Intervista a Karpo Godina

Intervista a Karpo Godina

Uno degli esponenti principali della Black Wave jugoslava degli anni Sessanta/Settanta, lo sloveno Karpo Godina ha iniziato la sua carriera come montatore e direttore della fotografia del manifesto di quel movimento artistico, Early Works di Želimir Žilnik, con cui ha iniziato un lungo sodalizio artistico che dura fino ai nostri giorni. Godina è autore di una serie di cortometraggi nel pieno stile della libertà espressiva dell’epoca. Dopo una pausa forzata, dovuta all’ostracismo delle autorità, dagli anni Ottanta inizia a realizzare una trilogia di lungometraggi, di impianto più classico, ognuno dei quali è incentrato su una forma d’arte.
Abbiamo incontrato Karpo Godina durante il Bergamo Film Meeting 2019, che gli ha dedicato un omaggio.

Nel film Artificial Paradise racconti dell’incontro e dell’amicizia tra il giovane Fritz Lang e il pioniere del cinema sloveno Karol Grossmann. Si tratta di una vicenda realmente accaduta?

Karpo Godina: Il fatto che si siano incontrati, che Fritz Lang abbia vissuto da lui, le situazioni intorno alla chiesa gotica, sono tutti fatti reali reali. Sono vere anche le sculture che Karol Grossmann ha fatto, che si vedono nel film. Io ne possiedo una su cui c’è scritto «Fritz Lang 1914».

Questo film sembra concludere la tua trilogia delle arti con il cinema che ne diventa una summa, di teatro, scultura, pittura.

Karpo Godina: Il primo film, The Raft of Medusa, includeva l’arte d’avanguardia, il secondo, Red Boogie, la musica, il terzo riassumeva tutto questo. Ora ho in cantiere un nuovo film sulla filosofia, incentrato su Walter Benjamin.

Usi spesso nel tuo cinema elementi dell’occidente capitalista, trasgressioni nel contesto della società jugoslava. Un esempio sono le bottiglie di coca cola dei personaggi di Fried Brains of Pupilia Ferkeverk, un altro la musica boogie, jazz, blues di Red Boogie. Sono interpretabili come segni di libertà o di un imperialismo culturale?

Karpo Godina: Ai tempi di Fried Brains of Pupilia Ferkeverk la coca cola non c’era ancora in Jugoslavia, si tratta quindi di una provocazione. Questo è il mio primo film ad avere toccato il tema occidentale. Per quanto riguarda Red Boogie, la musica non rappresentava assolutamente un disturbo della cultura occidentale, si trattava appunto di libertà. Parlavo della storia reale.

Con Early Works, di cui hai curato tanto la fotografia quanto il montaggio, hai contribuito a un’opera che ragiona sulla rivoluzione operando una rivoluzione del linguaggio in un modo che si potrebbe avvicinare a Godard, in film come La chinoise, anche se, come mi ha confermato il regista non Želimir Žilnik, non conoscevate ancora queste opere. Mi puoi raccontare dell’incontro con Žilnik e della vostra collaborazione?

Karpo Godina: Tutto è iniziato proprio come viene evocato all’inizio del film Karpotrotter del critico cinematografico e regista Matjaž Ivanišin: suona il telefono a casa mia e dall’altra parte del filo c’è Žilnik che mi dice: «Karpo, ho ricevuto questa offerta per questo lungometraggio. Tu non hai mai fatto il tecnico di ripresa, io non ho mai fatto il regista, uscirà qualcosa». Infatti è uscito Early Works. Ci siamo conosciuti durante diversi festival. Io avevo una cinepresa e lui aveva bisogno di questo macchinario. Ho ricevuto ora la sua ultima lettera, è tutta una vita che ci teniamo in contatto. Nel 1971 abbiamo cominciato a fare un altro film che si chiamava “Capitale” o “Libertà” o “fumetti”. Proprio in questo periodo è iniziata la Black Wave. La polizia ci ha sequestrato questo film. Era stato appena montato, ma non ancora finito. Miracolosamente, sei mesi fa, è stato ritrovato in un archivio. Ora stiamo lavorando alla ricostruzione di tutto il materiale che abbiamo. Coinvolgeremo tutte le persone, ancora viventi, che ci hanno lavorato ai tempi. La maggior parte di questi sono ora dei politici. Con Žilnik abbiamo anche il progetto di un altro film ambientato tra Alaska e Siberia, con i nativi americani dell’estremità nordoccidentale del continente nordamericano.

Info
La pagina Wikipedia dedicata a Karpo Godina.

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