Uscite in sala 28 marzo 2019

Uscite in sala 28 marzo 2019

Elefantini volanti, extraterrestri, troll mascherati da esseri umani, noir di periferia, politici improvvisati, vacanze in barca a vela e bambini posseduti da entità maligne. Una settimana in cui il genere la fa da padrone, con la speranza che gli incassi inizino a migliorare.

 

DUMBO
di Tim Burton

Inutile anche porsi l’interrogativo sull’urgenza o meno di una nuova versione – live action con possenti interventi in fase di post-produzione, ovviamente – della storia dell’elefantino volante. Inutile anche paragonare questo Dumbo a quello del 1941. Inutile, infine, riflettere troppo a lungo sulla deriva di Tim Burton e del suo cinema. I tempi felici sono alle spalle, oramai. E non basta un effetto speciale a risvegliarli.

Holt Farrier, ex star del circo, ritrova la sua vita messa a soqquadro quando torna dalla guerra. Il proprietario del circo, Max Medici, lo ingaggia per prendersi cura di un elefante appena nato, le cui orecchie giganti lo rendono oggetto di scherno di un circo già in difficoltà. Ma quando i figli di Holt, Milly e Joe, scoprono che Dumbo può volare, il convincente imprenditore V. A. Vandemere e l’artista trapezista Colette Marchant si gettano a capofitto per trasformare lo speciale elefantino in una stella. [sinossi]

 

CAPTIVE STATE
di Rupert Wyatt

Davvero niente male questo sci-fi vecchia maniera che si mescola al thriller per portare a termine una metafora politica diretta e priva di compromessi. Funziona la storia, funzionano gli interpreti, funziona la scelta della distopia. Ci si diverte e qua e là (forse) si ragiona anche un po’. Difficile pretendere molto di più.

Dieci anni dopo un’invasione extra terreste, il mondo è governato dagli alieni. Gli umani si dividono in due fazioni, coloro che accettano il nuovo governo e coloro che invece si oppongono dando vita alla Ribellione. [sinossi]

 

BORDER – CREATURE DI CONFINE
di Ali Abbasi

A Cannes un anno fa ha fatto incetta di applausi e di riconoscimenti. Va detto che, nonostante qualcosa non torni – anche per via di una sceneggiatura un po’ pasticciata, soprattutto nella gestione delle sottotrame – il film di Abbasi è senza dubbio affascinante e almeno una sequenza è destinata a far parte dell’immaginario collettivo dei prossimi anni. Un fantasy morale e per lo più psicologico, com’era dopotutto il ben più riuscito Lasciami entrare di Tomas Alfredson, a sua volta tratto dalla penna di John Ajvide Lindqvist, che anche qui cura in prima persona lo script.

Tina, doganiera dall’efficacia formidabile, è conosciuta per il suo olfatto fuori dall’ordinario. È come se riuscisse a fiutare la colpevolezza di un individuo. Quando Vore, un uomo all’apparenza sospetto, le passa davanti, le sue capacità sono messe alla prova per la prima volta. Tina sente che Vore nasconde qualche cosa, ma non riesce a comprendere “cosa”. Peggio ancora, sente una strana attrazione verso di lui. Quando inizia una relazione con Vore scopre anche la propria vera identità: entrambi non appartengono al mondo umano… [sinossi]

 

BEAUTIFUL THINGS
di Giorgio Ferrero

Già ammirato nel 2017 alla Mostra del Cinema di Venezia tra i lavori di Biennale College, il film di Ferrero è una stordente sinfonia visiva e uditiva che racconta il mondo disumanizzato di oggi mettendo in mostra una potenza visionaria davvero non consueta. Esce nelle sale lunedì 1, ma tutto è fuorché un pesce d’aprile. Da non perdere per nessun motivo.

Van è un manutentore di pozzi petroliferi. Lavora nel deserto, all’interno di un grande giacimento in Texas. Danilo è capo macchina su una nave cargo. Vive ogni giorno nel cuore dello scafo dove risiede un mastodontico motore. Andrea è uno scienziato. Ha passato la propria vita tra le formule matematiche e il silenzio delle camere anecoiche. Vito ha trascorso metà della propria vita gestendo slot machine. Oggi è il responsabile di un’immensa fossa di rifiuti in cemento armato. [sinossi]

 

FRATELLI NEMICI – CLOSE ENEMIES
di David Oelhoffen

Non sarà particolarmente ispirato, il film di David Oelhoffen (anch’esso a Venezia, ma lo scorso settembre), ma il compitino diligente di chi sa scegliersi bene i maestri – che nel caso specifico vanno dal sommo Jean-Pierre Melville al nostrano e contemporaneo Matteo Garrone – non è mai da sottostimare o da trattare con sufficienza. Belle le scelte di cast e non disprezzabili alcune soluzioni di regia. Già visto, ma raffinato a sufficienza per essere godibile.

Nati e cresciuti in una periferia in cui domina la legge del narcotraffico, Manuel e Driss erano come fratelli. Da adulti però finiscono per prendere strade opposte: Manuel ha scelto di abbracciare la vita del criminale, Driss l’ha rinnegata ed è diventato un poliziotto. Quando il più grande affare di Manuel va storto, i due uomini si incontrano di nuovo e si rendono conto che entrambi hanno bisogno l’uno dell’altro per sopravvivere nei loro mondi. Nonostante l’odio, fra tradimenti e rancori, riscoprono l’unica cosa rimasta a unirli nel profondo: l’attaccamento viscerale al luogo della loro infanzia. [sinossi]

 

TUTTE LE MIE NOTTI
di Manfredi Lucibello

Non è affatto disprezzabile, questo thriller diretto dall’esordiente (nel cinema di finzione) Manfredi Lucibello e prodotto dai Manetti Bros. Arranca forse a tratti da un punto di vista narrativo, ma l’eleganza e la piena consapevolezza delle scelte registiche sono fuori discussione. Per gli appassionati del genere un’occasione per confrontarsi con la produzione italiana, troppo spesso ridotta direttamente al silenzio, critico e di pubblico.

In una cittadina di mare una ragazza fugge di notte pensando di essere inseguita. La raccoglie e la porta nella propria casa una donna di nome Veronica. La casa però non è la sua e l’incontro non è stato casuale. [sinossi]

 

BENTORNATO PRESIDENTE!
di Giancarlo Fontana, Giuseppe Stasi

Sequel apocrifo – manca il regista dell’originale, Riccardo Milani, ed è cambiata la protagonista femminile, da Kasja Smutniak a Sarah Ferbelbaum – che però riesce a raddrizzare seppur parzialmente le fondamenta sbilenche del suo prototipo. Nulla di eclatante, ma la coppia Fontana/Stasi dimostra quantomeno di possedere il senso del ritmo e della messa in scena. Accontentarsi, di questi tempi, è esercizio obbligatorio con la commedia italiana.

Sono passati otto anni dalla sua elezione al Quirinale e Peppino Garibaldi vive il suo idillio sui monti con Janis e la piccola Guevara. Peppino non ha dubbi: preferisce la montagna alla campagna… elettorale. Janis, invece, è sempre più insofferente a questa vita troppo tranquilla e soprattutto non riconosce più in lui l’uomo appassionato, di cui si era innamorata, e che voleva cambiare l’Italia. Richiamata al Quirinale, nel momento in cui il Paese è alle prese con la formazione del nuovo governo e appare minacciato da oscuri intrighi, Janis lascia Peppino e torna a Roma con Guevara. Disperato, Peppino non ha scelta: scendere di nuovo in campo per riconquistare la donna che ama. [sinossi]

 

LIKEMEBACK
di Leonardo Guerra Seràgnoli

Ha molte velleità e ambizioni il nuovo film di Guerra Seràgnoli, che ancora una volta se ne va per mare per costruire un luogo a parte in cui far deflagrare le problematicità dei suoi personaggi. Stavolta sono tre ragazze che hanno appena conseguito la maturità e si godono una vacanza al largo della Croazia. Non tutto torna e il film finisce per scegliere in alcune occasioni la via più facile e banale, eppure sarebbe un errore accanirsi su un’opera che almeno cerca di posizionarsi altrove rispetto alla prassi produttiva italiana. Brave le tre protagoniste Angela Fontana, Blu Yoshimi e Denise Tantucci.

Lavinia, Carla e Danila hanno appena finito il liceo e partono insieme per una vacanza in barca a vela. Sono sole con i loro telefonini e uno skipper, in viaggio lungo le coste della Croazia, piene di sogni, libertà, spensieratezza e inconsapevoli che condividere tutto sui social media trasformerà la loro vacanza in un brutale rito di passaggio all’età adulta in cui nulla, soprattutto la loro amicizia, sarà mai più come prima. [sinossi]

 

THE PRODIGY – IL FIGLIO DEL MALE
di Nicholas McCarthy

Delude il nuovo horror di Nicholas McCarthy, che cerca di sorreggere con la sua regia una storia troppo prevedibile, ovvia, già vista. Il protagonista? Un bimbetto di otto anni che è posseduto dallo spirito maligno di un serial killer ucciso proprio mentre lui veniva alla luce. Come si comporterà la mamma del piccolo Miles quando scoprirà l’arcano? Fidatevi, lo sapete già…

Il piccolo Miles ha otto anni, e inizia ad avere comportamenti bizzarri ai limiti del pericoloso. I genitori, John e Sarah, sono preoccupati. Sarah scopre che forse suo figlio potrebbe essere la reincarnazione di un folle serial killer, Edward Scarka, morto proprio pochi minuti prima che Miles venisse alla luce… [sinossi]

 

Esce anche Una giusta causa (2018) di Mimi Leder. Buona visione!

Info
Il sito uffciale di Dumbo.

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