The Odd Family: Zombie on Sale

The Odd Family: Zombie on Sale

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The Odd Family: Zombie on Sale di Lee Min-jae gioca con gli schemi dello zombie movie per costruire una commedia sfrenata, che sfonda nel demenziale. Un’operazione che nel complesso può dirsi riuscita. Al Far East di Udine.

Un’impresa di famiglia

Gli esperimenti senza scrupoli di un’industria farmaceutica portano gli zombie in una sperduta zona rurale della Corea del Sud: a farne le spese sarà una bizzarra famiglia che gestisce una pompa di benzina in mezzo al niente. Eppure i fratelli, con anziano padre vedovo e nuora incinta, sapranno incredibilmente anche trarre guadagno dalla situazione quando il vecchio verrà morso da un morto vivente… [sinossi]

Perfettamente inserito nel filone della commedia horror, da noi poco battuta ma in Estremo Oriente decisamente frequentata, The Odd Family: Zombie on Sale è uno spassoso zombie movie stracolmo di trovate e parecchio demenziale. Fin dall’incipit, il regista coreano Lee Min-jae gioca sornionamente con il genere e le ovvie, codificate, aspettative dello spettatore: si parte con la radio che parla di strani esperimenti farmaceutici, con un giovane non morto che esce da un tombino durante una notte di pioggia, con una coppia che ha un incidente in macchina e con un inquietante uomo che con il suo carro attrezzi la porta in una squallida stazione di servizio in mezzo al nulla. La bizzarra compagine che gestisce la pompa di benzina (fratello maggiore con moglie incinta, fratello minore, sorella più piccola e padre vedovo) non ha però niente di sanguinario, ma solo un certo cretinismo che però scopriremo diffuso da quelle parti, e non è la classica famiglia criminale della gas station della porta accanto, nonostante cerchi di fregare i pochi malcapitati clienti. In zona, in ogni caso, anche gli altri abitanti hanno poco da fare e da distrarsi, tanto che alla fine l’arrivo del giovane non morto (Jung Ga-ram), fuoriuscito nella notte da sottoterra, sembra un’opportunità e una grande occasione per fare quel che più conta: accumulare soldi e scappare da quella landa desolata. Lo zombie, infatti, morde subito in testa il capofamiglia che, anziché trasmutarsi in un bavoso mostro, ringiovanisce e si rinvigorisce più che mai. Gli anziani della zona ne vengono informati e fanno la fila per farsi incidere la carne dalla dentatura del giovine, creatura mansueta e presto messa letteralmente al guinzaglio, che però fa palpitare il cuore della sorellina (abituata normalmente ad avere a che fare con i suoi coniglietti). I vecchietti del contrado, per cui il massimo della vita era la mietitura con partita a carte serale, dopo il morso si sentono rinati e la famiglia di benzinai si fa pagare a caro prezzo l’elisir di lunga vita… Che però, ovviamente, non è affatto quel che sembra.

The Odd Family: Zombie on Sale è un divertissement che sfrutta “l’enciclopedia” spettatoriale sull’horror mettendola in scena palesemente (come quando il fratello minore, che lavora negli Usa, mostra agli altri una scena di Train to Busan per far capir loro cosa sia uno zombie, o scrive una guida per affrontare i morti viventi) e si struttura su un paio di ribaltamenti di prospettiva, che sono al fine ciò che rende il film più memorabile rispetto ad altre commedie horror. Intanto lo zombie che dovrebbe dar vita al contagio tombale è un povero cristo che non farebbe male a una mosca, tanto che viene sfruttato dalla famiglia per far soldi e addomesticato dalla sorellina infatuata di lui. Ma soprattutto il film presuppone che dallo stato di morto vivente di possa tornare indietro, perché se c’è un farmaco che ha creato gli zombie ci deve essere anche un antidoto, e che il periodo di “latenza” della trasformazione in zombie possa essere abbastanza lungo (da ciò discende il concatenarsi degli eventi principali). Apprezzabilissima è l’ambientazione campagnola: il paesaggio bucolico, con il paesino addormentato di notte e i contadini che mangiano ai bordi delle stradine di giorno, è usato come efficace contrasto per lo zozzume generale messo in scena, con l’avidità che non risparmia nessuno e le troglodite “abitudini” di zona (come quella, citata dalla polizia, per cui se nasce un bambino anormale non viene neanche registrato). La campagna non è altro che una marginalità totale, una non esistenza sociale (che però non può neppure sfuggire alle distorsioni del contemporaneo, siano esse il desiderio di guadagnare tanto o gli effetti di esperimenti scientifici folli…) dalla quale chiunque vorrebbe fuggire in un modo o nell’altro. Il regista si diverte parecchio nelle scene di massa con i non morti, ineluttabile e gustoso acme di ogni zombie movie demenziale, e in generale si diverte molto a correre qua e là con la camera che segue gli andirivieni dei personaggi e gli assalti che a vario titolo si susseguono per il film. Se in The Odd Family: Zombie on Sale c’è ovviamente un sentore “antisistemico”, visto che sono i soldi a portare morte e distruzione in ogni dove, non è affatto male neppure il ruolo delle due donne, la sorella poco più che adolescente e sua nuora super incinta (nascerà un bambino e lo chiameranno Jackpot): se la prima riesce a trovare un modo per comunicare con il ragazzo-zombie, la seconda è la più determinata e indistruttibile nel difendersi dai morti viventi con padelle e pentolame vario, ovvero i “ferri” del mestiere femminile, laddove i due fratelli sono parecchio più imbranati e pure parecchio più idioti.

Sebbene sconti qualche lungaggine e dismogeneità, non essendo ogni gag sempre riuscita, The Odd Family: Zombie on Sale è un godibile prodotto per il grande pubblico che fa pensare che si possa fare anche qualcosa di più fantasioso e orgogliosamente divertito rispetto alle noiosissime insipide commedie che il cinema europeo (non solo italiano) propina continuamente ogni anno a platee di spettatori, in procinto di diventare morti viventi…

Info
Il trailer di The Odd Family: Zombie on sale.
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