In arrivo Gli ultimi giorni dell’umanità

In arrivo Gli ultimi giorni dell’umanità

Non di soli film è fatto il Festival di Venezia, e d’altronde nemmeno il cinema tout court. Venerdì 30 agosto alle 11:00 presso la Villa degli Autori sarà possibile trascorrere uno squarcio di mattinata lidense insieme a enrico ghezzi, Donatello Fumarola, Alessandro Gagliardo e agli amici e ai compagni di lavoro che contribuiranno a dar vita al racconto di un film in divenire: Gli ultimi giorni dell’umanità. In attesa dell’evento, abbiamo rivolto due (non) domande a enrico ghezzi.

1. Che film sarà/non sarà Gli ultimi giorni dell’umanità?

enrico ghezzi: (Non) è un film. Si considera come la tessitura di una distanza interna. Non si tratta di scegliere, le scritture dondolandosi digradano. Le vibrazioni si incrociano disattivandosi. Solo immagini dei disastri in arrivo e di quelli sempre più piccoli dell’immagine che li trasporta. Archivio che si cancella annullandosi man mano che la Regione Centrale si condensa.

2. Che film è stato Gli ultimi giorni dell’umanità, che si comporrà delle riprese da te fatte nell’arco di quarant’anni?

enrico ghezzi: Sto soggiacendo alle innumerevoli deformazioni demarcazioni rilocazioni e altri sor-voli aderendo a questo entusiasmo per il progetto – un angelo passò, portando a congiura istantanea e incompleta. Sovra-impressione di molteplici sovra-impressioni. Una sorta di non-manifesto, qualcosa di breve e smisurato, appoggiato su una mancanza di lingua.

La sinossi de Gli ultimi giorni dell’umanità

In un arco di tempo lungo quarant’anni, a partire dalla fine del 1970 ai primi 2000, accadono un numero considerevole di cose. Ad esempio cambiano i formati di registrazione dell’immagine elettronica analogica e un uomo può spostarsi tra innumerevoli, anche se finiti, luoghi e attraversare migliaia di situazioni, incontrare centinaia e centinaia e centinaia di volti, condurre le più svariate conversazioni nei momenti più insoliti della giornata o della notte. Può ritrovarsi a cena, o a pranzo, o colazione, tra le rive del Gange o nel bar freddo di una Berlino formicolante di registi, critici e occhi curiosi. Crescono i figli, cambiano gli amori e i governi, escono una quantità spropositata di nuovi film che si possono vedere solitamente negli stessi festival, come a Cannes, o a Venezia, o nelle sale, della provincia o del centro. Capita pure che muoiano gli amici, che se ne perdano altri, che se ne trovino di nuovi. Avviene la vita, insomma, che a raccontarsi è, quasi, la vita di tutti. Per l’uomo con la macchina da presa però è diverso poiché dopo questo incedere senza sosta del tempo ha dalla sua parte una enorme quantità di registrazioni pronte a riavvolgersi per dire di nuovo qualcosa di nuovo. Quell’uomo di questo film è enrico ghezzi, il più geniale e influente autore della televisione italiana, il più pittore e paroliere dei critici cinematografici, l’uomo che in un pomeriggio di una Roma quieta insorse: si chiamerà Gli ultimi giorni dell’umanità, questo film.

Gli ultimi giorni dell’umanità è un progetto i cui materiali serbano echi di una memoria al tempo stesso collettiva e personale, e dove – mentre scriviamo queste righe – avrà/ha/sta avendo (e ha già avuto) un ruolo fondamentale la Macchina che cattura l’eccedenza, un dispositivo senza tempo, pre e post cinematografico, televisivo e post-televisivo, il cui funzionamento ci è stato così descritto:

“La Macchina che cattura l’eccedenza è un dispositivo video elettrico pensato sulla base del funzionamento di uno studio televisivo. Per questa macchina, la funzione di segnale sorgente delle telecamere di uno studio viene sostituita dalle postazioni di montaggio. In regia, dunque, non arriva un soggetto ripreso dagli operatori, ma l’output del lavorio di editing svolto dai montatori. La sua logica creativa è ispirata al funzionamento degli alambicchi, o, in natura, alla formazione dei cristalli. Il motivo della sua sperimentazione trova ragioni nella dissuasione dei processi autoriali singolari e mono-sguardo, nella potenza imprevista e possibile di un genio collettivo all’opera, nelle caratteristiche del gioco e della messa in forma in fantasia”.

Per saperne di più, l’appuntamento da segnare in agenda per chi si troverà a essere alla Mostra del Cinema di Venezia è:
Venerdì 30 Agosto 2019 ore 11:00 presso la Villa degli Autori.

Gli ultimi giorni dell’umanità è una cosa di: enrico ghezzi e malastradafilm

redazione: Armando Andria, Maria Héléne Bertino, Roberto Carro, Dario Castelli, Rosalia Cecere, Andrea Coppola, Gianvito D’Orio, Donatello Fumarola, Alessandro Gagliardo, Manlio Garavaglia, Rosa Maietta, Gabriele Monaco, Olimpia Pierucci, Marco Salvatico, Luca Serafino

prodotta da: malastradafilm, Zomia e H12

con la complicità di: Nennella Bonaiuto, Martina Ghezzi, Mario Martone, Toni Servillo, l’Asilo, Budou/Passpartout, Cinema Postmodernissimo, La Camera Ottica

produttori esecutivi: Donatello Fumarola, Gabriele Monaco, Armando Andria

foto: Luca Anzani

traduzioni: Nadia Arancio

progetto grafico: Gregorio Turolla

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