Esce un suo nuovo film ed è subito un’epifania, la dimostrazione di come il cinema possa trasformare la sua indole all’immaginazione e alla costruzione del fantastico in un percorso terapeutico, nel superamento di un trauma. Un film biografico dolcissimo e a suo modo disperato, che conferma la statura autoriale del suo regista. Immancabile.

Mark Hogancamp è vivo per miracolo, ma non ha più memoria di sé, in seguito al pestaggio omofobo subito da parte di cinque teppisti. Per reagire alla sua situazione costruisce una storia fittizia che lo vede protagonista nella II Guerra Mondiale, in lotta contro i nazisti. I suoi protagonisti? Delle bambole e dei pupazzi che va rivivere attraverso le fotografie in un Belgio immaginario ricostruito nel giardino di casa… [sinossi]

 

UNA NOTTE DI 12 ANNI
di Álvaro Brechner

“MIR MIR Feddayn Tupamaros Vietcong!” si cantava nelle piazze – e non si canta più, purtroppo. I tupamaros sono al centro di questo film uruguayano già apprezzato alla Mostra di Venezia. I tupamaros dei quali fa parte il futuro presidente della nazione Pepe Mujica. Un film minuto, dolente, silenzioso, tragico nel mettere in scena le turpitudini cui furono costretti i prigionieri politici ma anche nel riflettere su ciò che àncora alla realtà la mente umana. Affascinante, e profondamente empatico.

1973. L’Uruguay è governato da una dittatura militare. Una sera d’autunno, tre prigionieri tupamaro vengono sequestrati dalle loro celle nell’ambito di un’operazione militare segreta. L’ordine è preciso: “Dato che non li possiamo uccidere, facciamoli diventare pazzi”. I tre uomini resteranno in isolamento per dodici anni. Tra loro c’è Pepe Mujica che diventerà presidente dell’Uruguay. [sinossi]

 

CITY OF LIES – L’ORA DELLA VERITÀ
di Brad Furman

Con City of Lies, sottotitolato in italiano come L’ora della verità, Brad Furman mette in scena un blando poliziesco che cerca la chiave di volta del racconto di denuncia ma trova quasi esclusivamente semplificazioni grossolane e retoriche. La mediocrità regna padrona.

Russell Poole è un detective che ha dedicato gran parte della propria vita a investigare gli omicidi dei rapper Tupac Shakur e Notorious B.I.G., fino a giocarsi la carriera. Anni dopo viene contattato dal reporter Jack Jackson, che con un pezzo su quello stesso caso aveva vinto un Peabody Award. Le sue teorie però sono poi state sconfessate dai successivi procedimenti giudiziari e così, in cerca di una nuova verità, rintraccia Poole, che anche dopo aver lasciato il dipartimento ha privatamente continuato le indagini ed è pure restato in contattato con la madre di Christopher “Biggie” Wallace. I due cercano di mettere insieme i pezzi del puzzle e identificano una cospirazione poliziesca, che si collega anche allo scandalo del distretto corrotto di Rampart. [sinossi]

 

ATTENTI AL GORILLA
di Luca Miniero

Veniamo alle vere e proprie note dolenti: cattivo gusto, incapacità di gestirlo, faciloneria nella messa in scena, battute che sparano a salve, un razzismo involontario sorprendente e incredibile a pensarci (davvero nessuno si è reso conto di quanto sia squallido paragonare una scimmia a un profugo in fuga dall’Africa? Davvero???). Disastroso.

Lorenzo è un avvocato fallito dal carattere difficile e con un matrimonio infelice, circondato da persone che lo giudicano senza prospettive. La sua vita cambia per sempre quando vince una causa contro lo zoo della sua cittadina, tuttavia la vittoria porterà delle conseguenze inaspettate: Lorenzo dovrà infatti portare a casa con sé una delle principali attrazioni della struttira, un intelligente gorilla. Questa convivenza cambierà per sempre la sua esistenza. [sinossi]

 

NON CI RESTA CHE IL CRIMINE
di Massimiliano Bruno

Ancora peggio va col sesto film da regista di Massimiliano Bruno, un Titanic formato famiglia che affonda dopo un paio di sequenze e trascina giù tutto. Qui a mancare è anche l’etica storica, la decenza – trasformare Renatino e la Banda della Magliana in “uomini d’onore” è a dir poco vergognoso – mentre prolifera una misoginia sempre più preoccupante. Registicamente poi siamo oltre la soglia della sopportazione.

Roma, 2018. Tre amici sbarcano il lunario inventandosi un “tour criminale” per i luoghi che furono il teatro delle gesta della banda della Magliana, con tanto di abiti d’epoca. All’improvviso però vengono catapultati nel 1982, nei giorni dei mondiali di Spagna, trovandosi di fronte la vera banda della Magliana, che all’epoca gestiva le scommesse clandestine sul calcio. [sinossi]

 

Lunedì 14 esce, come evento, Mia Martini – Io sono Mia (2019) di Riccardo Donna. Buona visione!

Info
Il sito ufficiale di Benvenuti a Marwen.

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