Bergamo Film Meeting 2019 – Presentazione

Bergamo Film Meeting 2019 – Presentazione

Parte il Bergamo Film Meeting 2019, alla sua 37a edizione, dal 9 al 17 marzo, con la preapertura, l’8, alla ex-chiesa di Sant’Agostino, della proiezione di Metropolis musicata da Jeff Mills. E quest’anno la manifestazione sarà all’insegna di Jean-Pierre Léaud, grande ospite sotto le Orobie per tutta la durata del festival, in un’ampia retrospettiva a lui dedicata, cui parteciperà introducendo molti film.

L’attore bambino la cui immagine sulla spiaggia è diventata iconografica, alter ego di François Truffaut per vent’anni, interprete per Godard, Garrel, Rivette, Varda, Skolimowski, Eustache nel capolavoro La maman et la putain; fino a essere impiegato come simbolo della Nouvelle Vague, in Ultimo tango a Parigi, del cinema francese ed europeo, in Che ora è laggiù?, dell’idea stessa meta-cinematografica dell’alter ego interno del regista, in Irma Vep e Le pornographe. L’attore bambino di Truffaut e Cocteau che nel cinema ha completato un ciclo di vita, arrivando ancora alla straordinaria interpretazione del Re Sole in agonia in La mort de Louis XIV di Alber Serra. E stendiamo un velo pietoso sull’ultimo film in cui appare brevemente, sempre come omaggio. Jean-Pierre Léaud è il grande ospite del Bergamo Film Meeting 2019, 37esima edizione, che si tiene dal 9 al 17 marzo, ed è dedicata al grande attore francese una retrospettiva di diciotto titoli, scelti da lui stesso, molti dei quali in 35mm secondo l’espressa politica del festival. Tra questi anche il rarissimo La concentration di Garrel, in una copia recuperata dallo stesso regista.

La mostra concorso di quest’anno vede partecipare sette lungometraggi, con opere da Regno Unito, Romania, paesi balcanici e Argentina, rappresentata quest’ultima da due film tra cui Rojo che già ha mietuto successi in vari festival.
Il concorso di documentari Visti da vicino, con opere del cinema del reale, indipendenti, tanto corti, medi e lunghi. Tra questi il curioso film svizzero Islander di Stéphane Goël, sull’isola di Robinson Crusoe e i suoi abitanti di origine svizzera, già presentato al Solothurner Filmtage.
E poi Europe, Now!, lo spazio che il BFM dedica ad autori marginali di cinematografie europee. Quest’anno i focus saranno sul norvegese Bent Hamer e sul sivigliano Alberto Rodríguez. Omaggio anche all’attore e regista scozzese Peter Mullan, volto di Ken Loach e autore del violentemente anticlericale Magdalene.

Spazio anche quest’anno all’animazione dei paesi dell’Est, con autori da scoprire, come è il caso del polacco Mariusz Wilczyński, le cui opere sono state presentate nei principali festival d’animazione e che è già stato oggetto di una retrospettiva al MoMA. In tema d’animazione sarà presentata anche la nuova straordinaria opera del genio Jan Švankmajer, Insects, accompagnata da un corto classico dell’autore, The Last Trick. Omaggiato anche Karpo Godina, nome storico della Black Wave jugoslava, con i suoi quattro lungometraggi e i corti degli anni Sessanta e Settanta. Omaggio anche a Pier Paolo Pasolini con una mostra fotografica, allestita all’ex-chiesa della Maddalena, degli scatti di Roberto Villa dal set di Il fiore delle mille e una notte.
Anche quest’anno il Bergamo Film Meeting 2019 farà la staffetta con un’altra importante manifestazione cittadina, il Bergamo Jazz Festival, con un film in cui la musica jazz è protagonista, Alfie di Lewis Gilbert, opera del Free Cinema con la colonna sonora del sassofonista Sonny Rollins, e un muto musicato, Le voyage imaginaire di René Clair.
Ulteriore filone conduttore, in un festival che già aveva omaggiato lo scrittore Georges Simenon, sarà Sherlock Holmes, cui è dedicata la maratona Midnight Movie, con i film Il fratello più furbo di Sherlock Holmes di Gene Wilder e Sherlock Holmes: soluzione settepercento di Herbert Ross, e ancora con il classico Vita privata di Sherlock Holmes di Billy Wilder in chiusura del festival. Ulteriore tributo a Jonas Mekas, con due documentari su di lui e sulla cultura underground newyorchese: Underground New York e Jonas, entrambi di Gideon Bachmann.
Non poteva non passare nella sua sede naturale Pierino di Luca Ferri, dopo l’anteprima a Filmmaker Festival, incentrato sul signor Pierino, il grande cinefilo bergamasco che è una presenza fissa tra il pubblico del BFM. Tra Antoine Doinel che marinava la scuola per andare al cinema e il pensionato Pierino un cerchio si chiude.

Info
Il sito del Bergamo Film Meeting 2019.

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