Birthday

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Presentato in apertura al Far East Film Festival 2019, il film sudcoreano Birthday torna a mettere il dito nella piaga in quella grande tragedia collettiva nazionale che è stato il naufragio del traghetto Sewol avvenuto il 16 aprile 2014, in cui hanno perso la vita molti adolescenti. Se l’approccio è lodevole, vedere il dramma a livello familiare di elaborazione del lutto e dell’assenza, il film finisce per scadere in patetismi che generano distacco più che empatia.

Ritratto di famiglia dopo il naufragio

Jung-il, padre di una delle vittime del naufragio del Sewol, rientra in Corea dopo aver trascorso alcuni anni a gestire una fabbrica in Vietnam. Ye-sul, la sua figlia più piccola, non lo riconosce mentre la moglie Soon-nam non vuol più avere nulla a che fare con lui. Decideranno di organizzare una commemorazione del figlio nel giorno del compleanno, invitando le persone che hanno conosciuto il ragazzo. [sinossi]

Se il disastro di Fukushima ha generato in Giappone un’ondata di cinema e letteratura incentrate su quell’argomento, così un altro trauma nazionale nella vicina Corea del Sud, il naufragio del traghetto Sewol del 16 aprile 2014, ha pure prodotto diversi film e documentari per cercare di fare luce su quella tragedia, individuandone le cause. Un incidente navale che che ha causato quasi trecento vittime tra le quali gli studenti di un liceo in gita scolastica. Un fatto che ha rappresentato una ferita collettiva della società sudcoreana di proporzioni enormi, anche per il suo portato mediatico: l’affondamento fu seguito in televisione e venne poi ritrovato un video agghiacciante ripreso dal cellulare di uno dei ragazzi a bordo.

Dopo cinque anni da quel fatto, non ancora elaborato e metabolizzato dalla società sudcoreana, la regista Lee Jong-un torna a occuparsene in Birthday, il film di apertura del Far East Film Festival 2019, regista che ha toccato con mano quel dramma umano, avendo partecipato ai gruppo di volontari che ha assistito psicologicamente i familiari delle vittime, anche con sedute terapeutiche come quella che si vede nel film. La regista sceglie saggiamente un approccio fino a un certo punto koreediano, esaminando quegli eventi dopo la tempesta, nei riverberi che hanno lasciato in chi resta, nelle onde lasciate dal sasso nello stagno. Rappresenta uno stato di disperazione che difficilmente cede il passo alla serena rassegnazione orientale. E sceneggia un dramma familiare che di quell’epicentro traumatico è conseguenza indiretta, nei rapporti compromessi tra due genitori, e tra il padre e la figlia più piccola, nei tentativi di ricucitura in nome del lutto che li unirà per sempre. La storia narrata potrebbe essere di pura fiction o essere ispirata, romanzandola, a qualcuna di quelle famiglie che la regista ha conosciuto. Birthday riprende sicuramente la vicenda reale di Jung Cha-woong, il ragazzo che si è sacrificato cedendo a un altro il suo giubbotto di salvataggio. Lee Jong-un sceglie comunque di non affrontare i risvolti che riguardano la dinamica e le responsabilità dell’incidente. Rimane il rifiuto di accettare i risarcimenti economici, come succede ne Il dolce domani di Atom Egoyan, che suonerebbero come una riparazione dello Stato, a un qualcosa che è irreparabile.

La narrazione del film ha l’indubbio pregio di funzionare con rivelazioni progressive. Solo in un momento abbastanza avanzato del film appare chiaro il riferimento al Sewol e come questa tragedia nazionale sia stata il motore delle traversie familiari dei protagonisti. Ma il film si perde narrativamente in un accumulo eccessivo di subplot, mentre l’elaborazione del lutto e dell’assenza viene vanificata e si perde in quelle scene di pianto, di disperazione, del padre, della madre e dei partecipanti alla festa di compleanno su cui il film indugia, senza mai avere il pudore di togliere lo sguardo. Birthday perde così la capacità di rappresentare un vero senso di afflizione nel momento in cui vorrebbe mostrarlo direttamente con scene che sembrano proprie di quei programmi televisivi di pornografia del dolore. Che provocano rigetto più che partecipazione. Manca un sano lavoro di sottrazione visiva, assai più efficace per rendere e comunicare un senso del cordoglio. Come del resto funzionano i film più riusciti in tal senso, come i succitati Il dolce domani e molte opere di Koreeda.

Info
La scheda di Birthday sul sito del Far East.
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