La famosa invasione degli orsi in Sicilia

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

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Presentato al Festival di Cannes, poi ad Annecy, accolto con favore dalla critica e prossimamente nelle sale con la Bim, La famosa invasione degli orsi in Sicilia è un rispettoso adattamento della fiaba illustrata di Dino Buzzati, ed è anche la conferma del notevole stato di salute dell’industria animata francese. Se l’origine e l’elaborazione narrativa e grafica sono nostrane, la realizzazione è transalpina, dato non da sottovalutare per le – illusorie? – prospettive di una (ri)nascita dell’industria animata del Bel Paese.

La prima e la seconda linea

Nel tentativo di ritrovare il figlio da tempo perduto e di sopravvivere ai rigori di un terribile inverno, Leonzio, il Grande Re degli orsi, decide di condurre il suo popolo dalle montagne fino alla pianura, dove vivono gli uomini. Grazie al suo esercito e all’aiuto di un mago, riuscirà a sconfiggere il malvagio Granduca e a trovare finalmente il figlio Tonio. Ben presto, però, Re Leonzio si renderà conto che gli orsi non sono fatti per vivere nella terra degli uomini… [sinossi]

La perdita, la quête, le battaglie, gli inganni e gli opposti schieramenti.
Dagli scontri epici dell’Orlando furioso e della Gerusalemme liberata
alla guerra tra orsi e uomini, montagna e pianura, selvaggi e civilizzati.
Dagli intermezzi del coro nelle tragedie greche alle incursioni in rima
a segnare il passaggio da uno scenario narrativo all’altro.
Tutto questo è La famosa invasione degli orsi in Sicilia,
che Dino Buzzati pubblicò per Rizzoli nel dicembre 1945
e che troppo spesso, ancora oggi, viene confinato ai margini della sua produzione.
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Terrusi, A. (2017). La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Dino Buzzati: una fiaba-romanzo tra testo e immagini d’autore.
Italica Wratislaviensia, 8(1), 191–210. DOI: http://dx.doi.org/10.15804/IW.2017.08.10

Ha due anime La famosa invasione degli orsi in Sicilia. La prima è evidente, di lungo corso: non solo la penna e l’estro di Dino Buzzati, ma anche la stessa fulgida carriera di Lorenzo Mattotti (Eros, Peur(s) du noir, Pinocchio), fumettista e illustratore, alla prima positiva esperienza con un lungometraggio. Classe 1954, Mattotti arriva tardi all’opera prima. Molti altri talenti italiani nemmeno ci arrivano, e forse è proprio qui il punto, il rovescio della seconda anima. Già, l’altra anima, quella che magari guardiamo meno: La fameuse invasion des ours en Sicile, questo il titolo originale, è sostanzialmente figlia dell’industria francese, della sua forza e del suo splendore. Non una colpa, sia chiaro. Anzi, una volta di più bisogna riconoscere la crescita esponenziale e lo standard eccellente dell’animazione transalpina degli ultimi due decenni; la libertà creativa; l’afflato autoriale; la capacità di essere altro rispetto ai colossi USA, Giappone e Corea del Sud.

La famosa invasione degli orsi in Sicilia è coprodotto da denari francesi e italiani, ma è opera della Prima Linea Productions, lo stesso studio traboccante talento che ha realizzato negli ultimi anni pellicole come La tartaruga rossa, Le avventure di Zarafa, Loulou, l’incroyable secret, U e Peur(s) du noir. Qualità e quantità, soprattutto continuità. Ed è proprio la continuità il tallone d’Achille dell’animazione italiana, l’ostacolo che non siamo mai riusciti a superare. Non c’è continuità nel piccolo schermo, ancor meno in quello grande, nelle sale – e quindi certezze economiche, prospettive, possibilità di crescere individualmente e anche come studio, come casa di produzione. Per la qualità non occorre andare lontano, basta bussare a casa Rak (Gatta Cenerentola) o D’Alò (Pipì, Pupù e Rosmarina in Il mistero delle note rapite). Basterebbe gettare le basi per un vero, solido, industriale cinema d’animazione italiano.

De La famosa invasione degli orsi in Sicilia, presentato al Festival di Cannes 2019, poi ad Annecy, accolto con favore dalla critica e prossimamente nelle sale con Bim Distribuzione, ci interessa soprattutto questo. Ci interessano le prospettive, la speranza che possa rappresentare quello che Kirikù e la strega Karabà (1998) ha rappresentato per l’animazione transalpina. Poi, certo, l’incontro grafico tra Buzzati e Mattotti è fertile, la rielaborazione è rispettosa, forse più convincente (o avvincente) nei paesaggi che nei vari personaggi, con qualche riserva sull’aggiunta sia grafica sia narrativa di Gedeone e Almerina e sullo slittamento tra 3D e 2D, con una sorta di invadente tridimensionalità rimasta appiccicata agli orsi. Poi i morbidi cromatismi, la fludità delle animazioni, la scelta felicissima delle voci di Antonio Albanese e Corrado Guzzanti. Ma questa è già un’altra storia…

Info
La scheda de La famosa invasione degli orsi in Sicilia sul sito del Festival di Cannes 2019.
Il trailer de La famosa invasione degli orsi in Sicilia.

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