Wisdom Tooth

Wisdom Tooth

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Presentato in anteprima mondiale al 3° Pingyao International Film Festival, dove ha ricevuto tanto il gran premio della giuria tra i Roberto Rossellini Awards, quanto il premio alla miglior regia tra i Fei Mu Awards, Wisdom Tooth di Liang Ming è il coming-of-age di una ragazza che esprime una dura ed estrema realtà ai confini della Cina.

L’ultimo nastro di Guxi

Guliang e sua sorella Guxi gestiscono un’attività di lavorazione di pesce fresco nell’estremo nord della Cina. Uno sversamento di petrolio porta alla contaminazione della costa, ponendo fine ai loro mezzi di sostentamento. Una donna di nome Qingchang si inserisce nella loro vita. [sinossi]

Quando si trova un pesce per le mani con una patina oleastra, la prima reazione di Guxi, ragazza che insieme al fratello conduce una piccola attività di lavorazione del pesce fresco, è quella di pulirlo, di rimuovere quella sospetta contaminazione con una semplice spazzola. Impresa ovviamente impossibile: dalla moria di pesci si viene presto a capire che uno sversamento di petrolio ha compromesso irrimediabilmente lo stock di risorse ittiche di tutta la costa, portando alla rovina tutte le attività legate alla pesca. E siamo in un contesto sociale dove risarcimenti o aiuti dello stato sono impensabili. Nello sbando che succede alla vita dei due fratelli, la protagonista trova impiego come addetta alle pulizie di un grande palazzo, in stile neoclassico europeo. Pulire, spazzare, cercare continuamente di rimuovere ogni incrostazione che si sedimenta nella propria vita. È il ritratto di una ragazza dalla grande forza ed energia, Guxi, del suo coming of age in condizioni estreme, quello fatto dall’esordiente Liang Ming, nel film Wisdom Tooth, presentato nella sezione Crouching Tigers del 3° Pingyao International Film Festival. Una ragazza che vive in una simbiosi quasi incestuosa, morbosa e voyeuristica, con il fratello, come i dreamer di Bertolucci, che entra in crisi all’apparire della sua fidanzata, che rompe un equilibrio, che genera situazioni di malcelata o inconscia gelosia.

Liang Ming porta avanti la narrazione sviluppandola in più direzioni. Da un lato un concerto di volti, di sguardi, di espressioni facciali che raccontano tutto, in primis quello della straordinaria protagonista, ma anche degli altri due ragazzi, componenti del ‘triangolo’, il fratello e la sua fidanzata. Dall’altro una narrazione fatta di stati onirici e risvegli, di smentite e previsioni, di pieghe estreme, tanto per derive criminali quanto matrimoniali, nella mente della protagonista, e sdoppiamenti dell’io narrante che si realizza con la lettura di pagine di libri e romanzi e con l’ascolto di un nastro registrato, di quello delle vecchie audiocassette, che poteva sfilarsi fuori. Strappare quel nastro sottolinea il senso di disperazione e sbandamento della protagonista.

La Cina marginale ed estrema, del suo territorio dell’estremo nord, che dirada nella penisola coreana, è ritratta dall’esordiente regista Liang Ming con paesaggi innevati e praterie di erba delle Pampas, grandi ciminiere e palazzoni neoclassici di stampo europeo e chiese cristiane, catene di fast food ‘Chicken King’, sole e mare, un territorio ibrido che rappresenta un crocevia con contaminazioni con la vicina Corea. Un paesaggio mentale, un caos, il contesto in cui Guxi si trova a navigare.

Info
La scheda di Wisdom Tooth sul sito del Pingyao International Film Festival.

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