Rare Beasts

Rare Beasts

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Rare Beasts è il film con cui esordisce alla regia Billie Piper, attrice britannica che da ragazzina sbancò le classifiche pop con il singolo Because We Want To. Per questa sua prima avventura dietro la macchina da presa Piper si dirige verso la commedia sentimentale, salvo mandarla al macello con un utilizzo spiazzante dell’ironia, giocando con i tic, le paranoie, le frenesie del contemporaneo. Spassoso e non privo di profondità, una delle visioni più gratificanti di questa prima settimana di Mostra. In concorso alla Settimana della Critica.

Just Remember to Fall in Love

Mandy è una madre, una sceneggiatrice, una nichilista. Mandy è una donna moderna in crisi. Cresce un figlio nel bel mezzo di una rivoluzione femminile, combatte il dolore per la separazione dei genitori e si trova a scrivere per lavoro di un amore che non esiste più. Si imbatte anche in Pete, un uomo pieno di problemi in cerca della propria autostima, del proprio senso di appartenenza e di un’identità maschile da ricostruire. [sinossi]

Rare Beasts, bestie rare. Sono senza dubbio bestie rare i protagonisti del primo film da regista di Billie Piper, presentato in concorso a Venezia all’interno della Settimana Internazionale della Critica. Così litigiosi, nevrotici, (auto)ironici e autodistruttivi. Ma è una bestia rara anche la commedia, almeno in ambito festivaliero. Talmente rara che quando la si incontra sul proprio cammino si finisce per tirare un sospiro di sollievo. I motivi per cui la commedia sia di fatto il genere meno rappresentato all’interno dei festival generalisti – il discorso vale per Venezia come per Cannes e Berlino, ma anche per Locarno e perfino per kermesse più attente al popolare come Torino o Roma, per restare su territorio nazionale – sono tanti, e hanno le loro radici nel preconcetto che vuole sovrapporre alla risata l’idea della frivolezza. Un discorso stantio e vecchio come il cucco, tanto da essere alla base anche degli omicidi nell’abbazia de Il nome della rosa di Umberto Eco. Degna di encomio dunque la decisione della SIC di ospitare nel proprio programma un’opera prima come Rare Beasts, che per di più si prende la scena di questi primi giorni di Mostra non particolarmente esaltanti.
Dietro questo grazioso delirio emotivo c’è Billie Piper, che i più attenti alle evoluzioni del pop ricorderanno in particolar modo per Because We Want To, canzone che nell’estate del 1998 sbancò le classifiche dei singoli, scalando posizioni su posizioni fino a ergersi in vetta. Billie Piper allora aveva appena quindici anni, e gli esperti previdero per lei un radioso cammino nell’empireo della musica. Peccato che questa brillante ragazza nata a Swindon avesse in mente, a ventuno anni, di abbandonare la carriera canora per concentrarsi completamente sulla recitazione, tanto al cinema quanto in televisione. Da lì il passaggio alla regia deve esserle apparso conseguenziale, forse inevitabile.

Rare Beasts si apre su una sequenza che arriva a bruciapelo, caustica e spassosa: un uomo e una donna si vedono per un primo appuntamento al ristorante. Lei ha già un figlio, ma è single. Lui ammette di voler trovare una donna da poter sposare e con la quale procreare, e confida di essere un fervente religioso (non specifica di quale religione, come sottolineerà la donna alla madre, fiera atea). Si insultano, attaccando l’intelligenza e il fisico l’uno dell’altra. Quale modo migliore per iniziare una relazione? Quando lei, completamente ubriaca e dopo aver vomitato, si allontana in taxi, lui non sa resistere e le corre dietro. Salvo crollare in una tempesta di tosse dopo pochi metri. Piper inaugura la propria carriera registica con una scena al fulmicotone, spiazzante e dinamitarda. Crudele, perfino. Spiazzante, come dimostrerà di essere tutto il suo film. Si riderà spesso e volentieri durante la visione dell’innamoramento – si fa per dire – tra Mandy e Pete, ma sempre percependo uno slittamento laterale, un movimento non lineare. Billie Piper mette in scena una rom-com minando programmaticamente ogni singolo aspetto delle commedie sentimentali. Nulla si sviluppa come potrebbe/dovrebbe secondo i canoni narrativi classici. Anche gli aspetti più drammatici (la madre di Mandy che scopre di avere un tumore, il burrascoso rapporto con il padre della ragazza, che ha abbandonato da anni la famiglia, il litigio improvviso e violento all’interno della cena di famiglia a casa dei genitori di Pete, con quest’ultimo che dà in escandescenze) vengono risolti in una nuvola iperreale, vaporosa e quasi tossica.

Tutti dopotutto sono malati nella Londra raccontata in Rare Beasts: il datore di lavoro di Mandy, le donne che si incontrano per strada e che cercano solo di ricordare a loro stesse di essere forti e di stimarsi, i genitori, i parenti, gli amanti occasionali. Perfino Larch, il figlioletto di Mandy, con quel tic all’occhio – attribuito indebitamente all’ansia, ma in realtà retaggio del padre che non ha mai conosciuto –, gli scatti di rabbia furibonda, l’iperattività imperante, è già stressato. Già parte di quella società assurda in cui è nato e che lo ingabbia. Nel prendere la rom-com e svuotarla, riempiendola di un sarcasmo paranoide e nevrastenico, Billie Piper (che interpreta in maniera sublime Mandy – nome anche della vera madre della regista/attrice –, mentre Pete è affidato alle cure dell’eccellente Leo Bill, già visto tra gli altri in Gosford Park di Robert Altman, Vera Drake e Mr. Turner di Mike Leigh, The Fall di Tarsem Singh, Millennium – Uomini che odiano le donne di David Fincher e Me and Orson Welles di Richard Linklater) non gioca solo col genere, ma compie un’azione quasi teorica. Lo spaesamento dello spettatore è continuo, ininterrotto, metafora di un mondo in ribollimento che non può essere decriptato con facilità, e che non può in nessun caso sperare in un lieto fine vecchia maniera. Perché la maniera è, per l’appunto, vecchia, e le bestie in campo sono rare. Paradossalmente dolce nonostante il profluvio di cattiverie gratuite che i personaggi si rimpallano durante l’intero arco della narrazione, Rare Beasts è un esordio illuminante e prezioso, da trattare con cura. Per non essere morsi.

Info
Rare Beasts sul sito della SIC.

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