Uscite in sala 07 marzo 2019

Uscite in sala 07 marzo 2019

Captain Marvel catalizza l’attenzione, e probabilmente darà una mano agli agonizzanti botteghini, ma questa è anche la settimana de Il colpevole di Gustav Möller e I villeggianti di Valeria Bruni Tedeschi. Certo, ci sarebbe anche Walter Veltroni con il suo esordio nel cinema di finzione, ma forse è meglio soprassedere…

 

CAPTAIN MARVEL
di Anna Boden, Ryan Fleck

Se lasciate da parte le solite polemiche oramai preventive sui titoli Marvel – con posizioni aprioristicamente a favore o contro – il film di Ryan Fleck e Anna Boden (già noti, quando solo Fleck si firmava come regista per Half Nelson) potrà spalancarvi gli occhi di fronte a un divertimento assicurato e non privo di accuratezza nella scrittura della psicologia della protagonista. Un’opera rutilante, forse pensata per un pubblico più giovane di quello degli Avengers. Ma non è certo un crimine.

Carol Danvers diventa uno degli eroi più potenti dell’universo quando la Terra si ritrova ad essere il campo di battaglia di una guerra galattica tra due razze aliene. [sinossi]

 

IL COLPEVOLE – THE GUILTY
di Gustav Möller

Thriller ma anche kammerspiel teatrale, il film del danese Gustav Möller, già apprezzato al Torino Film Festival, mette in mostra un meccanismo intelligente, portato con coerenza fino in fondo senza cercare vie di fuga o scorciatoie narrative. Qualche psicologismo facile c’è, ma a gestire il tutto c’è il senso della suspense. Per fortuna.

Relegato a centralinista del pronto intervento telefonico, un poliziotto riceve la telefonata di una donna che sostiene di essere stata rapita: dovrà gestire la situazione rimanendo sempre vicino al telefono. [sinossi]

 

I VILLEGGIANTI
di Valeria Bruni Tedeschi

È un bel ritratto di famiglia quello che ha composto Valeria Bruni Tedeschi per la sua nuova incursione dietro – e come al solito anche davanti – la macchina da presa. Un film corale prezioso, ben scritto e ben interpretato, che guarda ad alcuni classici del cinema senza dimenticare la propria indole e il proprio punto di vista. Autobiografismo estremo ma anche delicato, e una buona dose di sincerità.

Una grande e bella casa sulla Costa Azzurra. Un posto che sembra fuori dal tempo e distante dal resto del mondo: è qui che Anna si reca con la figlia per qualche giorno di vacanza. Tra famiglia, amici e personale di servizio, Anna deve affrontare la sua recente rottura con il compagno e la scrittura del suo nuovo film. Tra risate, rabbia e segreti emergono paure, desideri e rapporti di potere. Ognuno dei villeggianti ignora i rumori del mondo per far fronte ai misteri della propria vita. [sinossi]

 

COCAINE – LA VERA STORIA DI WHITE BOY RICK
di Yann Demange

Visivamente curato senza scadere nel formalismo, capace di affidarsi nella giusta misura ai suoi interpreti, il film del bravo Yann Demange diventa scolastico e macchinoso quando tenta di insinuarsi tra le pieghe della Storia, cercando di rendere il suo protagonista emblema delle sue contraddizioni, e caricando di contenuto emotivo la sorte da lui subita. Un limite che rende meno efficace l’ultima parte del film, che resta comunque interessante e conferma le qualità del regista.

Detroit, 1984: il quattordicenne Richard Wershe Jr., figlio di un commerciante di armi locale, diviene informatore dell’FBI sul traffico di droga, costruendosi parallelamente una sua personale carriera criminale. Le autorità che lo proteggono, tuttavia, finiscono per voltargli presto le spalle. [sinossi]

 

GLORIA BELL
di Sebastián Lelio

Sebastián Lelio firma un remake quasi fotocopia – inquadratura per inquadratura – del suo Gloria cileno del 2013. Avete visto quello? Potete benissimo fare a meno di avventurarvi a recuperare questo, che ne possiede tutti gli stessi limiti, narrativi e psicologici.

Alla soglia dei sessant’anni, un divorzio alle spalle e due figli ormai adulti, Gloria balla da sola in un night club di Los Angeles, alla ricerca di un nuovo inizio. Sembra trovarlo in Arnold, che ha parimenti un matrimonio fallito alle spalle, e la voglia di mettere un punto sulla sua vita: ma la nuova relazione si rivelerà più accidentata del previsto. [sinossi]

 

C’È TEMPO
di Walter Veltroni

Si potrebbero scrivere saggi, suo malgrado, sul primo film di finzione da regista di Walter Veltroni, vista la posizione ricoperta nell’ultimo trentennio nello scacchiere culturale italiano da parte dell’ex direttore de L’Unità (solo per citare una delle sue incarnazioni di potere). Quel che è più immediato notare è come una figura così centrale abbia scelto di narrare una storia così asfittica, priva di spessore, di credibilità, di reale forma: ecco, forse basta questo per rendersi conto della decadenza estetica e culturale del progressismo riformista. Una commedia sciatta, citazionista e anche assai poco divertente.

Stefano di lavoro fa l’osservatore di arcobaleni. Lui, che di suo padre non ha mai voluto sapere neanche il nome, deve lasciare il paesino del Piemonte in cui vive per correre a Roma. Improvvisamente si è ritrovato orfano e con un fratellastro tredicenne di cui non conosceva l’esistenza, Giovanni, rimasto solo al mondo. [sinossi]

 

LA FUGA
di Sandra Vannucchi

È un piccolo film, quello di Sandra Vannucchi, e sarà inevitabilmente schiacciato e ridotto all’invisibilità. Un peccato perché nonostante una scrittura a tratti troppo evidente – e non particolarmente ispirata – si avverte la volontà di spingersi in territori solo lambiti dal cinema italiano, a partire dallo sguardo ad altezza bimba, con l’undicenne protagonista dispersa per la Capitale.

Silvia ha undici anni e il desiderio di visitare Roma. Ma il viaggio da Pistoia, dove vive, è reso proibitivo dalle condizioni della madre Giulia, che affetta da grave depressione non riesce nemmeno ad alzarsi dal letto. Con il padre Pietro troppo distratto ed esasperato dalla malattia della moglie che non comprende fino in fondo, Silvia scappa con l’intenzione di visitare la città da sola. Sul treno incontra Emina, una ragazza rom, e decide di seguirla per le strade della capitale. [sinossi]

 

ALEXANDER MCQUEEN – IL GENIO DELLA MODA
di Ian Bonhôte, Peter Ettedgui

Dispiace invece notare come un personaggio ricco di sfumature come Alexander McQueen sia stato trattato con evidente superficialità in questo documentario firmato a quattro mani da Ian Bonhôte, Peter Ettedgui. Un po’ di biografia, qualche sfilata, e poco più. Non si indaga il sottobosco culturale di riferimento, non si allarga mai il contesto. Peccato davvero.

La parabola furibonda e distruttiva di Alexander McQueen, uno degli stilisti più iconici degli ultimi decenni: dalla working class al successo, dall’East London alla direzione artistica di Givenchy a Parigi. Fino al suicidio nel 2010 a soli 40 anni… [sinossi]

 

DIABOLIK SONO IO
di Giancarlo Soldi

Più interessante il lavoro che Soldi ha portato a termine su Diabolik, il più noto protagonista del fumetto noir italiano. Qui le sfumature ci sono, e c’è anche la volontà di indagare il personaggio e chi lo inventò. In attesa del film dei Manetti bros., e con la mente che vaga verso il meraviglioso adattamento di Mario Bava, un bel modo per ripassare un personaggio centrale dell’industria del fumetto italiano, al pari di Tex Willer e Dylan Dog.

Diabolik sono io, il docu-film diretto da Giancarlo Soldi, propone un inedito identikit del mitico ladro creato dalle sorelle Giussani, Diabolik. Un’indagine avvincente sul mistero del primo disegnatore di Diabolik, inspiegabilmente scomparso senza lasciare tracce dopo aver consegnato le tavole del primo albo della saga. Il film guiderà gli spettatori attraverso la storia dell’intuizione di due giovani ed entusiaste imprenditrici milanesi nei primi anni ’60, le sorelle Giussani, capaci di dar vita al Re del Terrore e al suo mondo. [sinossi]

 

Escono anche Asterix e il segreto della pozione magica (2018) di Alexandre Astier, Louis Clichy, e Non sposate le mie figlie 2 (2018) di Philippe de Chauveron. Buona visione!

Info
Il sito ufficiale di Captain Marvel.

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