Uscite in sala 10 ottobre 2019

Uscite in sala 10 ottobre 2019

Settimana stracolma di uscite in sala. In questo bailamme il consiglio è di lasciare da parte il faticoso Gemini Man di Ang Lee, concentrandosi sul film di Hirokazu Kore-eda, sull’affascinante Manta Ray del thailandese Phuttiphong Aroonpheng (in odor di Weerasethakul), sull’animazione di Makoto Shinkai, che esce lunedì. Arriva lunedì anche il vero e irrinunciabile titolo della settimana, la versione “definitiva” dell’immenso Apocalypse Now di Francis Ford Coppola.

APOCALYPSE NOW – FINAL CUT
di Francis Ford Coppola

Se avete bisogno di qualcuno che vi spieghi per quale motivo la visione sul grande schermo di Apocalypse Now sia imperdibile allora forse è il caso di porsi un paio di domande sulla propria cinefilia. Tra le opere fondamentali della storia del cinema, il capolavoro di Coppola è anche la testimonianza di un rapporto autoriale con la propria opera in eterno divenire. Dopo la versione originale e quella redux ecco dunque Final Cut, ennesimo ritorno del regista – e degli spettatori con lui – nella giungla cambogiana, nel cuore di tenebra della guerra. In sala da lunedì prossimo. Non mancatelo per nessun motivo al mondo!

A Saigon il capitano Willard dei servizi speciali riceve l’ordine di risalire un fiume della Cambogia, raggiungere il colonnello Kurtz che sta combattendo una sua feroce guerra personale ed eliminarlo. Ispirato alla lontana a “Cuore di tenebra” di Joseph Conrad, sceneggiato da J. Milius, splendidamente fotografato da V. Storaro, è il più visionario e sovreccitato film sul Vietnam, trasformato in mito. Delirante, eccessivo, diseguale, ricco di sequenze straordinarie, assai discusso e talvolta estetizzante nel suo ostentato brio stilistico. [sinossi]

LE VERITÀ
di Hirokazu Kore-eda

A Venezia, dove ha svolto il ruolo di film d’apertura, è stato accolto con una certa freddezza e indifferenza. In realtà la prima sortita di Kore-eda fuori dai confini giapponesi dimostra una volta di più la profonda e raffinata intelligenza di questo cineasta: una riflessione acuta sul divismo ma anche sul cinema francese nel suo complesso, sul mito e la sua smitizzazione, oltre che ovviamente sul concetto di famiglia, da sempre cuore pulsante della poetica di Kore-eda.

Diva del cinema francese, Fabienne Daugeville pubblica un libro di memorie e per l’occasione riceve la visita della figlia Lumir, sceneggiatrice che vive a New York con il marito Hank e la piccola Charlotte. Nella villa parigina di Fabienne, le due donne si sforzano di entrare in contatto l’una con l’altra e di fare i conti con il passato, impresa resa tanto più ardua dalla presenza delle famiglie e del maggiordomo Luc, stufo di essere dato per scontato. Fabienne è anche impegnata sul set, recitando in un film che confonde ulteriormente i confini del ruolo materno e di quello filiale. [sinossi]

MANTA RAY
di Phuttiphong Aroonpheng

Con la speranza che non resti appannaggio di poche sale e pochi spettatori ecco che Mariposa trova collocazione per il film di Phuttiphong Aroonpheng che vinse dodici mesi fa la sezione Orizzonti a Venezia. Un lavoro metaforico e denso di fascino, che guarda spudoratamente dalle parti di Apichatpong Weerasethakul (senza raggiungerne i livelli vertiginosi, va detto) e permetterà al pubblico di confrontarsi con qualcosa che una volta tanto evade dagli stretti condotti d’aria della prassi.

In un villaggio sulle rive del mare, un giovane pescatore trova un uomo ferito, a cui presta soccorso e con cui sviluppa un legame tacito. Perché Thongchai, come lo chiama il pescatore assegnandogli il nome di una pop star tailandese, non parla. Forse muto o forse traumatizzato da un dolore lontano, Thongchai si lega profondamente al pescatore che un giorno prende il mare e non fa più ritorno. Rimasto solo, Thongchai assume progressivamente la vita del pescatore. Ma il mare restituisce sempre. [sinossi]

WEATHERING WITH YOU
di Makoto Shinkai

Evviva Makoto Shinkai, e meno male che oramai i suoi film trovano con regolarità distribuzione anche in Italia. Lunedì esce come evento questo nuovo gioiello d’animazione, che torna a toccare molti dei punti fermi del regista giapponese. In patria Weathering with You ha colpito così in profondità l’immaginario da essere scelto come rappresentante nella corsa all’Oscar per il miglior film “internazionale” (nuova dicitura al posto di “straniero”). Una scelta coraggiosa, ma ben ponderata.

Hodaka, durante l’estate del suo primo anno di liceo, fugge dalla sua remota isola natale per rifugiarsi a Tokyo. Qui, Hodaka si ritroverà ben presto ad affrontare i propri limiti sia finanziari che personali. L’incontro con Hina, una ragazza brillante e volitiva che possiede un’abilità strana e meravigliosa, cambierà però il corso degli eventi… [sinossi]

GEMINI MAN
di Ang Lee

Ang Lee si lancia nella sperimentazione – o giù di lì – ma non sa governarne i limiti, e al tempo stesso si perde dietro una narrazione sfilacciata e un po’ demente. Ne viene fuori uno scult costosissimo, oggetto prossimo al ludibrio e in realtà colmo di falle abnormi, così tante da renderlo quasi interessante. Un errore catastrofico, che difficilmente potrà sperare nella benevolenza degli spettatori. Ma mai dire mai.

Henry Brogan è il miglior sicario in circolazione. Per questo la Defense Intelligence Agency, servizio segreto americano, non rinuncia mai ai suoi servigi. A 51 anni Henry coltiva sempre più dubbi sulla vita condotta sino a qui e, dopo l’ultimo incarico, decide di smettere i panni del killer governativo. Ma i suoi superiori non si fidano e gli mettono alle costole degli agenti, fino a ricorrere al migliore di tutti, straordinariamente simile nelle fattezze proprio a Henry Brogan. [sinossi]

PEPE MUJICA – UNA VITA SUPREMA
di Emir Kusturica

Diciamoci la verità: aspettarsi un bel documentario da Emir Kusturica è qualcosa che si avvicina di molto all’utopia. Però il personaggio scelto – come nel caso di Maradona – è così potente che travalica gli stessi intenti dl regista. Insomma, si vede questo film per vedere e sentire Pepe Mujica, rivoluzionario e presidente che molto ha da dire, e da insegnare, all’Occidente. Pugni chiusi in sala ben più che giustificati.

Kusturika torna a dirigere un documentario, questa volta su José ‘Pepe’ Mujica l’ex membro dei Tupamaros, un’organizzazione di guerriglieri, diventato presidente dell’Uruguay. Il film avrà un impostazione simile a quella usata per Maradona di Kusturica. [sinossi]

IL VARCO
di Federico Ferrone, Michele Manzolini

Di ambizioni ne hanno a iosa Ferrone e Manzolini, che tornano alla regia lavorando ancora sul materiale d’archivio, riscrivendolo pensando così di riscrivere la Storia. In fase di sceneggiatura, tanto per ribadire il concetto, dà loro una mano uno dei Wu Ming. Peccato che il risultato finale sia prevedibile, banale e privo di qualsivoglia forza espressiva. Manca di sguardo ma straborda di retorica, Il varco, anche per responsabilità della fin troppo posata voce narrante affidata a Emidio Clementi, leader dei Massimo Volume.

1941, un soldato italiano parte per il fronte sovietico. L’esercito fascista è alleato di quello nazista, la vittoria appare vicina. Il convoglio procede tra i canti e le speranze. La mente del soldato torna alla malinconia delle favole raccontategli dalla madre russa. A differenza di molti giovani commilitoni, lui ha già conosciuto la guerra, in Africa, e la teme. Il treno attraversa mezza Europa, avventurandosi nello sterminato territorio ucraino. All’arrivo dell’inverno l’entusiasmo cade sotto i colpi dei primi morti, del gelo e della neve. I desideri si fanno semplici: non più la vittoria, ma un letto caldo, del cibo, tornare a casa. L’immensa steppa spazzata dalla tormenta sembra popolata da fantasmi. [sinossi]

NON SUCCEDE… MA SE SUCCEDE
di Jonathan Levine

Può passare inosservata la nuova commedia di Levine (50/50, Fottute!), ma in realtà di frecce nel suo arco ne ha, a partire dalla coppia di protagonisti: Seth Rogen e Charlize Theron funzionano molto bene, e sopperiscono anche ad alcune debolezze di scrittura e regia. La commedia non è al vetriolo quanto avrebbe potuto, ma di cattiveria qua e là sparsa se ne ritrova. E soprattutto si ride, a tratti di gusto. Non sottovalutatela.

Rimasto senza lavoro dopo la vendita del giornale per cui collabora, il giornalista di New York Fred Flarsky incontra per caso un’amica d’infanzia, Charlotte Field, che un tempo gli faceva da baby sitter e ora è Segretario di Stato e prossima candidata alla presidenza degli Stati Uniti. Decisa a servirsi di una penna libera dai giochi di potere di Washington, Charlotte chiama Fred nel suo staff e con lui gira il mondo per imporre ai Paesi alleati un nuovo programma di politiche ambientali. Inaspettatamente i due si innamorano, ma la carica di Charlotte e il veleno che i media e gli avversari della donna gettano sullo strambo Fred mettono a dura prova l’amore. [sinossi]

LA SCOMPARSA DI MIA MADRE
di Beniamino Barrese

Beniamino Barrese si muove attorno al concetto di documentario per orchestrare un lavoro piccolo ma profondamente sentito, di una sincerità disarmante, a suo modo dolcissimo. Un’opera intelligente e netta, che riporta alla ribalta la grazia e il carisma di Benedetta Barzini, prima top model italiana di sempre.

Durante il casting per un film a lei dedicato, alcune modelle cercano di entrare nel personaggio della top model Benedetta Barzini, la prima modella italiana a comparire nel 1963 su “Vogue” America per volere della leggendaria fashion editor Diana Vreeland (immortalata nel documentario di Lisa Ammordino). Ma quest’inizio in chiave fiction, con luce artefatta da photoshooting è un depistaggio: qualcosa che, per contrasto, faccia risaltare la reale natura di Barzini, imponendosi con forza su quella bidimensionale, amplificata dalle passerelle, dalle cover di riviste come “Harper’s Bazaar” agli altri media. [sinossi]

HOLE – L’ABISSO
di Lee Cronin

Altro film su cui preventivamente si potrebbero leggere peste e corna e che ha l’unico difetto – se tal può essere definito – di essere un prodotto medio; un horror che ha molti legami con altre opere della contemporaneità, da Midsommar a Noi, e che dimostra una interessante capacità di spaventare. Insomma, un film che fa quello che deve fare. Nulla di più? No, ma è così necessario pretenderlo?

Sarah sta costruendo una nuova vita con suo figlio ai margini di una piccola cittadina rurale. Un incontro terreficante con un vicino misterioso frantuma la sua già fragile anima, gettandola in una spirale paranoica sempre più disturbante. Dovrà scoprire se i cambiamenti inquietanti del suo bambino sono collegati a una minuscula buca nella foresta che confina con la loro casa. [sinossi]

BRAVE RAGAZZE
di Michela Andreozzi

Ecco, se c’è un titolo del quale appare impossibile salvare alcunché (alla pari de Il varco, a ben vedere) è quello portato in scena da Michela Andreozzi: una commedia nevrastenica tutta al femminile che non fa ridere, non sa trovare soluzioni, non possiede un proprio sguardo, non sa mantenere il ritmo, non ha guizzi di sceneggiatura né d’interpretazione, non resta impressa nella retina per più di una decina di minuti. Un disastro su tutta la linea, per un’opera – come molte del panorama italiano – che sarebbe stato preferibile non veder prodotte.

A Gaeta, negli anni Ottanta, quattro donne in crisi provano a cambiare il corso delle loro vite improvvisandosi rapinatrici. Una di loro, Caterina, ha l’idea: qualsiasi crimine commetteranno, lo faranno mascherate da uomini per non essere riconosciute. Chicca trova le pistole, Maria nasconde i soldi e Anna seduce il poliziotto che investiga sul caso. Ma dopo aver messo a segno il primo colpo è impossibile fermarsi: pur restando in fondo al cuore delle brave ragazze, per le quattro amiche diventa sempre più difficile tracciare una linea di confine tra giustizia e vendetta, bene e male, morale e necessità. [sinossi]

Questa settimana escono anche Vajont – Per non dimenticare (2019) di Andrea Prandstraller e Nicola Pittarello, At the Matinée (2019) di Giangiacomo De Stefano, A spasso col panda (2019) di Natalya Lopato, Searching Eva (2019) di Pia Hellenthal. Lunedì 14, oltre all’animazione di Shinkai e al capolavoro di Coppola, tocca a Il bambino è il maestro – Il metodo Montessori (2017) di Alexandre Mourot. Buona visione!

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