Uscite in sala 24 gennaio 2019

Uscite in sala 24 gennaio 2019

Yorgos Lanthimos si dà alla commedia in costume, Creed torna sul ring, Barry Jenkins traduce in immagini le parole di James Baldwin. E poi, come ogni anno, i film per onorare la memoria tragica della Shoah; quest’anno viene anche rieditato Schindler’s List, a venticinque anni dalla sua uscita nelle sale.

 

LA FAVORITA
di Yorgos Lanthimos

Tra corse di anatre al ralenti, coniglietti saltellanti, bustier, crinoline e tende di broccato, Lanthimos sbizzarrisce la sua fervida fantasia mettendo in scena un universo grottesco, spesso immortalato da deformanti inquadrature in fisheye, che aggiungono un pizzico di satira al suo avvenente e a tratti assai spassoso ballo del potere in costume. Peccato che questo giochino resti tale, incapace di assumere forme realmente interessanti e mostrando di fatto la vacuità espressiva di un autore estremamente sopravvalutato.

Mentre il Regno Unito è in guerra con la Francia, le cugine Abigail Masham e Sarah Churchill Si contendono il ruolo di favorita della Regina Anna… [sinossi]

 

CREED II
di Steven Caple Jr.

Un mélo poco sportivo ma molto molto verboso quello messo in scena da Steven Caple nel sequel di Creed – Nato per combattere; preordinato, e capace di funzionare solo a intermittenza. C’è ovviamente Rocky Balboa/Sylvester Stallone, ma è davvero troppo poco. Sta comunque generando entusiasmi critici, qua e là.

La vita di Adonis Creed è diventata un equilibrio tra gli impegni personali e l’allenamento per il suo prossimo grande combattimento: la sfida della sua vita. Affrontare un avversario legato al passato della sua famiglia: Vicktor Drago, figlio di Ivan. Rocky Balboa è sempre (o quasi) al suo fianco e, insieme, Rocky e Adonis dovranno affrontare un passato condiviso, chiedendosi per cosa valga la pena combattere, per poi scoprire che nulla è più importante della famiglia. [sinossi]

 

SE LA STRADA POTESSE PARLARE
di Barry Jenkins

Il romanzo di Baldwin, che già creò qualche malumore nella comunità afrodiscendente – soprattutto in quella newyorchese – decenni addietro, diventa un film tutto estetico e privo di pulsioni, elegante quanto vuoto, raggelato nell’innamoramento per sé. E anche un bel po’ furbo. Barry Jenkins continua a non convincere, né per lo sguardo né per il tono di ciò che racconta.

Anni Settanta, quartiere di Harlem, Manhattan. Uniti da sempre, la diciannovenne Tish e il fidanzato Alonzo, detto Fonny, sognano un futuro insieme. Quando Fonny viene arrestato per un crimine che non ha commesso, Tish, che ha da poco scoperto di essere incinta, fa di tutto per scagionarlo, con il sostegno incondizionato di parenti e genitori. Senza più un compagno al suo fianco, Tish deve affrontare l’inaspettata prospettiva della maternità. Mentre le settimane diventano mesi, la ragazza non perde la speranza, supportata dalla propria forza interiore e dall’affetto della famiglia, disposta a tutto per il bene della figlia e del futuro genero. [sinossi]

 

I BAMBINI DI RUE SAINT-MAUR 209
di Ruth Zylberman

Tra le uscite dedicate alla Giornata della Memoria della Shoah questo lavoro firmato da Ruth Zylberman appare senza dubbio il meno scontato e più interessante: il ritorno con la mente e gli occhi su un quartiere ebraico parigino, epicentro culturale che l’abominio nazista distrusse senza che possibilità di rinascita. Distribuisce la sempre meritoria – ma con poche sale a disposizione, di cui nessuna a Roma di solito – Lab80.

I bambini di Rue Saint-Maur 209 porta sul grande schermo uno dei quartieri storici di Parigi, che è stato per anni la casa e il rifugio di una vivace comunità ebraica, prima che la guerra spazzasse via tutta la spensieratezza che la caratterizzava. [sinossi]

 

IL MIO CAPOLAVORO
di Gastón Duprat

Si ride stancamente e a corrente molto alternata nella commedia sull’arte che Gastón Duprat ha presentato lo scorso settembre fuori concorso alla Mostra di Venezia. Satira prevedibile, con qualche scossone ma nel complesso piana e scritta con la mano sinistra. Dispiace per il regista argentino, che alla prima sortita in solitaria dietro la camera trova anche il punto più basso della sua filmografia.

Renzo Nervi è un vecchio e scorbutico pittore: il suo periodo d’oro è passato, da tempo non vende un quadro e non fa guadagnare nulla al suo gallerista e amico di una vita, Arturo, che nonostante tutto riesce a farlo ingaggiare per un’opera su commissione. Ma Renzo combinerà un disastro dalle conseguenze imprevedibili. [sinossi]

 

L’UOMO DAL CUORE DI FERRO
di Cédric Jimenez

La storia di Reinhard Heydrich, uno dei più potenti gerarchi del regime Nazista e principale artefice della “soluzione finale”, rivive in un film enfatico e maldestro, frettoloso e totalmente privo di spessore etico ed estetico. Un mezzo disastro, da evitare con cura.

La storia dell’inarrestabile ascesa di Reinhard Heydrich e del suo assassinio. Freddo e implacabile, Heydrich fu uno dei massimi esponenti della dirigenza nazista e principale artefice della “soluzione finale”. Accanto a lui sua moglie Lina, che lo introdusse all’ideologia nazista e gli fu accanto negli anni della sua ascesa. Tuttavia, un piccolo gruppo di combattenti della Resistenza Ceca in esilio, addestrati dagli inglesi e guidati dal governo Cecoslovacco, tentò di fermare “l’inarrestabile”. Heydrich fu ferito a morte durante un’azione dei paracadutisti capitanata da Jan Kubis e Jozef Gabcik, mentre con la colonna di mezzi militari stava attraversando Praga. Reinhard Heydrich fu il più alto ufficiale di rango Nazista ad essere ucciso durante la Seconda Guerra Mondiale. [sinossi]

 

COMPROMESSI SPOSI
di Francesco Miccichè

Nulla però raggiunge l’abisso di mediocrità in cui sguazza oramai la commedia italiana. L’ennesima dimostrazione arriva dal terrificante film di Miccichè, un pasticciaccio familiare che non ha peso, non ha ambizioni, non ha la benché minima decenza, neanche strettamente professionale. Continuiamo così, facciamoci del male.

Una giovane fashion blogger di Gaeta e un ragazzo milanese che aspira a fare il cantautore sembrerebbero avere poco in comune, ma quando scocca la scintilla dell’amore ogni differenza scompare. Nel giro di una notte decidono di sposarsi. Anche i loro padri non hanno niente in comune: Gaetano è un rigido sindaco del Sud, Diego è un ricco imprenditore del Nord. Se tra i ragazzi è stato subito amore, tra i futuri consuoceri è invece odio a prima vista. A unirli un solo obiettivo: impedire a ogni costo il matrimonio dei figli. In una battaglia giocata con ogni mezzo e che coinvolgerà tutta la famiglia, riuscirà la coalizione paterna a scongiurare le nozze dei figli? [sinossi]

 

SCHINDLER’S LIST
di Steven Spielberg

Per la giornata della memoria, a venticinque anni dalla sua prima sortita in sala, riesce in Italia quello che è da molti tuttora considerato il capolavoro di Steven Spielberg e risulta a conti fatti, in realtà, come una delle sue regie più opache, faticose, incapace di gestire com’è fino in fondo il raccordo tra spettacolarizzazione della Storia e intimo dolore della tragedia. Da vedere su grande schermo, comunque, per chi non ne avesse mai avuto l’occasione.

La storia di Oskar Schindler, imprenditore tedesco nellla Germania nazista, che durante la Seconda Guerra Mondiale riuscì a salvare oltre mille ebrei, facendoli lavorare come operai nella sua fabbrica. [sinossi]

 

Esce anche Ricomincio da me (2018) di Peter Segal. Domenica 27 esce anche Chi scriverà la nostra storia (2018) di Roberta Grossman. Lunedì 28 con Nexo Digital è la volta di Degas – Passione e perfezione (2019) di David Bickerstaff. Buona visione!

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