Uscite in sala 21 marzo 2019

Uscite in sala 21 marzo 2019

L’aria di primavera risveglia desideri sopiti nella distribuzione italiana e così arrivano in sala tutti insieme in un’unica settimana addirittura 20 nuovi film. Tra questi va segnalata la presenza soprattutto di Peterloo di Mike Leigh, Il venerabile W. di Barbet Schroeder e Dafne di Federico Bondi. Potrebbe trovare suoi estimatori però anche il nuovo lungometraggio di Valerio Mieli, già visto alla Mostra di Venezia.

 

PETERLOO
di Mike Leigh

Mike Leigh firma con rigore ma anche con partecipazione il racconto del massacro di Peterloo, quando l’esercito e le forze dell’ordine britanniche attaccarono una folla pacifica, di loro concittadini, riunitasi per pretendere diritti ed eguaglianza. Ricevettero cariche e pestaggi e morte. Non libertà. Un film politico e potente, visivamente splendido, che sceglie volutamente di elidere gli aspetti più “popolari” della narrazione.

La storia del massacro di Peterloo, avvenuto nel 1819 a Manchester, quando le forze dell’ordine britanniche attaccarono la popolazione convenuta a una pacifica manifestazione… [sinossi]

 

IL VENERABILE W.
di Barbet Schroeder

Evviva Barbet Schroeder, che prende la religione “pacifica” per eccellenza, il buddismo, e ne svela le eventuali e possibili complessità, andando in uno dei paesi meno citati perfino nell’area del sud-est asiatico – la Birmania, coosciuta anche come Myanmar – per conoscere e parlare con Ashin Wirathu, un monaco che predica l’inferiorità dei musulmani. Il mondo si ribalta dunque, e con esso il concetto di documento cinematografico. Un lavoro potente, che arriva in sala in Italia con un paio di anni di ritardo. Un motivo in più per non lasciarselo sfuggire.

In Birmania, il “Venerabile W.” è un monaco buddista influente. Al suo cospetto, ci si ritrova nel cuore del razzismo quotidiano e si può osservare come l’islamofobia e discorsi di odio razziale si trasformino in violenza e distruzione. Eppure siamo in un paese dove il 90% della popolazione ha adottato la religione buddista, fondata su uno stile di vita pacifica, tollerante e non violenta… [sinossi]

 

DAFNE
di Federico Bondi

Difficile resistere alla totale dolcezza che esprime, in ogni sua singola inquadratura, il film di Federico Bondi. Difficile resistere alla voglia di vita, di espressione, di ricerca di altro, di Dafne, la sua splendida protagonista interpretata dall’eccellente Carolina Raspanti. Un’opera non priva di qualche debolezza, ma di una sincerità strabiliante. Un’occasione, forse, perfino per ricordare a tutti una volta per tutte come la sindrome di Down non si una malattia, ma solo una condizione genetica.

Una trentacinquenne portatrice della sindrome di Down, esuberante e trascinatrice, sa organizzare da sola la sua vita ma vive ancora insieme ai genitori, Luigi e Maria. Quando Maria muore all’improvviso, gli equilibri familiari vanno in frantumi. Luigi sprofonda nella depressione e Dafne non è solo spinta a confrontarsi con la perdita ma deve anche sostenere il genitore. Finché un giorno accade qualcosa di inaspettato: insieme decidono di affrontare un trekking in montagna, diretti al paese natale di Maria. [sinossi]

 

RICORDI?
di Valerio Mieli

Va riconosciuto a Valerio Mieli il merito enorme di non accomodarsi nella prassi estetica e produttiva italiana ma di cercare vie personali, che guardano tanto al cinema di poesia quanto a Resnais o Malick. E se anche tutto non torna o alcuni passaggi risultano quasi “buttati via”, privi di una reale necessità espressiva, viene naturale essere indulgenti, e auspicarsi di non dover attendere altri dieci anni prima di vedere un film di Mieli.

Una lunga storia d’amore raccontata attraverso i ricordi, falsati dagli stati d’animo, dal tempo, dalle differenze di punto vista dei giovani protagonisti. Il viaggio di due persone negli anni: insieme e divise, felici, infelici, innamorate tra loro, innamorate di altri, in un unico flusso di emozioni e colori. Nel corso del film lui scopre che è possibile un amore che duri, lei impara invece la nostalgia. Ma anche i loro ricordi cambiano col tempo: sbiadiscono, o invece si saturano di gioia, in un presente che scivola via per farsi subito memoria. [sinossi]

 

IL PROFESSORE E IL PAZZO
di Farhad Safinia

Una curiosa storia vera che s’interroga sul confine tra lingua e scienza, tra follia e ossessione per la ricerca, ma spreca quasi tutto il suo potenziale a causa di una sceneggiatura enfatica e maldestra e di due interpreti di lusso, Mel Gibson e Sean Penn, che gigioneggiano fuori controllo (soprattutto il secondo). Si poteva pretendere molto di più.

Dopo anni di stallo, nel 1879, la grande impresa di redazione dell’Oxford English Dictionary, trovò nuova linfa, e vide più tardi la luce della pubblicazione, grazie al lavoro infaticabile del professor James Murray e dei volontari di tutto il mondo a cui si era appellato, nella ricerca di individuare e spiegare ogni parola della lingua inglese. Tra questi, il più solerte e affidabile mittente di schede, era un uomo che si firmava W.C. Minor, che Murray scoprì risiedere nel temibile manicomio di Broadmoor. Anni prima, infatti, vittima di una gravissima paranoia, Minor aveva ucciso per errore un passante, scambiandolo per il suo persecutore immaginario, e lasciando la moglie di lui vedova con sei figli da sfamare. [sinossi]

 

CHACO
di Daniele Incalcaterra, Fausta Quattrini

Se il film girato a quattro mani da Daniele Incalcaterra e Fausta Quattrini non occupa una delle primissime posizioni della settimana è solo perché la sua distribuzione sarà inevitabilmente episodica e il titolo non sarà di facile reperibilità per chi fosse interessato. Si tratta di un’opera stratificata, che ragiona tanto su ciò che mette in scena – e che è parte fondamentale della vita dello stesso Incalcaterra – quanto sui modi e sulle possibilità della messa in scena stessa. Un racconto ostinato, battagliero. Intimo e allo stesso tempo universale.

Un uomo solo, ostinato e caparbio, da anni si batte per salvaguardare una porzione del Chaco, la vasta foresta paraguayana costantemente aggredita da interventi di deforestazione mirati alla coltivazione di soia transgenica. Quell’uomo è il regista Daniele Incalcaterra, e questa battaglia è il suo progetto cinematografico. [sinossi]

 

INSTANT FAMILY
di Sean Anders

Non male, per quanto un po’ prevedibile e con mancanze strutturali anche evidenti questa commedia sul desiderio di essere genitori – in un certe senso. Di certo molto più personale di quanto Sean Anders avesse dimostrato fino a questo momento. Nulla per cui valga la pena andare in brodo di giuggiole, sia chiaro, ma per niente disprezzabile. E la coppia Wahlberg/Byrne funziona.

Tormentati dai parenti, che li credono incapaci di avere bambini, Pete e Ellie decidono, in modo un po’ estemporaneo, di adottarne uno. Dopo aver frequentato un corso per aspiranti genitori, i due si imbattono nella più improbabile (e stimolante) delle opzioni: tre fratelli, di cui la maggiore, l’ombrosa Lizzy, già quindicenne. [sinossi]

 

UN VIAGGIO INDIMENTICABILE
di Til Schweiger

Uno zuccherificio farebbe fatica a contenere il livello di melassa che straborda da ogni singola sequenza di questo drammone sull’Alzheimer e i mille modi per affrontarne le tragiche conseguenze. Un pasticciaccio che vorrebbe risultare ironico fallendo però clamorosamente l’obiettivo.

Non essendo più in grado di vivere da solo, Amadeus a malincuore si trasferisce dal figlio Nick che vive con la moglie Sarah e la loro vivace figlioletta di 10 anni, Tilda, alle porte di Londra. Lì, nonostante lo sconvolgimento e il caos che derivano dall’arrivo di Amadeus in un clima familiare già teso, tra il nonno e la nipotina si instaura un legame speciale. La pazienza e l’affetto di Tilda per Amadeus diventano il suo più forte legame con la vita e la persona che era. Quando Amadeus esprime il profondo desiderio di rivisitare i luoghi dei suoi ricordi più belli, Tilda prende una decisione coraggiosa. Sfuggendo ai suoi genitori, lo accompagna in un imprevedibile viaggio a Venezia, che trasformerà non solo le loro vite, ma l’intera famiglia. [sinossi]

 

L’EROE
di Cristiano Anania

Non ha poche ambizioni il film di Cristiano Anania. Tutt’altro. Il problema è che da un lato la regia latita per gran parte del tempo e dall’altro la sceneggiatura lavora quasi esclusivamente di accumulo per cercare di nascondere una certa stitichezza narrativa. Peccato, perché le atmosfere e gli ambienti sono abbastanza inusuali nella produzione italiana contemporanea, e avrebbero meritato una valorizzazione maggiore.

Giorgio è un giornalista di cronaca che scrive romanzi ritenuti “non idonei alla pubblicazione”. Quando una sua inchiesta dà troppo fastidio a un potente, il giovane uomo viene declassato ad un oscuro quotidiano di provincia. Ma il caso vuole che proprio nella località dove risiede il giornale abbia luogo un fatto di cronaca degno dell’attenzione nazionale: il rapimento del nipote di Giulia Guidi, proprietaria di un’importante azienda vinicola locale. E i sospetti ricadono su alcuni membri della comunità in cui Giorgio sta cominciando ad ambientarsi, fra cui Francesco, un disabile che si occupa delle consegne di bombole a gas, che Giulia Guidi descriverebbe come un “acino indifeso”, di quelli che bisogna pigiare forte perché ne esca il mosto che “fa buono il vino”. [sinossi]

 

LA GABBIANELLA E IL GATTO
di Enzo d’Alò

A venti anni e qualcosa in più dalla sua realizzazione – venne presentato alla Mostra di Venezia nel 1998 – torna al cinema con CG Entertainment il film italiano d’animazione di maggior successo di sempre. Un’occasione per riscoprire una storia gentile e un disegno educato e non privo di finezze. Non un capolavoro, ma un’opera (e il discorso vale per l’intero corpus autoriale di d’Alò) con cui è giusto e doveroso fare i conti.

Kengah, una mamma gabbiano avvelenata dal petrolio, riesce ad affidare in punto di morte il proprio uovo al gatto Zorba, strappandogli tre promesse: non mangiare l’uovo, averne cura finchè non si schiude ed insegnare a volare al piccolo. [sinossi]

 

Escono anche Peppermint – L’angelo della vendetta (2018) di Pierre Morel, Be Kind – Un viaggio gentile all’interno della diversità (2018) di Nino Monteleone, Sabrina Paravicini, La conseguenza (2019) di James Kent, Scappo a casa (2019) di Enrico Lando, A un metro da te (2019) di Justin Baldoni, La mia seconda volta (2019) di Alberto Gelpi, Ed è subito sera (2019) di Claudio Insegno. Sabato 23 gli appassionati potranno vedere sul grande schermo My Hero Academia – The Movie: Two Heroes (2018) di Kenji Nagasaki, mentre il 25 sarà la volta di Gauguin a Tahiti – Il paradiso perduto (2019) di Claudio Poli. Infine martedì 26 la piccola distribuzione LAGO Film diffonderà nelle sale la docu-fiction Arbëria (2019) diretta da Francesca Olivieri e dedicata alla comunità arbëreshë, gli albanesi d’Italia. Buona visione!

Info
Il sito uffciale de Il professore e il pazzo.

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