Trento Film Festival 2019

Trento Film Festival 2019

Da sempre attento alle tematiche ambientali, agli ambienti fragili e minacciati delle montagne come è stato drammaticamente evidente nel recente disastro sulle Dolomiti, il Trento Film Festival 2019, che si tiene dal 27 aprile al 5 maggio, si associa ai gridi dall’allarme per il riscaldamento globale lanciati dalle nuove generazioni, proponendo un programma dove queste istanze ambientaliste sono ben presenti.

Arrivato alla sua 67a edizione, il Trento Film Festival 2019, manifestazione curata da Sergio Fant che si tiene a Trento dal 27 aprile al 5 maggio, propone quest’anno un programma come sempre ricco, che vedrà la proiezione di ben 127 opere, forte del grande successo di pubblico dell’anno scorso.
In concorso un’opera affascinante che parla di montagna e musica, Piano to Zanskar di Michal Sulima, storia di un accordatore e del suo trasporto impossibile di un pianoforte dall’Inghilterra nell’impervio territorio indiano di Zanskar, dove mancano le comunicazioni stradali stesse, a oltre 4.000 metri, per i bambini di una scuola locale; una storia molto poco conosciuta è quella raccontata da Return to Mount Kennedy di Eric Becker, una scalata, nel 1965, di una spedizione, tra cui il senatore Robert F. Kennedy sulla cima di un monte nello Yukon che il governo canadese aveva dedicato al fratello JFK poco dopo il suo omicidio; dall’Italia La regina di Casetta di Francesco Fei, documentario su un borgo quasi abbandonato, Casetta di Tiara, sull’Appennino Tosco-Emiliano, con undici abitanti, otto dei quali pensionati, e su una bambina che si appresta ad andarsene per frequentare le scuole; In questo mondo di Anna Kauber (miglior documentario della sezione Italiana.doc allo scorso Torino Film Festival) viaggio alla ricerca delle donne pastore in Italia; Storie di pietre di Alessandro Leone, ancora su un piccolo centro in via di spopolamento, Frascaro, vicino Norcia, laddove le pietre sono quelle di una chiesa del Trecento, crollata dopo il sisma nell’Italia centrale, un film sul senso di comunità, forse una delle più importanti riflessioni sulle conseguenze del terremoto; Cielo della canadese Alison McAlpine, che parte da un osservatorio nell’altopiano desertico di Atacama in Cile per una contemplazione del firmamento celeste tra scienza e spiritualità, dando voce anche alle credenze degli abitanti.

Fuori concorso l’anteprima del biopic sul grande esploratore dei poli Roald Amundsen di Espen Sandberg, kolossal scandinavo di grande impatto spettacolare, che non lesina sulle ambiguità e sulle non poche ombre del personaggio; tra le opere di fiction da ricordare anche Il mangiatore di pietre di Nicola Bellucci. Torna anche il consueto appuntamento con i film del passato restaurati. Quest’anno verranno proiettati il muto Der Kampf Ums Matterhorn di Mario Bonnard e Nunzio Malasomma (Germania, 1928), ambientato sul Cervino, con l’accompagnamento dal vivo del maestro Marco Dalpane e dell’ensemble Musica nel buio; Premier de cordée (Francia, 1943) di Louis Daquin, girato sul Monte Bianco.
Da segnalare ancora le sezioni Amici fragili, sugli alberi e i boschi, quella tematica su un paese, quest’anno il Marocco, alla scoperta di genti, culture e paesaggi dell’Atlante. Spazio anche ai documentari naturalistici in collaborazione con il MUSE, il museo delle scienze di Trento, tra cui Queen Without Land che segue la lotta per la sopravvivenza di un orso polare femmina e i suoi cuccioli tra i ghiacci in via di scioglimento alle Svalbard. Il festival si chiuderà con Aquarela del maestro del cinema documentario Victor Kossakovsky, già passato a Venezia, film sulla potenza dell’acqua, in cui il regista arriva a riprendere le tempeste di mare con cineprese montate su iceberg.

Info
Il sito del Trento Film Festival 2019.

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