The Prodigy – Il figlio del male
di Nicholas McCarthy
Il piccolo Miles, protagonista di The Prodigy – Il figlio del male, è l’ennesimo bambino posseduto da un demonio del cinema horror contemporaneo. Stavolta si tratta della reincarnazione di un sadico serial killer di origine ungherese. Nulla di nuovo da segnalare.
Il demonio parla ungherese
Il piccolo Miles ha otto anni, e inizia ad avere comportamenti bizzarri ai limiti del pericoloso. I genitori, John e Sarah, sono preoccupati. Sarah scopre che forse suo figlio potrebbe essere la reincarnazione di un folle serial killer, Edward Scarka, morto proprio pochi minuti prima che Miles venisse alla luce… [sinossi]
Miles, il piccolo protagonista maligno di The Prodigy (per non lasciare nulla di intentato i distributori italiani hanno pensato bene di aggiungere il ridondante sottotitolo Il figlio del male), è l’ennesimo bambino posseduto della storia del cinema, parte della progenie che trova il suo capostipite nella Regan MacNeil de L’esorcista e L’esorcista II – L’eretico. Da Damien al recente – e pessimo – L’esorcismo di Hannah Grace, la Settima Arte ha fatto spesso e volentieri ricorso al bambino o all’adolescente reso involucro vuoto da una figura demoniaca, decisa a sfruttarne il corpo per scopi sempre ed eternamente loschi, che si tratti di un diavolo o, come nel caso di The Prodigy, di un serial killer che non ritiene di aver concluso i suoi affari terreni nonostante sia stato freddato senza troppi complimenti dalla polizia. È in effetti il villain di riferimento uno dei problemi alla base del terzo lungometraggio da regista per Nicholas McCarthy, dopo The Pact nel 2012 e Oltre il male nel 2014. Per quanto sia positivo vedere uno sceneggiatore svicolare dall’utilizzo comodo di un demone a casaccio, va detto che lo spirito reincarnato di Edward Scarka, sadico e folle omicida seriale di origine ungherese, appare abbastanza grottesco, privo della possanza necessaria a produrre nello spettatore la sospensione dell’incredulità. Anche la scoperta che le parole incomprensibili pronunciate da Miles nel sonno altro non sono che imprecazioni in ungherese non aiuta a donare credibilità e spessore a un personaggio maligno che si regge solo sulle spalle piccole ma non sprovvedute del giovanissimo Jackson Robert Scott, già visto un paio di anni fa nella prima parte di It di Andrés/Andy Muschietti.
Se il giovane attore ha la faccia giusta per inquietare il pubblico, aiutato anche dalla scelta straniante di abbellirlo con due occhi di colori diversi tra loro – retaggio dei veri occhi del pazzo Scarka, tanto per ripiombare subito dalle parti del ridicolo involontario –, il resto del film arranca sfiatato, senza alcuna idea originale ma adagiandosi nelle comode poltrone del già visto. Ogni singolo elemento di The Prodigy, dalla seduta d’ipnosi con lo psicoterapeuta al colpo di scena finale, passando per l’incidente in automobile per mettere fuori uso una delle persone che potrebbero boicottare il piano criminoso del bimbo posseduto, è copiato e incollato con estrema fedeltà da praticamente ogni film girato sull’argomento negli ultimi decenni. Un ricorso sistematico alla prassi del genere che appare come la classica goccia che fa traboccare il vaso. Un vaso paurosamente privo di idee, tanto di narrazione quanto d’inventiva puramente cinetica: The Prodigy inquieta di per sé per la presenza in scena di un bambino che si comporta in tutto e per tutto seguendo la logica assassina di un adulto, ma McCarthy si rivela regista poco ispirato, quando non palesemente mediocre e inadatto a creare la giusta atmosfera per la sua creatura.
Quel che ne viene inevitabilmente fuori è un horror scarno, ottuso al punto da non mettere mai in discussione il proprio punto di vista, a uso e consumo di un pubblico disattento, pronto a perdersi una sequenza o un colpo a effetto perché impegnato in una chat su un social network a caso. Dispiace solo per gli attori, tutti dediti a una causa che semplicemente non c’è, o se c’è è sbagliata. Una menzione, oltre al già citato Scott, la merita l’ancor più giovane David Kohlsmith, che interpreta il reincarnato protagonista a cinque anni e sarà a brevissimo in sala anche in Italia in Shazam! di David F. Sandberg.
Info
Il trailer di The Prodigy – Il figlio del male.
- Genere: horror
- Titolo originale: The Prodigy
- Paese/Anno: USA | 2019
- Regia: Nicholas McCarthy
- Sceneggiatura: Jeff Buhler
- Fotografia: Bridger Nielson
- Montaggio: Brian Ufberg, Tom Elkins
- Interpreti: Brittany Allen, Colm Feore, David Kohlsmith, Elisa Moolecherry, Jackson Robert Scott, Oluniké Adeliyi, Paul Fauteux, Paula Boudreau, Peter Mooney, Taylor Schilling
- Colonna sonora: Joseph Bishara
- Produzione: Orion Pictures, Vinson Films
- Distribuzione: Eagle Pictures
- Durata: 92'
- Data di uscita: 28/03/2019






L’esorcismo di Hannah Grace
La vedova Winchester
Slumber – Il demone del sonno
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The Devil’s Candy
The Devil and Father Amorth
Amityville – Il risveglio
Ouija – L’origine del male
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Demon
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The Possession