Takara – La notte che ho nuotato
di Damien Manivel, Kohei Igarashi
Frutto di una collaborazione tra un regista francese e uno giapponese, Takara – La notte che ho nuotato sembra un saggio programmatico sullo sguardo ideale dell’infanzia al cinema, ma filtrato attraverso il canone del realismo d’autore.
Come neve al sole
In una notte di inverno innevato, il piccolo Takara si sveglia mentre il padre esce di casa per recarsi a lavorare al mercato del pesce e, per passare il tempo, disegna e scatta delle foto ai suoi giocattoli. Il mattino dopo si perde lungo la strada per andare a scuola e decide di farsi guidare dagli stimoli del mondo per andare a trovare il padre a lavoro. [sinossi]
Secondo Truffaut, raccontare l’infanzia al cinema era soprattutto questione di saper mettere la macchina da presa ad altezza di bimbo. Un film capace di raccontare davvero la vita di un ragazzo non si limita ad avere un giovane protagonista, ma è capace di far entrare chi guarda in empatia con i movimenti imprevedibili, le scelte improvvide e la vitalità dirompente di un carattere acerbo.
Frutto di una prima ed estemporanea collaborazione tra un regista francese e uno giapponese, Damien Manivel e Kohei Igarashi, Takara – La notte che ho nuotato sembra essere un saggio programmatico sull’applicazione di questo sguardo ideale sull’infanzia, utilizzato in questo caso anche come ponte tra due modi di rappresentazione dell’intimità dei personaggi. C’è lo sguardo ad altezza tatami di Ozu e quello capace di girovagare e bighellonare in sincronia con il suo giovane protagonista che è parte della tradizione francese da Jean Vigo a Truffaut passando per Albert Lamorisse. Ma c’è anche l’idea di voler realizzare un film che è più una gioiosa operetta sinfonica che un racconto complesso e avvincente in linea con lo storytelling contemporaneo.
Come ogni racconto morale che si rispetti, Takara – La notte che ho nuotato svela fin dai primissimi minuti tutte le sue carte: una serie di inquadrature fisse che mostrano l’interno di una casa, la neve che cade copiosa, un padre di famiglia che si alza per andare a lavoro e un bimbo che gioca e disegna facendo interagire la fantasia con gli strumenti e i riferimenti che gli stanno attorno.
La scena è ripresa da un’angolatura estremamente bassa, intenta a cogliere tutta la vivace goffaggine del piccolo protagonista mentre si piega sui suoi giocattoli per fotografarli da vicino dando sempre le spalle alla macchina da presa e agli spettatori.
Senza avvalersi di dialoghi udibili e suddiviso in tre movimenti come una partitura, Takara – La notte che ho nuotato è un film che parla attraverso la musica, i rumori d’ambiente e lunghe inquadrature a camera fissa. La dilatazione delle inquadrature e la totale assenza di dialoghi servono certo a far percepire la dimensione temporale della vita colta sul fatto ma enfatizzano anche questa dimensione di poemetto musicale che omaggia Le quattro stagioni di Vivaldi contemplando ventiquattro ore nella vita di un bambino che si perde nella neve per cercare di mostrare al padre il proprio disegno con i pesci che nuotano nel mare.
Il suo stile più miniaturista che minimalista esalta la freschezza della messa in scena e la naturalezza del bambino e degli scenari. Dall’altra, rischia anche di perdersi in un’altra tradizione ancora, quella del realismo d’autore dove i tempi dilatati servono certo a condurci verso un atteggiamento contemplativo e una nuova cognizione del tempo, ma si stiracchiano anche al punto da confondere fissità con poesia. E a rischiare di rendere più evanescente ed effimero l’interesse per le immagini e quello che raccontano.
Info
Una sequenza di Takara – La notte che nuotato.
- Genere: drammatico
- Titolo originale: Takara - La nuit où j'ai nagé
- Paese/Anno: Francia, Giappone | 2017
- Regia: Damien Manivel, Kohei Igarashi
- Fotografia: Wataru Takahashi
- Montaggio: William Laboury
- Interpreti: Chisato Kogawa, Keiki Kogawa, Takara Kogawa, Takashi Kogawa, Yuji Kudo
- Colonna sonora: Jérôme Petit
- Produzione: MLD Films, Nobo, Région Ile-de-France, Shellac Sud
- Distribuzione: Tycoon Distribution
- Durata: 78'
- Data di uscita:





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