Maria regina di Scozia

Maria regina di Scozia

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Maria regina di Scozia è l’esordio cinematografico della regista teatrale Josie Rourke. Un racconto storico mai banale, che riflette sul tema della femminilità al potere ma anche sulle pastoie della Gran Bretagna di oggi. Eccellente Saoirse Ronan nelle parti di Maria Stuarda, ma da non sottovalutare Margot Robbie in quelle di Elisabetta I.

La regina madre

Nel 1561 dopo la morte del primo marito, Francesco II Re di Francia, la giovane e cattolica Maria torna in Scozia a reclamare il proprio legittimo trono. In Inghilterra, nel frattempo, è stata incoronata regina la protestante Elisabetta. Ma Maria ha tutta l’intenzione di unificare i regni sotto la sua egida o quella di un suo erede… [sinossi]

Mentre la Gran Bretagna è nel caos per la Brexit, sugli schermi arriva Maria regina di Scozia, un film tutto al femminile ma in qualche modo calzante anche per la questione “europea”: rispolverando personaggi portati in scena centinaia di volte, la regista teatrale Josie Rourke (al suo esordio cinematografico) vuole ovviamente ripensare quella vecchia e terribile storia di lotta tra donne e rileggerla in chiave contemporanea. Dunque con una spiccata sensibilità per le questioni di genere in relazione al potere, che è il tema dominante del film, ma pure tenendo conto di dove oggi si trovi la Gran Bretagna, più che tentata da un ritorno all’isolamento, dall’allontanamento dal “continente” disprezzato. Dalla Francia, invece, arriva Maria Stuarda (Saoirse Ronan), ascesa al trono di Scozia da neonata ma poi allontanatasi dal Paese in seguito alle guerre anglo-scozzesi e “allevata” da Caterina de’ Medici per diventare consorte (senza alcun potere effettivo) di Francesco II, Re di Francia che però muore in fretta. Maria unisce le culture europee e i due lati della Manica ma, anziché restare in Lorena, a 19 anni torna nel suo Paese a rivendicare il proprio trono, con l’intenzione di unificare due regni. Un’altra donna, infatti, siede sul trono d’Inghilterra ed è, ovviamente, la sovrana per eccellenza, ossia Elisabetta I (Margot Robbie) cugina di Maria: due donne e due corone, con la possibilità concreta di unire il Paese collaborando assieme o di non allearsi, restando manovrate dal potere delle due corti, tutte maschili e pronte alla guerra…

Maria regina di Scozia riesce perfettamente nel suo obiettivo, scandendo con efficacia le tante tappe della relazione a distanza tra Maria ed Elisabetta e i tanti intrighi che contrappongono il dominio belluino dei consiglieri di corte ai piani della protagonista, una Saoirse Ronan splendida che, anche con questo ruolo, si afferma pienamente come una delle attrici più brave sulla piazza. Il rapporto tra le due regine tratteggia i differenti modi di adeguarsi al potere e di usarlo: più femmineo quello di Maria, più androgino come si sa quello della “regina vergine” Elisabetta che nel film dichiara più volte il suo “divenire maschio” in nome del ruolo che il fato le ha consegnato. Il confronto diretto tra le due (non è storicamente accertato che le regine si siano mai viste), la “regina madre” e la regina nubile, viene messo in scena nel finale, rappresentando l’apice intimo dell’intero racconto e un momento di sintesi vibrante ed emozionante. Il flusso degli eventi è sempre immerso in un coro completamente maschile di strali contro le donne, congiure, dirottamenti, ma nonostante tutto sarà dalla Scozia e dalla “continentale” Maria che arriverà l’erede, Giacomo, che unificherà le corone di Scozia, Inghilterra e Irlanda. Fotografato con luci soffici, che talvolta richiamano i quadri di Rembrandt e la pittura fiamminga, impreziosito da costumi magnifici e dalla bella colonna sonora di Max Richter, il film si prende senz’altro parecchie libertà storiche ma le sfrutta abilmente per imbastire un ordito che non ha niente di noioso e non si porta addosso l’odore stantio di alcuni film in costume o sulla materia (a partire dal ben più tedioso Elizabeth, tanto per restare nei paraggi della corona). Se della Ronan si è già detto, vale la pena anche menzionare il fatto che Margot Robbie ancora una volta (come in Tonya) si imbruttisce e ripiega il proprio fulgore in maniera penitenziale per interpretare, bene, la più statuaria e iconica Elisabetta, contrapposta alla vitale beltà della “rivale”. Che, del resto, farà imprigionare fino alla condanna a morte.

Chi ha voglia di immergersi in un romanzo d’epoca e nel finire del XVI secolo troverà in Maria regina di Scozia un racconto appagante, non banale, e un dispositivo scenico avvolgente che, parlando di età lontane, si rivolge a un presente che riflette maggiormente sulla femminilità e a un Paese alle prese con una bufera antieuropea (contro la quale la Scozia ha sempre espresso contrarietà), ma pure con spinte indipendentiste che non si sono mai del tutto sopite.

Info
Il trailer di Maria regina di Scozia.
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