The Kindness of Strangers

The Kindness of Strangers

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Film d’apertura della Berlinale 2019, The Kindness of Strangers è un inno al melting pot newyorchese, a una città complessa e stratificata, che amiamo immaginare accogliente, anti-trumpiana. Un po’ dramma e un po’ commedia, percorso da sentimentalismi marcati, il film scritto e diretto da Lone Scherfig si avvicina più allo zuccheroso Capodanno a New York di Garry Marshall che all’ottimismo immaginifico di Frank Capra. Una coproduzione europea ambiziosa, dal cast lussuoso, che potrebbe togliersi qualche soddisfazione al botteghino.

A Hare Grows in Manhattan

Clara si lascia alle spalle casa e marito e, salita in macchina coi suoi due figli, si dirige verso New York. Il marito, violento e possessivo, è un poliziotto: la fuga non sarà semplice, complicata dalla stagione invernale. Rimasti presto senza soldi, senza macchina e senza un posto dove andare, Clara e i suoi bambini incontrano una generosa infermiera, Alice, che li accoglie in un rifugio di emergenza. Poi, mentre sta rubando del cibo in un ristorante russo, il Winter Palace, Clara incontra Marc, un ex detenuto che sta gestendo da poco il locale… [sinossi]

Sono spesso esili le eroine di Lone Scherfig. Esili, ma mai dome. Carey Mulligan (An Education), Anne Hathaway (One Day) e adesso la tenace Clara di Zoe Kazan – un altro ruolo interessante dopo l’Alice Longabaugh di The Gal Who Got Rattled, episodio dall’ampio respiro de La ballata di Buster Scruggs. Il viso e il corpo della Kazan si fanno carico di quella fauna che vive e sopravvive nella New York bassa, anche invisibile, così lontana dallo splendore dello skyline, dalle dinamiche lussuose dei piani alti. Una sorta di coniglietto bagnato che cerca rifugio in una città troppo grande, imponente, dispersiva: eppure, proprio nel brulicare del centro economico degli Stati Uniti, Clara via via incontra altre anime perse pronte a farsi angeli custodi. È l’abbraccio della Grande Mela, è l’ottimismo sognante che permea dal primo all’ultimo minuto The Kindness of Strangers, accompagnato da una colonna sonora appositamente zuccherosa. Troppo? Sì.

Ancor più dei vari homeless e della grande città resa più inospitale dall’inverno, il piccolo Jude (Finlay Wojtak-Hissong), secondogenito di Clara, ci riporta alle meraviglie di Tokyo Godfathers (2003) di Satoshi Kon. Il confronto è ovviamente impari, però ci suggerisce alcune considerazioni. Nonostante i soldi europei, il timone affidato alla danese Lone Scherfig e qualche volto talentuoso del Vecchio Continente, The Kindness of Strangers guarda a Hollywood, all’immaginario a stelle e strisce, al sogno americano, cercando di aggiornare il realismo ottimista di Frank Capra. Mancano però la misura (le musiche soverchianti) e la scrittura (lo scioglimento così frettoloso e affastellato), e i riflessi diventano carta carbone. Ben diversa era l’operazione di Kon, che riusciva a omaggiare e plasmare il cinema classico statunitense partendo da Ford (In nome di Dio – Il texano), passando a Capra e aggiungendo un poetico svelamento della magia, del miracolo. Il coraggio che è mancato alla Scherfig.

Calcolato col bilancino, The Kindness of Strangers manca della giusta e sana cattiveria. Ancora Tokyo Godfathers: si vedano il pestaggio del malcapitato barbone di Kon e l’unica scena di violenza orchestrata dalla Scherfig, così spudoratamente liberatoria. In questo cantico sulla gentilezza, sulla necessità di ritrovare la nostra natura di buoni samaritani, la bontà diventa una trappola per i personaggi. E per gli attori. Il film corre su binari prestabiliti, poi ampiamente prevedibili, infine scontati e fin troppo meccanici. Vale anche per il pur amabilissimo Bill Nighy (Timofey), usato come ancora di salvataggio, come frangiflutti del melodramma. Non bastano il faccino buffo e bello di Zoe Kazan, l’impegno di Tahar Rahim, la spontanea sofferenza di Caleb Landry Jones e la nevrotica simpatia di Jay Baruchel; non bastano memmeno lo sforzo produttivo e la più che apprezzabile confezione. The Kindness of Strangers si smarrisce proprio quando sarebbe stato necessario ricomporre il quadro, partorisce un topolino da una montagna di melassa. Anzi, un coniglietto bagnato. Frank Capra e Satoshi Kon sono lontanissimi, ma per il box office potrebbe bastare.

Info
Il trailer di The Kindness of Strangers.
La scheda di The Kindness of Strangers sul sito della Berlinale.
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