Uscite in sala 25 aprile 2019

Uscite in sala 25 aprile 2019

Il giorno in cui si festeggia la liberazione dal nazi-fascismo lo scenario delle uscite settimanali è dominato dall’ultimo capitolo delle avventure degli Avengers. La palma di miglior titolo spetta però a Dilili a Parigi, animazione di Michel Ocelot. Con loro trovano distribuzione tra gli altri anche Sarah & Saleem, Mug, La caduta dell’impero americano.

 

AVENGERS: ENDGAME
di Joe Russo, Anthony Russo

Finisce – forse – la saga degli Avengers. Ma tanto lo sapete già. E visto che tremate di fronte al più piccolo accenno di trama (ah, l’orribile iattura della paura dello spoiler!) non ci inoltreremo oltre. Va detto che la montagna non ha partorito un topolino ma neanche un elefante, e che il film qua e là fa acqua, per via di una sceneggiatura abbozzata più che scritta. Per il resto è giusto sappiate che alla fine muore… No, dai, non saremo così crudeli.

Avengers: Endgame è ambientato dopo la schiacciante sconfitta da parte di Thanos, che dopo aver collezionato le sei Gemme dell’Infinito aveva imposto la sua contorta volontà su tutto il genere umano, sterminando metà della popolazione del mondo, tra cui diversi Avengers. In seguito a questa distruzione, i supereroi rimasti si trovano ad affrontare la sfida più grande della loro vita: risollevarsi e trovare un modo per sconfiggere Thanos una volta per tutte. [sinossi]

 

DILILI A PARIGI
di Michel Ocelot

C’è grande eleganza, come sempre, nel nuovo film di Michel Ocelot, un regista che con intelligenza riesce a coniugare una grande semplicità con la stratificazione del discorso. Tra passato e futuro. Un po’ didascalico, ma anche politico.

Nella Parigi della Belle Époque, con l’aiuto di un giovane fattorino, la piccola franco-canaca Dilili indaga su una serie di rapimenti misteriosi in cui sono coinvolte alcune bambine. Nel corso delle indagini incontreranno personaggi straordinari che li aiuteranno fornendo loro gli indizi necessari per scoprire il covo segreto dei Maestri del Male, i responsabili dei rapimenti… [sinossi]

 

SARAH & SALEEM – LÀ DOVE NULLA È POSSIBILE
di Muayad Alayan

Non male questa riflessione sulla kafkiana situazione in cui vivono israeliani e palestinesi che parte da un semplice adulterio per arrivare a ragionare sulla morale, sull’importanza di saper scegliere e sul gioco infinito tra realtà e menzogna cui si è costretti nel paradosso di una politica basata solo ed esclusivamente su un conflitto ideologico e pregiudiziale. Non tutto torna a dovere, ma di materiali interessanti ce ne sono. E non pochi.

Sarah, israeliana, gestisce un bar a Gerusalemme, ha una figlia piccola di nome Flora e un marito nell’esercito. Saleem, palestinese, fa consegne di pane, ha una moglie incinta e problemi ad arrivare a fine mese. I due s’incontrano, si piacciono, intraprendono una relazione clandestina che si consuma con cadenza settimanale nel furgone di lui. Basta una rissa in un pub a Betlemme ad accendere la miccia, ne esploderà un’indagine più politica che privata in cui tutti sono contemporaneamente colpevoli e innocenti. [sinossi]

 

UN’ALTRA VITA – MUG
di Malgorzata Szumowska

Gira bene Małgorzata Szumowska, e il suo film trasuda di sadismo ed è ben calibrato. Peccato per quel compiacimento che viene a galla in più di un’occasione e che finisce almeno in parte per depotenziare il tutto. Orso d’Argento un anno e un pugno di mesi fa a Berlino; potrebbe trovare un suo pubblico anche in Italia, a ben vedere.

Jacek ama l’heavy metal e il suo cane. Si diverte ad attraversare le strade di campagna come se fossero piste da corsa e a giocare la parte del tipo alternativo in un tradizionale villaggio della Polonia. Jacek lavora in un cantiere vicino alla frontiera polacco-tedesca dove verrà costruita la più grande statua di Gesù al mondo, che deve competere con quella di Rio de Janeiro. Tuttavia poco dopo aver chiesto la mano alla sua fidanzata Dagmara con cui progettava un futuro insieme, un terribile incidente al lavoro gli sfigura completamente il viso e gli stravolge la vita. Assediato dalla stampa polacca, Jacek diventa il primo caso nel Paese di trapianto alla faccia. La gente lo festeggia come eroe nazionale e martire del lavoro, ma lui non riesce più a riconoscersi allo specchio. Nel frattempo la statua di Gesù diventa sempre più alta. [sinossi]

 

LA CADUTA DELL’IMPERO AMERICANO
di Denys Arcand

Un po’ commedia, un po’ caper movie – ma senza crederci fino in fondo, e questo è un peccato e, forse, un errore – il nuovo film di Arcand non aggiunge granché alla verve polemica del regista canadese. Piacevole, eh, ma anche superficiale e un po’ sempliciotto.

Pierre-Paul ha 36 anni e nonostante un dottorato in filosofia deve lavorare come fattorino per tirar su uno stipendio appena decente. Un giorno, durante una consegna, si ritrova suo malgrado sulla scena di una rapina finita male, che lascia sull’asfalto due morti e altrettanti borsoni pieni di soldi. Cosa fare? Restare a mani vuote o prenderli e scappare? Il dubbio dura una frazione di secondo, giusto il tempo di caricare il malloppo sul furgone. Ma i guai sono appena iniziati: sulle tracce del denaro scomparso, infatti, ci sono due agenti della polizia di Montreal ma soprattutto le gang più pericolose della città. Per uscire da un sogno che rischia di diventare un incubo, Pierre-Paul dovrà fare gioco di squadra con un team di improbabili complici: una escort che cita Racine, un ex galeotto appena uscito di prigione e un avvocato d’affari esperto di paradisi fiscali. Insieme, scopriranno che i soldi non danno la felicità… o forse sì? [sinossi]

 

ANCORA UN GIORNO
di Raúl de la Fuente, Damian Nenow

L’idea di mescolare documentario e animazione non è certo nuova ma non è comunque male, il tema e il personaggio portante (Kapucinski e l’Angola della guerra civile) funzionano. Si resta però in superficie, nella coreografia del tutto, senza saper scendere davvero in profondità. Apprezzabile, ma un po’ vacuo.

Varsavia, 1975. Kapuscinski è un brillante giornalista idealista che fa il suo lavoro con grande passione. Un giorno convince il suo capo presso l’agenzia di stampa polacca a mandarlo in Angola, dove è scoppiata una sanguinosa guerra civile. Parte così per un viaggio nel cuore del conflitto, dove sarà testimone della realtà della guerra e scoprirà un senso di impotenza indicibile. [sinossi]

 

THE BRINK – SULL’ORLO DELL’ABISSO
di Alison Klayman

Travestito da documentario d’osservazione, ma in realtà costruito su stilemi abbastanza classici e a tratti anche inefficaci, il film di Alison Klayman vede come protagonista il gran burattinaio del sovranismo mondiale, quello Steve Bannon che ha costruito la vittoria di Trump e che adesso spera di influenzare anche la politica europea. Peccato che il lavoro della regista dia l’impressione di non sapere – o di non volere – mai affondare veramente il colpo.

Ritratto di Steve Bannon, stratega di Donald Trump fino alla sua estromissione nell’estate del 2018 e ideologo della nuova destra estremista statunitense. Il film campione d’incassi in America della regista Alison Klayman, già autrice di Ai “Weiwei: Never Sorry”, ci offre con questo documentario un spaccato della crociata politica post-Trump dell’ex consigliere. [sinossi]

 

Info
Il sito uffciale di Avengers: Endgame.

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