Bonello: «Pasolini è un territorio che puoi esplorare per sempre»

Bonello: «Pasolini è un territorio che puoi esplorare per sempre»

Reduce dalla presentazione di Zombi Child, alla Quinzaine des Réalisateurs, Bertrand Bonello è stato oggetto di un omaggio al 30° Fid Marseille, dove è stato possibile vedere il suo primo, rarissimo, film, Qui je suis del 1996, su Pier Paolo Pasolini, in cui mostra una grande conoscenza dell’autore friulano. Abbiamo incontrato Bertrand Bonello in occasione di questa retrospettiva del Fid.

Gli ultimi due tuoi film – Nocturama and Zombie Child – parlano delle nuove generazioni, dell’energia giovanile. C’è qualcosa in comune tra le ragazze del collegio del tuo nuovo film e i terroristi del film precedente?

Bertrand Bonello: I due film sono diversi in merito a questo argomento, ma è così che sono le età. Per Nocturama sì, si trattava di parlare di una gioventù disorientata e di un romanticismo senza speranza che da lì potrebbe provenire. Ma soprattutto, di rapportarla con la complessità politica dei nostri tempi. Per Zombi Child pensavo che si trattasse chiaramente dell’età giusta per recepire questa storia di zombi. C’è anche il piacere di filmare nuovi volti, di accogliere nuove musicalità. Di trovare il mio modo di osservare ciò.

Nel tuo cinema ci sono spesso relazioni, riferimenti a modelli cinematografici o citazioni come quella di ExistenZ in De la guerre. Nel caso di Zombi Child, possiamo leggere questa tua ultima opera come una sorta di compendio dei film di zombi ad Haiti, partendo dal classico della RKO Ho camminato con uno zombi di Jacques Tourneur, fino a Il serpente e l’arcobaleno di Wes Craven che si ispira alla stessa storia?

Bertrand Bonello: Sono in effetti gli unici due film di zombi cui potevo pensare, perché stiamo parlando degli stessi zombi. Il film di Tourneur si adatta perfettamente a questo immaginario. Wes Craven, pur deviando verso l’horror di serie B, è soprattutto interessato alla polvere di zombi, ma è ispirato allo stesso libro che parla del mio personaggio, Clairvius Narcisse.

Una delle due parti di Zombi Child è ambientata durante la dittatura di Duvalier ad Haiti, e il processo di zombificazione serve per creare un sistema di schiavitù, per ottenere dei lavoratori perfetti, non pensanti e non retribuiti come in una forma estrema di capitalismo. Puoi dirmi qualcosa in merito alle implicazioni politiche del film?

Bertrand Bonello: Volevo che tutto l’aspetto politico del film fosse sottinteso, mai espresso. Questo mescolare due storie semplici, la tristezza di una ragazza e la vita di uno zombi che si sta nascondendo, fa aprire delle finestre politiche, che riguardano ovviamente l’era di Duvalier, ma anche il rapporto tra Francia e colonialismo, tra Napoleone e Haiti, la schiavitù. Ma ci sono anche altre tracce politiche da aprire.

Tornando a Il serpente e l’arcobaleno di Wes Craven: questo film fa parte di una serie di opere realizzate tra gli anni Settanta e Ottanta dove il genere horror ha manifestato le sue potenzialità politiche. Pensiamo a film come Essi vivono o Zombi (Dawn of the Dead) con la ben nota scena dell’assalto al centro commerciale cui tu guardi per Nocturama. Cosa pensi di questa potenzialità dell’horror?

Bertrand Bonello: Nocturama è molto più un film di genere di quanto lo sia Zombi Child. Molto più un film horror. In Zombi Child mi sono divertito con l’immaginario da film horror delle giovani ragazze, ma non ho mai pensato che stessi facendo un horror.

Nel film si dà molto peso al ruolo della cultura e della civiltà francesi, con l’insegnamento, con il contesto dell’istituzione della Legion d’onore. C’è un lungo momento della lezione di un’insegnante sulla Rivoluzione francese. Come mai è così lungo e insistito?

Bertrand Bonello: In un film sulla trasmissione della libertà, volevo sentirmi io stesso libero. Quindi mi sono concesso di prendere del tempo per il discorso, che ho offerto a Patrick Boucheron, un grande storico francese. Non è poco rispetto alla possibilità di quel momento.

Possiamo parlare di Zombi Child come un film sul rapporto e sul contrasto tra natura e cultura/civiltà?

Bertrand Bonello: Tutto il film è costruito su contrasti per creare risonanze. Ne ho messi dentro molti, altri sono arrivati inconsapevolmente, mi sono apparsi facendo il montaggio.

Al Fid Marseille abbiamo potuto vedere il tuo primo film, Qui je suis. Mi puoi parlare del tuo interesse per Pier Paolo Pasolini?

Bertrand Bonello: Pasolini è un territorio che puoi esplorare per sempre. La sua combinazione di superiore intelligenza e poesia immensa appartiene solo a lui. Questi paradossi sono affascinanti specialmente in un’epoca in cui non si è più in grado di gestirli. Mi chiedo spesso che cosa osserverebbe o farebbe oggi.

Info
Il sito del FID Marseille

Articoli correlati

  • Festival

    FID Marseille 2019 PresentazioneFID Marseille 2019 – Presentazione

    In corso fino al 15 luglio la 30esima edizione del FID Marseille. Tra i protagonisti Bertrand Bonello, che riceve il Gran Premio d’Onore del Festival e a cui verrà dedicata una retrospettiva. Stessa onorificenza anche per la fotografa e regista americana Sharon Lockhart, anche presidente della giuria internazionale.
  • Cannes 2019

    zombi child recensioneZombi Child

    di Con Zombi Child Bertrand Bonello sembra portare avanti il percorso già intrapreso in Nocturama, legando la messa in scena dell’adolescenza con la morte e la fine della civiltà. Stavolta a occupare il cuore del discorso è il rituale voodoo.
  • In sala

    La vedova Winchester RecensioneLa vedova Winchester

    di , La vedova Winchester è il nuovo film diretto dai fratelli Michael e Peter Spierig; un horror che prende spunto dalla vicenda tragica e folle di Sarah Winchester e che, nonostante si rifugi ogni tanto nei pertugi più comodi, dimostra una certa classe e la volontà di ragionare sul concetto di pazzia, e di orrore.
  • Interviste

    Intervista a Bertrand BonelloIntervista a Bertrand Bonello

    Rappresenta il caso dello scorso anno: Nocturama di Bertrand Bonello, film scomodo per il tema trattato, il terrorismo. Dopo il rifiuto di Cannes, è stato presentato a vari festival tra cui Rotterdam. Abbiamo incontrato Bonello in questa occasione.
  • Torino 2016

    Sarah Winchester, opéra fantôme

    di Bertrand Bonello mescola vita e morte, balletto e documento, spettri della finzione e della realtà, in un viaggio alla ricerca di Sarah Winchester e dei suoi fantasmi. In Onde al Torino Film Festival.
  • Roma 2016

    Nocturama

    di Film controverso e maledetto per i francesi, che non l'hanno voluto a Cannes, Nocturama passa in sordina alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Alice nella Città. E, nel raccontare la vicenda di un gruppo di giovanissimi attentatori, Bonello trova la chiave per descrivere il nichilismo contemporaneo.
  • Cannes 2014

    Saint Laurent

    di Anche Bertrand Bonello, dopo Jalil Lespert, cerca di ricostruire la vita di Yves Saint Laurent, il celebre stilista francese, ma il risultato non è dei migliori. In concorso a Cannes 2014.
  • Archivio

    Yves Saint Laurent RecensioneYves Saint Laurent

    di Il biopic, firmato dall’attore Jalil Lespert per rendere omaggio al celebre stilista francese, ha aperto ufficialmente la sezione Panorama alla Berlinale.
  • Cannes 2011

    L’Apollonide

    di Più di una storia di prostitute della Belle Époque, L'Apollonide - Souvenirs de la maison close è l'evocazione sterile di un immaginario erotico, cinematografico e artistico. In concorso al Festival di Cannes.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento