Quinzaine des réalisateurs, annunciato il programma

Quinzaine des réalisateurs, annunciato il programma

La Quinzaine des réalisateurs, per voce del suo nuovo delegato generale Paolo Moretti, ha annunciato il programma della cinquantunesima edizione. Un parterre de roi che va da Lav Diaz a Lech Kowalski, da Takashi Miike ad Ala Eddine Slim, da Bertrand Bonello a Robert Rodriguez.

La cinquantunesima edizione della Quinzaine des réalisateurs, la prima che vede Paolo Moretti ricoprire il ruolo di delegato generale, ha svelato le sue carte. E promette fuochi d’artificio sulla Croisette. A pochi giorni dall’annuncio della selezione ufficiale – e in attesa che un paio di nomi si aggiungano a definire il programma – la Quinzaine risponde in pompa magna, dimostrando da un lato la volontà di seguire i binari su cui da anni è instradata la sezione collaterale del Festival di Cannes, ma dall’altro anche la voglia di sperimentare, di muoversi ai bordi, di cercare traiettorie finora inusuali. Il percorso di Moretti, che passò dagli Orizzonti di Venezia al capitolino CinemaXXI, per poi approdare Oltralpe, a La Roche-sur-Yon (che dirige dal 2014), sembra affiorare dalla lista di titoli – “nomina nuda tenemus”, direbbero Bernardo di Cluny e Umberto Eco – che andranno a comporre la sezione dal 15 al 25 maggio. Uno sguardo a trecentosessanta gradi sul cinema, sulle sue potenzialità espressive, sulla ricchezza delle divergenze artistiche. Da Lav Diaz, che per la prima volta approda nella Quinzaine – e che Cannes nel complesso accoglie solo per la seconda volta – al genio poliedrico di Takashi Miike, dall’atteso The Lighthouse di Robert Eggers (già apprezzato autore di The VVitch) a Jukka-Pekka Valkeapää, solitamente habitué di Venezia, dove portò sia l’esordio Muukalainen sia il successivo They Have Escaped. E poi Quentin Dupieux, Lech Kowalski (!!!), Ala Eddine Slim – scoperto nel 2016 alla SIC veneziana con l’ottimo The Last of Us -, Babak Anvari, Bertrand Bonello e perfino Robert Rodriguez con il low budget Red 11. Ricchissimo anche il piatto dei cortometraggi, dove tra gli altri svettano i nomi di Flatform, Luca Guadagnino e Gabriel Abrantes. Insomma, è facile presagire che ci sarà da divertirsi.

LUNGOMETRAGGI
And Then We Danced di Levan Akin (Svezia, Georgia)
Wounds di Babak Anvari (USA)
Zombi Child di Bertrand Bonello (Francia)
Ghost Tropic di Bas Devos (Belgio)
Ang Hupa (The Halt) di Lav Diaz (Filippine)
Le Daim di Quentin Dupieux (Francia)
The Lighthouse di Robert Eggers (Canada, USA)
Yves di Benoît Forgeard (Francia)
Sem seu sangue di Alice Furtado (Brasile, Olanda, Francia)
Les Particules di Blaise Harrison (Svizzera, Francia)
Lillian di Andreas Horwath (Austria)
On va tout péter di Lech Kowalski (Francia)
Oleg di Juris Kursietis (Lettonia, Belgio, Lituania, Francia)
Perdrix (titre provisoire) di Erwan Le Duc (Francia)
Canción sin nombre di Melina León (Perù, Svizzera)
Huo zhe chang zhe (To Live to Sing) di Johnny Ma (Cina, Francia)
Hatsukoi (First Love) di Takashi Miike (Giappone, GB)
Give Me Liberty di Kirill Mikhanovsky (USA)
Por el dinero di Alejo Moguillansky (Argentina)
Alice et la Maire di Nicolas Pariser (Francia)
Parwareshgah (The Orphanage) di Shahrbanoo Sadat (Danimarca, Afghanistan, Francia)
Tlamess di Ala Eddine Slim (Tunisia, Francia)
Koirat eivät käytä housuja (Dogs Don’t Wear Pants) di Jukka-Pekka Valkeapää (Finlandia, Lettonia)
Une fille facile di Rebecca Zlotowski (Francia)

SÉANCES SPÉCIALES
Red 11 di Robert Rodriguez (USA)

Info
Il sito della Quinzaine des réalisateurs.

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