Pokémon: Detective Pikachu
di Rob Letterman
Svolge abbastanza bene il suo compito di intrattenere, Pokémon: Detective Pikachu, prima incarnazione live action delle creature concepite dalla fantasia di Satoshi Tajiri. Tuttavia, il film di Rob Letterman sembra a tratti osare di più, inserendo nella narrazione alcune suggestioni più adulte, che poi non porta fino in fondo.
Chi tocca il (Pokémon) giallo muore
A Ryme City, metropoli in cui uomini e Pokémon convivono in armonia, un misterioso incidente provoca la scomparsa di Harry Goodman, investigatore privato. Quando il figlio di Harry, Tim, giunge in città, una giovane giornalista gli suggerisce che suo padre potrebbe in realtà essere stato vittima di un attentato; Tim decide così di indagare, aiutato dal Pokémon che affiancò suo padre, un esemplare di Pikachu che ha perso la memoria nell’incidente… [sinossi]
Era in un certo senso prevedibile, diremmo persino nell’ordine naturale delle cose, il fatto che prima o poi sarebbe stato messo in produzione un film live action dedicato ai Pokémon. Protagoniste di uno dei franchise transmediali per eccellenza degli ultimi decenni (che consta di videogiochi, anime – televisivi e cinematografici -, fumetti e giochi di carte da collezione), le creature create nel 1996 dal game designer Satoshi Tajiri condividono ora lo spazio del grande schermo, per la prima volta, con degli attori in carne ed ossa. Un ritardo, quello dell’arrivo dei Pokémon al cinema, che può essere attribuito certamente all’evoluzione delle tecniche digitali, che permette ora al cinema live action di dare realismo e consistenza a loro e al loro mondo; ma anche, diremmo soprattutto, all’ormai onnipresente tendenza al riciclo e al riutilizzo di materiali appartenenti ai decenni passati, al gioco con la memoria spettatoriale (anche quella televisiva), e a un generale sguardo verso il passato, nell’industria cinematografica, che ultimamente si sta estendendo anche agli anni ’90. Secondo una rodata formula, Pokémon: Detective Pikachu punta sì alle nuove generazioni – in primis ovviamente a quelle giovanissime – ma anche a chi con le bizzarre creature create da Tajiri ci è cresciuto.
A occuparsi dell’operazione, la cui trama si rifà a un recente videogioco dedicato ai Pokémon (intitolato proprio Detective Pikachu) viene chiamato qui Rob Letterman; un cineasta, Letterman, con una solida esperienza nel campo dell’animazione – di scuola Dreamworks – ma capace anche di confezionare, quattro anni fa, un effimero quanto gustoso Piccoli brividi, operazione per certi versi analoga a quest’ultima. Come già il film del 2015, Pokémon: Detective Pikachu ricerca infatti un pubblico il più possibile trasversale, viene targettizzato come prodotto per giovanissimi ma poi inserisce nella sua trama suggestioni più adulte (persino cinefile), riempie lo schermo di creature pelose, strane quanto ben poco minacciose, ma poi flirta addirittura col noir e col cyberpunk. Il regista prova così a coinvolgere lo spettatore adulto facendo qualcosa di più, e di diverso, dall’inserire strategicamente (come insegnava la Dreamworks) citazioni e strizzate d’occhio a questo o quel cult movie; Letterman prova, cioè, a costruire un racconto in cui convivano le istanze comiche della saga e quelle di una fantascienza futuristica virata in noir, giustificata dall’intreccio giallo del film.
E Pokémon: Detective Pikachu, per un po’, sembra avviato sulla strada giusta, in questo senso, con un interessante prologo e un’efficace presentazione dei personaggi, oltre che dell’universo stesso del film. In tal senso, è apprezzabile che il film di Letterman possa essere fruito (anche in virtù del suo essere slegato dall’anime televisivo, così come dalle altre incarnazioni del franchise) anche senza essersi mai accostati prima al mondo dei Pokémon: il film fa una breve introduzione del setting, limitandosi poi a presumere una certa familiarità dello spettatore con la figura del giallo Pikachu. Nulla che impedisca, quindi, di entrare direttamente da qui nell’universo delle creature create da Satoshi Tajiri. Il film prova, nella sua frazione iniziale, a fondere i motivi umoristici ed “ecologici” della saga dei Pokémon con un intreccio blandamente noir; quest’ultimo contempla qui un misterioso delitto, un intrigo facente capo a un’organizzazione criminale, e un singolare (non antropomorfo) investigatore. Nella rappresentazione della metropoli di Ryme City, utopico luogo di convivenza tra umani e Pokémon, il regista inserisce addirittura suggestioni à la Blade Runner, con luci al neon, grattacieli, e quel generale look tra il noir e il cyberpunk che abbiamo visto in tanti esempi di science fiction più o meno recenti.
Inciampa tuttavia presto nella sua incertezza di tono, questo Pokémon: Detective Pikachu, in una parte centrale dilatata e a tratti stucchevole, infarcita di creature concepite ad uso e consumo di fan giovani e meno giovani. Il film, che soffre con una certa evidenza del compromesso tra la necessità di fedeltà e l’avvertibile voglia di innovare del regista, sembra a tratti schizofrenico sul tono da adottare: momenti comici indirizzati evidentemente al pubblico più giovane si alternano, senza soluzione di continuità, a riflessioni adulte che coinvolgono il protagonista e il suo background personale. Il tutto è poco amalgamato, episodico, dal ritmo spezzettato e generalmente mancante di armonia; si potrebbe poi imputare al film una certa prevedibilità in alcuni snodi di trama (così come nella risoluzione della vicenda), ma sarebbe forse un esercizio ingeneroso: è infatti la competenza degli spettatori più stagionati, in primis, a mal adeguarsi a una costruzione narrativa lineare e classica come quella del film di Letterman.
Pokémon: Detective Pikachu, comunque, infila alcune riuscite sequenze d’azione (in particolare nella parte iniziale del film, e poi verso il finale), riuscendo complessivamente a intrattenere il suo target con un buon mestiere; ciò è vero in special modo quando il regista, nell’ultima frazione del film, sembra trovare faticosamente una quadratura del cerchio – e della storia – incanalando infine quest’ultima in una precisa direzione. Il pubblico di riferimento, ne siamo certi, apprezzerà: in fondo, non era questo il film da cui ci si potessero aspettare (in primis perché non erano promesse) sottigliezze narrative o ardite riletture del soggetto originale. Resta, però, un po’ di curiosità di sapere cosa sarebbe stato Pokémon: Detective Pikachu se il regista avesse osato un po’ di più: se, insomma, avesse tentato una vera e propria reinterpretazione, più cinematografica, dell’universo creato a suo tempo da Satoshi Tajiri. Curiosità destinata, ovviamente, a restare inappagata.
Info
Il trailer di Pokémon: Detective Pikachu.
- Genere: action, animazione, commedia, fantascienza
- Titolo originale: Pokémon: Detective Pikachu
- Paese/Anno: Giappone, USA | 2019
- Regia: Rob Letterman
- Sceneggiatura: Benji Samit, Dan Hernandez, Derek Connolly, Rob Letterman
- Fotografia: John Mathieson
- Montaggio: James Thomas, Mark Sanger
- Interpreti: Alejandro De Mesa, Ben Fox, Benjamin Coakley, Bern Collaco, Bill Nighy, Charlie Rhea Esquér, Chris Geere, Daniel Eghan, Diplo, Edward Davis, Fiona Hardingham, Georgie Carter, Ikue Ootani, Iulia Filipovscaia, James Galvin, Joellee Evans, Jonathan Dodson, Josette Simon, Justice Smith, Kadiff Kirwan, Karan Soni, Kathryn Newton, Ken Watanabe, Kotaro Watanabe, Max Fincham, Omar Alboukharey, Omar Chaparro, Priyanga Burford, Ralph Alcocer, Rina Hoshino, Rishi Gupta, Rita Ora, Rob Delaney, Ryan Reynolds, Ryoma Takeuchi, Simone Ashley, Sofia Abbasi, Suki Waterhouse, Wong Charlie
- Colonna sonora: Henry Jackman
- Produzione: Legendary Entertainment, Tōhō Company, The Pokemon Company, Warner Bros.
- Distribuzione: Warner Bros.
- Durata: 104'
- Data di uscita: 09/05/2019























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