Giornate del Cinema Muto 2019 – Presentazione

Giornate del Cinema Muto 2019 – Presentazione

Si tengono dal 5 al 12 ottobre a Pordenone Le Giornate del Cinema Muto 2019, giunte alla 38esima edizione. Si spazia da Chaplin a Hitchcock, da Stahl a Reginald Denny, da DeMille a Murnau, dai primitivi russi e sovietici al muto giapponese accompagnato dal benshi, per un totale di 217 film.

Manca poco a uno degli appuntamenti più attesi da studiosi di cinema e cinefili di tutto il mondo, le Giornate del Cinema Muto di Pordenone, che si terranno dal 5 al 12 ottobre prossimi nella sede unica del Teatro Comunale Giuseppe Verdi, fatta eccezione per la pre-apertura del 4 al Teatro Zancanaro di Sacile, che per anni ha ospitato il festival nella fase di ristrutturazione del teatro di Pordenone. La manifestazione è ormai storica, giunta alla sua 38a edizione, e rappresenta il più importante festival dedicato esclusivamente al silent cinema, al pari solo del San Francisco Silent Film Festival.

Questa edizione è la quarta sotto la direzione artistica di Jay Weissberg e si presenta come sempre molto ricca, di restauri, opere ritrovate, rassegne, eventi speciali con orchestra. Si spazia da Chaplin a Hitchcock, da Stahl a Reginald Denny, da DeMille a Murnau, dai primitivi russi e sovietici al muto giapponese accompagnato dal benshi, per un totale di 217 film, corti e lunghi, proiettati nella settimana delle Giornate. Quest’anno l’ideale madrina del festival è Marion Davies, grande protagonista della commedia del muto americano, che ha lavorato con Chaplin e Vignola, due autori omaggiati alle Giornate di quest’anno, nota anche per essere stata moglie del controverso tycoon William Randolph Hearst che, come noto, ispirò Orson Welles per Quarto potere. Lo sguardo della diva campeggerà nei manifesti delle Giornate, in una foto di scena, opera della fotografa Ruth Harriet Louise, dal film Beverly of Graustark.

Dopo la pre-apertura di Sacile, con What Happened to Jones di William A. Seiter con Reginald Denny, nell’accompagnamento della Zerorchestra diretta da Juri Dal Dan che ha composto una nuova partitura del film, la serata inaugurale sarà affidata a un grande classico come Il monello di Charlie Chaplin, commemorato a 130 anni dalla nascita, con l’attore bambino Jackie Coogan. L’accompagnamento sarà affidato alla Orchestra San Marco di Pordenone, diretta da Timothy Brock, autore dell’adattamento per l’esecuzione dal vivo della partitura composta da Chaplin stesso nel 1971. La chiusura sarà invece affidata a un altro Maestro del cinema, Alfred Hitchcock con il suo terzo film, The Lodger, il primo peraltro dove lui compare in un cameo. Sempre accompagnerà l’Orchestra San Marco, qui diretta da Ben Palmer, che eseguirà la nuova partitura musicale composta dallo specialista Neil Brand. Ulteriore evento sarà la proiezione di Oblomok Imperii (Un frammento d’impero) di Fridrikh Ermler, considerato una pietra miliare del montaggio nel cinema sovietico degli anni Venti. Sarà eseguita la partitura originale del film, ritrovata da poco, ancora dall’Orchestra San Marco, sotto la bacchetta di Günter A. Buchwald.

Grandi classici verranno proposti nella sezione “Il canone rivisitato”. Si tratta di Joan the Woman di Cecil B. DeMille, con la storia del soldato inglese cui appare la visione di Giovanna d’Arco; il Faust di F.W. Murnau, con il leggendario Emil Jannings nelle sembianze di Mefisto; Otets Sergii (Padre Sergio) di Yacov Protazanov, caposaldo del cinema pre-sovietico; Gardiens de phare di Jean Grémillon; The Moment Before (Profezia di zingara) di Robert Vignola; il film argentino El último malón (L’ultima insurrezione), unica regia di Alcides Greca, che ricostruisce l’insurrezione e la repressione della tribù Mocovì. Dalla Cina una pellicola recentemente ritrovata, Fen dou (La lotta) di Dongshan Shi, e dal Giappone una proiezione con accompagnamento del benshi Ichiro Kataoka, uno dei continuatori di quell’arte, di Chushingura di Shozo Makino, il padre del cinema nipponico, con il leggendario attore Matsunosuke Onoe. Si tratta di una delle prime versioni della popolarissima saga della vendetta dei 47 ronin, di cui sarebbero stati realizzati poi oltre un’ottantina di adattamenti, per il piccolo e il grande schermo.

Tra i tanti omaggi delle Giornate di quest’anno, va ricordato quello a Reginald Denny, eclettica figura di attore di origine britannica, la cui carriera è durata fino agli anni Sessanta, con una parentesi di aviatore nella Prima guerra mondiale. Omaggiata anche la grande Joan Crawford, con la proiezione di Sally, Irene and Mary (Le tre grazie), di Edmund Goulding. E l’elenco dei tributi prosegue con le dive francesi Suzanne Grandais e Mistinguett, e l’italiana Elettra Raggio, e il grande attore del cinema western William S. Hart. Prosegue poi, in un’ideale staffetta con il Cinema Ritrovato, l’omaggio al grande John M.Stahl con la proiezione di The Woman Under Oath e dell’unico rullo di The Wanters.

E poi torneranno le “nasty women”, abbinate a una retrospettiva sulle origini dello slapstick europeo. Materiali inediti e di grande pregio saranno proiettati, dalle collezioni del parigino Musée Albert Kahn e dal Filmmuseum dell’Estonia. Da una collezione privata provengono invece i flipbooks, ovvero corti della durata inferiore al minuto, fotografati e ri-animati dai flipbooks fin-de-siècle, tra questi anche titoli considerati perduti di Georges Méliès. E ancora vedremo i primi documentari sul cinema, i cortometraggi di Weimar e la pubblicità scandinava.

Le Giornate sono dedicate a un grande amico della manifestazione, il grande animatore Richard Williams recentemente scomparso, che non si perdeva un’edizione, e che ha realizzato la sigla che precede ogni proiezione nonché una masterclass nel 2003.

Info
Il sito delle Giornate del Cinema Muto 2019.

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