Uscite in sala 26 settembre 2019

Uscite in sala 26 settembre 2019

Dallo spazio profondo (e dalla Mostra di Venezia) arriva il nuovo film di James Gray; sempre al Lido era anche il documentario di Andrea Segre, ma i film più attesi della settimana, oltre allo sci-fi con Brad Pitt, sono senza dubbio il nuovo Rambo e Yesterday, omaggio di Danny Boyle ai Beatles. Lunedì è invece la volta di Mario Martone che rilegge – lasciando non pochi dubbi – Eduardo De Filippo.

AD ASTRA
di James Gray

A Venezia, dove ha preso parte al concorso, ha diviso la critica: dopotutto la via filosofica alla fantascienza, ma puramente legata ai sentimenti terreni – nel tentativo di legare l’assoluto di Kubrick e Tarkovskij a qualcosa di molto più terraceo – ha tanti estimatori quanti detrattori, come dimostrò qualche anno fa Interstellar di Nolan. Riuscirà Gray a mettere d’accordo gli spettatori, magari con un aiutino da parte della star di turno, il Brad Pitt già ammirato in questi giorni nel film di Tarantino? Lo scopriremo a breve…

Da qualche parte nello spazio profondo, un campo elettrico scarica la sua forza alla velocità della luce e minaccia la sopravvivenza della Terra. L’origine viene presto identificata e il Maggiore Roy McBride incaricato della missione che dovrebbe liquidare il problema. Ma le cose non sono così semplici perché Roy, soldato decorato oltre i confini della Terra, è il figlio di Clifford McBride, pioniere dello spazio partito ventinove anni prima per cercare segni di vita su Nettuno. Arenata tra i suoi satelliti, la nave del padre è la causa delle scariche elettriche che colpiscono la Terra. Astronauta performante e figlio devoto, Roy è il cavallo di Troia per stanare Clifford. Un cavallo indomabile che cerca risposte all’abbandono e una via altra per tornare finalmente a casa. [sinossi]

 

RAMBO: LAST BLOOD
di Adrian Grunberg

Quando meno te lo aspetti, ecco che Sylvester Stallone irrompe di prepotenza: già, perché questo ritorno in scena di John Rambo, pur diretto da un regista privo di particolari velleità, funziona alla grande, nonostante non si tratti di un film “perfetto”. Dando nuova vita alla propria icona Stallone ne testimonia l’assoluta – e per certi versi sorprendente – attualità.

John Rambo si è ritirato in Arizona, presso la tenuta di famiglia dove vive con la domestica e amica Maria e con la nipote Gabrielle, entrambe di origini messicane. L’uomo è più integrato che mai, tanto che aiuta anche la forestale nel corso di una alluvione, ma è sempre tormentato dai fantasmi della guerra, infatti vive in un ampio labirinto di tunnel che ha scavato sotto il terreno del ranch. Gabrielle sta per andare al college, ma un’amica trasferitasi in Messico le ha detto di aver trovato suo padre e la ragazza vorrebbe conoscerlo. John e Maria non sono d’accordo, ma Gabrielle non si lascerà convincere e finirà in grave pericolo, obbligando lo zio a imbracciare ancora una volta le armi. [sinossi]

 

YESTERDAY
di Danny Boyle

La sorpresa non è invece il piatto forte del nuovo film di Danny Boyle, che prende le mosse dai Fab4 (meglio, dalla loro musica) per imbastire un discorso un po’ facilotto sulle responsabilità della fama, elogiando una supposta vita semplice che equivale a dire tutto e niente. Commedia sentimental-musicale priva di particolare nerbo, Yesterday funziona a intermmittenza anche come omaggio a John, Paul, George e Ringo.

Jack Malik è un musicista di scarso successo. In lui crede solo Ellie, manager, amica e forse qualcosa in più, benché inespresso. Finché una sera, dopo che ha deciso di smettere con la musica e cercare un lavoro più regolare, Jack ha un incidente e perde coscienza durante un blackout planetario. Quando si sveglia, scopre che il mondo è stato privato delle canzoni dei Beatles e che lui è rimasto il solo a ricordarle. [sinossi]

 

IL PIANETA IN MARE
di Andrea Segre

Era a Venezia fuori concorso, il nuovo documentario di Andrea Segre, e proprio di Venezia – Marghera, per l’esattezza – parla. Un lavoro stratificato, interessante, ricco di suggestioni, che cerca di elaborare il concetto di luogo a partire dalla multiforme umanità che lo vive quotidianamente.

Marghera nel documentario di Andrea Segre appare come un luogo irreale e astratto, uno spazio metafisico e ancorato, intersecato di viali che si prolungano all’infinito, cesellato di piccole case geometriche isolate nel verde. La sua immagine speculare è il porto commerciale, caotico e decaduto, duemila ettari di industria e cantiere, 135 chilometri di binari, 18 canali portuali, quaranta di strade interne dove il regista incontra impiegati in pensione, manager, operai stranieri, camionisti e la cuoca dell’ultima trattoria rimasta. Avamposto a prezzi modici per avventori sopravvissuti alla fine del Petrolchimico. [sinossi]

 

IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ
di Mario Martone

Esce lunedì, per tre giorni e come evento, questo Martone metà teatro metà Gomorra, che pure ha concorso – senza speranze – per il Leone d’Oro. Operazione sofisticata, ma che resta per lo più sulla carta: rimettere mano al testo di Eduardo, soprattutto nella modifica finale, appare incomprensibile, scelta rischiosa, così come le concessioni al modello narrativo televisivo. Un’occasione sprecata.

Antonio Barracano, “uomo d’onore” che sa distinguere tra “gente per bene e gente carogna”, è “Il Sindaco” del rione Sanità. Con la sua carismatica influenza e l’aiuto dell’amico medico amministra la giustizia secondo suoi personali criteri, al di fuori dello Stato e al di sopra delle parti. Chi “tiene santi” va in Paradiso e chi non ne tiene va da Don Antonio, questa è la regola. Quando gli si presenta disperato Rafiluccio Santaniello, il figlio del fornaio, deciso a uccidere il padre, Don Antonio, riconosce nel giovane lo stesso sentimento di vendetta che da ragazzo lo aveva ossessionato e poi cambiato per sempre. Il Sindaco decide di intervenire per riconciliare padre e figlio e salvarli entrambi. [sinossi]

 

VIVERE
di Francesca Archibugi

Semplicemente disastrosa, invece, la nuova sortita registica di Francesca Archibugi, un’accozzaglia priva di grazia di luoghi comuni, tanto del cinema quanto della società. Sopra le righe, inutilmente disperato e a perdifiato, Vivere è un film da dimenticare in fretta, attraversato dalla pessima interpretazione di Micaela Ramazzotti, sempre pronta a replicare all’infinito lo stesso repertorio di birignao e urletti.

La piccola Lucilla Attorre soffre di asma e appare subito evidente che sia un’affezione psicosomatica: la madre Susi, insegnante di danza ad un gruppo di “culone che vogliono dimagrire”, è sempre di corsa, dimentica le proprie cose dappertutto e trascina qua e là la sua bambina come un carrello della spesa; il padre Luca è un giornalista freelance “stronzo e sfigatello” con un debole recidivo per le donne; e il fratellastro Pierpaolo è il ricco e viziato erede (da parte di sua madre Azzurra) di una dinastia di avvocati ammanicati con la politica. In questo quadretto disfunzionale si inserisce Mary Ann, una au pair irlandese cattolica che scardina definitivamente i già precari equilibri domestici. Testimone (quasi) silenzioso degli andirivieni della famiglia è il vicino Perind (soprannome che sta per perito industriale), un tipo inquietante dalle strane abitudini. Riusciranno gli Attorre a sopravvivere o il loro nucleo familiare esploderà definitivamente? [sinossi]

Questa settimana escono anche Lou Von Salomé (2016) di Cordula Kablitz-Post, Drive Me Home (2018) di Simone Catania, Shaun, vita da pecora – Farmageddon (2019) di Will Becher, Richard Phelan, Dora e la città perduta (2019) di James Bobin, La freccia del tempo (2019) di Carlo Sarti, 1968 – Gli uccelli. Un assalto al cielo mai raccontato (2018) di Silvio Montanaro, Gianni Ramacciotti. Lunedì 30, oltre al film di Martone, esce anche Aquile randagie (2019) di Gianni Aureli. Martedì 1 ottobre, infine, Mescalito Film porta in sala il documentario Footballization (2018) di Francesco Furiassi, Francesco Agostini. Buona visione!

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