Intervista a Katsumi Yanagijima

Intervista a Katsumi Yanagijima

Storico direttore della fotografia giapponese, noto per il sodalizio con Takeshi Kitano – che prosegue dal secondo film di quest’ultimo, Boiling Point –, e per film come Battle Royale di Kinji Fukasaku o Qualcuno da amare, l’avventura giapponese di Abbas Kiarostami. Ora ha firmato la fotografia di un piccolo film indipendente cinese, Patrolman Baoyin di Yang Jin, presentato al 2° Pingyao International Film Festival. Abbiamo incontrato Katsumi Yanagijima a Pingyao.

È la prima volta che lavori alla fotografia di un film non giapponese?

Katsumi Yanagijima: Ho lavorato già fuori dal Giappone in Brother, il film di Takeshi Kitano ambientato negli Stati Uniti. Ho lavorato in Giappone con un regista non giapponese, l’iraniano Abbas Kiarostami, per Qualcuno da amare. Ho avuto una esperienza di ricerca di location per un altro film, fuori dal Giappone, ma è la prima volta che curo la fotografia di un film in un altro paese e con un regista non giapponese. Ma il cinema è un linguaggio universale, fruibile da popoli diversi così come da persone vissute in epoche diverse.

Come è nato il progetto di Patrolman Baoyin? Come hai conosciuto il regista Yang Jin?

Katsumi Yanagijima: È stato un produttore a presentarmelo e a metterci in contatto.

Patrolman Baoyin si basa su scene di paesaggio della Mongolia. Come ci avete lavorato? Cosa ti ha chiesto il regista in merito?

Katsumi Yanagijima: Sono arrivato sui luoghi solo tre giorni prima dell’inizio delle riprese, così non ho potuto preparare nulla, era tutto una novità. Non avevo tante attrezzature professionali per fare la fotografia, così il risultato è naturale, spontaneo.

Il regista aveva quindi già scelto le location?

Katsumi Yanagijima: Il regista era già stato sulle location per tanto tempo quando sono arrivato, abbiamo visto insieme degli scenari e abbiamo deciso quali usare, quali più importanti.

Patrolman Baoyin è un film semi-indipendente, non completamente indipendente come i precedenti film del regista, perché stavolta è anche un po’ commerciale. Com’è stata la tua esperienza in merito, abituato alle grandi case di produzione giapponesi? E ci sono differenze tra il modo di girare in Cina e in Giappone?

Katsumi Yanagijima: All’inizio sembrava molto diverso il sistema di girare. In Giappone abbiamo delle tabelle di marcia per ogni giorno, dove è previsto quello che si deve fare oggi, domani, ecc. In Cina il sistema è invece molto flessibile, non si sa cosa faranno domani. All’inizio ero molto sorpreso e non avevo capito la situazione. Non sapevo che in Cina non tutti possono vedere lo script, mentre in Giappone tutti devono avere familiarità con la sceneggiatura, ognuno deve avere chiaro cosa deve fare.

La tua carriera è molto lunga, iniziata a fine anni Ottanta. Di quanti film hai curato la fotografia?

Katsumi Yanagijima: Circa una settantina.

Puoi raccontarci della tua lunga collaborazione con Kitano? Da Boiling Point in poi hai lavorato a tutti i suoi fim tranne Hana-bi.

Katsumi Yanagijima: Ho cominciato a lavorare con Kitano-san per il suo secondo film, Boiling Point. Era una persona un po’ riservata, non eravamo molto affiatati, c’era una certa distanza tra di noi. Ma ci aiutavamo a vicenda così fu molto facile la cooperazione. Ci siamo tenuti in contatto e da lì è iniziato questo lungo sodalizio. Il problema nel lavorare con lui è che ha il piede in diversi ambienti. Oggi lavora in televisione, domani per il cinema, così le sue idee cambiano sempre, e alla fine le sue opere sono il risultato di molte idee diverse. E ogni volta che torna sul set per noi vuol dire ricevere nuove disposizioni. Lavora in questo modo. Nel film Dolls per esempio non era previsto che quella scena iniziale delle marionette volgesse al reale con personaggi veri. L’ha deciso il primo giorno di riprese.

Come avete concepito invece la folle scena finale di Zatoichi, quella dove improvvisamente tutti ballano?

Katsumi Yanagijima: Quella invece era già prevista e immaginata da Kitano molto prima delle riprese, ma abbiamo dovuto fare tantissime prove, per tanto tempo, per arrivare a definirla.

Oltre a Kitano, ci sono registi con cui preferisci lavorare?

Katsumi Yanagijima: Non posso scegliere i registi, è difficile rispondere a questa domanda.

Info
Il sito del Pingyao International Film Festival.

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