The Fragile House
di Lin Zi
Vincitore della Lady Harimaguada de Plata, il secondo premio al Festival de cine de Las Palmas de Gran Canaria 2019, nonché trionfatore della sezione Signs of Life dell’ultimo Locarno Festival, il film cinese The Fragile House di Lin Zi racconta, attraverso le vicissitudini finanziarie e scolastiche di una famiglia, un paese sospeso tra modernità e tradizione. Ma lo stile di regia, ricercato e innovativo, appare spesso fine a se stesso.
Per un pugno di yuan
Una famiglia sta festeggiando in casa il capodanno quando irrompe la sorella minore della signora Huang Cuiying, Cui Na, reclamando da lei la restituzione di un prestito. Ne nasce un parapiglia che spinge il figlio maggiore di Cuiying, Jian Fancheng, a chiamare la polizia. [sinossi]
Le vicende di una famiglia cinese che sembra superare il modello patriarcale confuciano sono al centro di The Fragile House (titolo originale: Hai shang cheng shi) dell’esordiente Lin Zi, film che ha vinto la sezione Signs of Life del Locarno Festival 2018 e la Lady Harimaguada de Plata, il secondo premio, al Festival de cine de Las Palmas de Gran Canaria 2019. Protagonista è infatti una donna, Huang Cuiying, imprenditrice nel settore edile, che vive un periodo di crisi e non riesce a ripagare i creditori tra cui la sorella. Suo figlio Chaochao non rispecchia l’ideale di maschio virtuoso, per il suoi totali fallimenti scolastici, e nemmeno il concetto di pietà filiale, la devozione e ubbidienza verso il padre e i genitori. Tutto il film è comunque racchiuso nell’ambiente familiare, con le sue ritualità, capodanni, pranzi, vacanze, la festa di compleanno della nonna ripresa ovviamente in un home movie, la nascita del nipotino. L’unica separazione famigliare è quella del figlio, mandato in una specie di collegio a causa del suo scarso rendimento scolastico.
Lin Zi racconta questa deriva dagli ideali confuciani in una realtà di degrado urbano, fatta di cantieri e catapecchie. Al centro c’è il progresso, l’esaltazione dell’acciaio, decantati dai protagonisti in un cantiere edile dove peraltro è esibito uno striscione che vanta il rispetto per la sicurezza, cui segue un scena con delle tazze da tè, inquadrate in primo piano, non si vedono le persone sedute, si sente solo che parlano dei problemi scolastici di Chaochao. La Cina in trasformazione che coesiste con i propri monumenti, richiamo di un antico splendore, e con le proprie tradizioni come il rito del tè. Così vediamo la famigliuola, non tanto felice, in una scampagnata presso lo storico palazzo Huaiyuan (nella provincia del Fujian dove il film si svolge e infatti la lingua parlata è quella locale, l’hokkien) e nel paesaggio naturale circostante, dove dominano sentimenti diversi rispetto alla frenesia e all’incomunicabilità urbane, evidenti già dall’inizio quando gli abitanti della casa rimangono indifferenti all’ingresso della polizia e continuano a guardare, lobotomizzati, il grande schermo televisivo. Un contesto naturale, rurale, che stride con gli ambienti cittadini, sia in esterni che negli appartamenti agiati dei protagonisti. Non tanto nel palazzo storico in sé, invaso da orde di turisti che si fanno selfie, mentre il radiogiornale fornisce il bollettino delle presenze turistiche, quanto nelle scene successive, a pranzo dai nonni in una casa rurale in mezzo a ruderi, nell’edificio fatiscente dove si scorge, pur molto sbiadita, la scritta «Lunga vita al presidente Mao» e infine nella visita alla tomba di famiglia, su una collina. Anche il tempo qui sembra essere cadenzato in modo diverso. Lin Zi contempla la facciata del palazzo maoista con un’inquadratura frontale da lontano, tipica nel film, e una ripresa accelerata che in pochi minuti vede passare il giorno e la notte, e i personaggi sembrano scomparire e riapparire, effetto ripetuto anche nella scena successiva alla tomba.
La peculiarità di The Fragile House risiede nel suo stile innovativo, nelle continue invenzioni visive. Predominano le inquadrature fisse che spesso riprendono le situazioni da molto lontano. Ciò non toglie che il regista si diverta anche a realizzare l’esatto contrario, vedi la scena dell’inseguimento del ladro, di corsa, con macchina a mano estremamente mossa. Oppure le inquadrature dall’alto, della pista di atletica o dei letti dove dormono i ragazzi del collegio. Spesso si riprendono scritte a indicare l’ufficialità, i moniti delle nuove, come delle vecchie, autorità. Oltre a quelle di Mao e della sicurezza sui cantieri, c’è anche quella, «Uno stile di vita», a caratteri cubitali nell’edificio scolastico. La parte finale poi, corrispondente più o meno, con quella estiva, è in bianco e nero. Il colore tornerà solo alla fine durante una lunga inquadratura di una macchina e del suo lungo percorso tra strade e gallerie. A ciò si aggiunge una particolare cura nel sonoro, che rende martellanti per esempio all’inizio i rumori dei fuochi d’artificio di capodanno, contrastandoli con i suoni della natura della parte in campagna. Sopratutto in molte scene viene usato un effetto in cui le immagini sono come ritagliate nel nero, in riquadri interni, rettangolari o quadrati, grandi e piccoli. Come se vedessimo il tutto attraverso delle feritoie orizzontali, delle fessure come quelle dei capanni per osservare gli uccelli nascondendo la propria presenza. E questo aumenta il distacco e crea un senso di voyeurismo nello spettatore. Come se il regista creasse via via nuovi mascherini, formati diversi. Nella prima scena, nella casa dei protagonisti, i riquadri sospesi sono tre, a incorniciare tre diverse parti dell’inquadratura (che poi lasceranno il posto a un unico riquadro più grande che prende tutta la scena). Sembra l’effetto dei tre schermi nel momento finale del Napoléon di Abel Gance. Dubitiamo però che Lin Zi voglia riferirsi al grande pioniere del cinema, quanto inseguire uno stile forzatamente innovativo e di ricerca, una regia arzigogolata che spesso non appare organica al film, eccessiva e sterile.
Info
Il trailer di The Fragile House.
- Genere: drammatico
- Titolo originale: Hai shang cheng shi
- Paese/Anno: Cina | 2018
- Regia: Lin Zi
- Sceneggiatura: Lin Zi
- Fotografia: Wu Wei
- Montaggio: Lin Zi
- Interpreti: Hye Kyung Woo, Jie Xiao, Ren Yuyu, Sang Guosheng, Zeng Xiaolian
- Produzione: Parallax Films
- Durata: 81'




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