JK Rock

JK Rock

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JK Rock di Shunji Muguruma è una commedia un po’ squinternata che ruota attorno a una rock band al femminile e a un ragazzo che ha abbandonato il sogno di suonare. Peccato che gli aspetti demenziali non siano valorizzati. Al Far East di Udine.

È un rock bambino…

Jyo è un ventenne che ha appeso la propria chitarra al chiodo dopo che il suo sodale e omonimo compagno di band lo ha piantato in asso per far successo negli Stati Uniti. Gli altri membri del suo vecchio gruppo, i JoKers, vorrebbero però riportare Jyo sul palco: per riuscirci, lo convincono a fare da mentore e coach a una girl band di liceali, le Drop Doll… [sinossi]

Se avete amato Linda Linda Linda e cercate qualcosa che ve lo ricordi, allora JK Rock non fa al caso vostro. Teenage movie telefonatissimo, il film usa senza particolare ispirazione lo spunto della rock’n’roll band per un racconto di “riscatto” personale privo di sussulti e fantasia. Chitarra basso e batteria servono non tanto a strutturare le identità delle tre ragazze che formano le Drop Doll, ma soprattutto a ricomporre le “ferite” del vero protagonista del film, Jyo (Shodai Fukuyama), ex star della boy band JoKers, ritiratosi depresso dopo che il suo migliore amico, il sodale e omonimo Jyo (Ryosuke Yamamoto), lo ha lasciato per fare fortuna come cantante negli Stati Uniti. Gli altri due ex componenti dei JoKers, che hanno qualche responsabilità nell’aver separato i due Jyo, vogliono riportare alla chitarra il loro socio, ormai perso in studi avvocateschi che non lo appassionano e indirizzato verso una vita con una ragazza pulitina ed elegantina. Aiutati dal proprietario di un bar che ama il rock, i due ex JoKers hanno un’idea: formare una girl band di tre elementi (lo stesso numero dei JoKers, privi dell’ormai avviato solista americanizzato), che Jyo potrebbe far esercitare e portare a buoni livelli. Senza farla troppo lunga: JK Rock passa dagli “allenamenti” strumentali delle tre fanciulle, all’infatuazione della batterista per Jyo, all’inevitabile decisione delle Drop Doll di esibirsi dal vivo per una gara così importante tanto da costringere Jyo a fare una scelta. Sceglierà una triste vita da avvocato con mogliettina o nuovamente il rock e la batterista?

Prediligendo un’innocua prevedibilità, JK Rock manca almeno due obiettivi che non ha il coraggio di perseguire. Il primo è la tonalità demenziale, presente in alcune scene (come quella in cui la batterista immagina di essere un pesce che nuota incontro all’amato Jyo, animale marino…) o in alcune scelte “stilistiche” che prendono un po’ in giro proprio l’immaginario più standardizzato dell’adolescente medio, nipponico e globale. Se qua e là l’autoironia si affaccia, il film non la abbraccia però mai convintamente. Peccato, un film più scorretto sarebbe risultato decisamente più divertente, ma il regista Shunji Muguruma pare non aver avuto intenzione di perdersi una fetta di pubblico potenziale con asperità o cretinerie più spinte. Il secondo obiettivo è, sottotraccia, ugualmente presente nel film e spicca in particolare nella messa in scena degli incontri tra i due Jyo, il tradito triste e il traditore che ancora lo vorrebbe con sé: per la verità, JK Rock sembra parlare dell’identità sessuale del protagonista, quasi infatuato del suo vecchio amico che lo ha lasciato, bramato in qualche misura anche dagli altri due ragazzi dei JoKers, fidanzato svogliatissimo di una fanciulla graziosa. Solo un po’ alla volta, il ritroso Jyo viene attratto dalla batterista delle Drop Doll, Sakura (Chihiro Hayama), ragazzona vigorosa e ostinata, molto diversa dallo stereotipo della timida teenager nipponica, che però gli restituisce una chiara identità sessuale, precedentemente un po’ compromessa. A ben vedere, il film insinua il tema dell’ambiguità e dell’amicizia fin troppo intensa tra due ragazzi che hanno persino lo stesso nome. Così come usa, soprattutto nella presentazione dei personaggi, un tono più demenziale che poi mette da parte virando verso la strada della romcom a sfondo musicale. Il risultato però è stinto, poco vivace e poco divertente.

Se avete amato Linda Linda Linda, poi, non aspettatevi neppure che JK Rock si concentri troppo sulle ragazze, che in ultima istanza sembrano più un’esca per vivificare la boy band sopita che non un oggetto degno di reale interesse. Nella immarcescibile semplicità del film, le tre colombine delle Drop Doll – gruppo giapponese realmente esistente… – fanno appunto coppia ideale con i tre ricostituiti JoKers, orfani dell’equivoco e sempre truccatissimo compare trasmigrato all’estero. Privo di idee memorabili e persino vagamente moralista, JK Rock è un prodotto per ragazzine/i che usa gli strumenti del rock per realizzare tutt’al più la sigla di un anime sentimentale.

Info
Il trailer di JK Rock.
Il sito ufficiale di JK Rock.
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