Un viaggio indimenticabile

Un viaggio indimenticabile

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Film per famiglie condito da buoni sentimenti, invadenti spennellate di musica, product placement grossolano, Un viaggio indimenticabile di Til Schweiger per affrontare l’Alzheimer sceglie la chiave dello humour, ma il suo è il proverbiale “spirito di patata”.

Nonno pasticcione

Non essendo più in grado di vivere da solo, Amadeus a malincuore si trasferisce dal figlio Nick che vive con la moglie Sarah e la loro vivace figlioletta di 10 anni, Tilda, alle porte di Londra. Lì, nonostante lo sconvolgimento e il caos che derivano dall’arrivo di Amadeus in un clima familiare già teso, tra il nonno e la nipotina si instaura un legame speciale. La pazienza e l’affetto di Tilda per Amadeus diventano il suo più forte legame con la vita e la persona che era. Quando Amadeus esprime il profondo desiderio di rivisitare i luoghi dei suoi ricordi più belli, Tilda prende una decisione coraggiosa. Sfuggendo ai suoi genitori, lo accompagna in un imprevedibile viaggio a Venezia, che trasformerà non solo le loro vite, ma l’intera famiglia. [sinossi]

Il melodramma con malattia degenerativa è un fertile sottogenere cinematografico in grado di scatenare periodicamente lacrime ed empatia, forte della sua sostanziale valenza catartica. Accanto a prodotti rivolti a un pubblico giovanile, come Il sole a mezzanotte – Midnight Sun o A un metro da te fiorisce copiosa una filmografia dedicata alla terza età, utile anche a riportare in auge gloriose star del passato, offrendo loro ruoli impegnativi e toccanti altrimenti – e tristemente – oramai di difficile accesso.
In ogni caso, a prescindere dall’età, l’obiettivo di questo tipo di film è sempre lo stesso: riportare alla luce il profetico e inevitabile spauracchio della mortalità al fine di esortare a utilizzare al meglio il proprio tempo. Tempo che assume l’umana valenza del ricordo, sempre meno vivido, nel malato del morbo di Alzheimer. Dopo la Julie Christie di Away from Her – Lontano da lei (Sarah Polley, 2006) e la straordinaria Julianne Moore di Still Alice (Richard Glatzer, Wash Westmoreland, 2014) tocca ora a Nick Nolte, gloriosa icona della virilità anni ’80 affrontare la progressiva demenza senile in Un viaggio indimenticabile (Head Full of Honey).

Diretto da Til Schweiger, noto prevalentemente per aver interpretato il ruolo del tedesco buono in Bastardi senza gloria, e remake del suo film del 2014 Honig im Kopf, Un viaggio indimenticabile racconta le vicende del settantaseienne Amadeus (Nolte) che, dopo la morte dell’amata moglie, inizia a manifestare inequivocabili avvisaglie di senescenza e pertanto si trasferisce dal Connecticut nella bella casa del ricco sobborgo londinese ove risiedono il figlio Nick (Matt Dillon), la di lui consorte Sarah (Emily Mortimer) e la piccola Tilda (Sophia Lane Nolte). Mentre la crescente sbadataggine conduce il nonno ad accumulare una serie di disastri (domestici e non), si fa strada nei familiari l’urgenza di una diagnosi medica. Una volta certificato l’Alzheimer e prescritti nuovi stimoli mentali, la piccola Tilda si imbarca in un viaggio della speranza con il nonno verso Venezia, luogo in cui il vegliardo trascorse un’indimenticabile luna di miele. Ma la casa di riposo è comunque dietro l’angolo.

Film per famiglie condito da buoni sentimenti, invadenti spennellate di musica, product placement grossolano, Un viaggio indimenticabile per affrontare l’Alzheimer sceglie la chiave dello humour, affidando al suo divo internazionale numerose scenette slapstick e altrettante battutacce in bilico tra il politicamente scorretto e il proverbiale “spirito di patata”.
Nonno pasticcione ne fa infatti di tutti i colori nel corso della sua permanenza in casa del sempre più basito figlio incarnato da Matt Dillon e della di lui costantemente isterica consorte (Emily Mortimer è eccessivamente fuori controllo nei suoi exploit nervosi): orina nel frigo, rasa le siepi, fa esplodere fuochi d’artificio in pieno giorno, brucia torte dando fuoco alla cucina, infine si spalma l’aioli in faccia come crema idratante.

Al sense of humour del teutonico Til Schweiger deve poi essere sembrato davvero irresistibile lo spasso provocato dalla demolizione casuale di un’automobile di lusso, per cui ripete la scena due volte e, in una delle sventurate occasioni, il fattaccio avviene a opera di un camion dei traslochi la cui traiettoria è male orchestrata da nonno Nolte, dato che uno dei traslocatori è affetto da nanismo, ecco infine arrivare l’irrinunciabile battutaccia del vecchietto terribile. Ed è solo una di una vasta produzione, che comprende barzellette sulle donne italiane baffute e facezie di vario genere sulle tette, senza contare poi quello schiocco con la lingua che accompagna a mo’ di commento galante l’incontro dell’anziano con malcapitate belle ragazze. Loro, almeno nella finzione del film, sembrano divertirsi, lo spettatore invece decisamente di meno. Ma pazienza, perché Un viaggio indimenticabile ha in serbo anche qualche chicca per il pubblico più smaliziato che si traduce però, assai banalmente, in un vago riferimento, giunti al confine con l’Italia, sulla questione migratoria e in numerosi motti di spirito anti-Trump, ma pro-Melania, disseminati nel corso del film.

In tutto ciò, la progressione della malattia appare inesistente, giacché il nonno non ricorda le cose né prima né poi (a parte, miracolosamente, il pin del bancomat), l’unico atteso evento è il mancato riconoscimento dei familiari (e l’oblio del pin del bancomat), che puntualmente arriva, con buona pace del viaggio rigenerante nella classica Italia da cartolina, dove imperano i luoghi comuni, il già citato rozzo product placement e, nelle sequenze in Sud Tirolo, un idillio campestre alla Heidi, con tanto di nipotina con salopette e bretelle.

Certo, affrontare con humour un evento drammatico quale è quello di un familiare colpito dall’Alzheimer non è cosa facile, serve davvero una fervida inventiva e un alto tasso di garbo, elementi di cui Un viaggio indimenticabile evidentemente difetta, facendo oltretutto un pessimo servizio ai suoi blasonati interpreti, schiacciati da una farsa drammatica stonata e fuori luogo, per nulla divertente e persino – e qui era invece più difficile sbagliare – poco commuovente.

Info
Il trailer di Un viaggio indimenticabile.
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