Uscite in sala 24 ottobre 2019

Uscite in sala 24 ottobre 2019

Imperversa ancora la Festa del Cinema di Roma e proprio da lì arrivano le principali uscite della settimana, da Scary Stories to Tell in the Dark a Pavarotti, che arriverà nelle sale da lunedì. Fanno eccezione, con la loro provenienza dal Lido di Venezia, Sole di Sironi e il nuovo film di Gabriele Salvatores, Tutto il mio folle amore.

SCARY STORIES TO TELL IN THE DARK
di André Øvredal

Possiede un grazioso candore kinghiano il nuovo film del regista di Troll Hunter e Autopsy: non è un caso che a produrre e scrivere il soggetto sia il “favolista” Guillermo del Toro. Omaggio all’horror per bambini e adolescenti degli anni Ottanta Scary Stories to Tell in the Dark è un lavoro piccolo ma non privo di qualità, semplice e diretto ma in grado di raggiungere il centro del discorso senza dimenticare un’etica liberal e progressista. Paradossalmente, ma neanche tanto, educativo.

Mill Valley, Pennsylvania, 1968. Si approssima la notte di Halloween. Stella, giovane studentessa solitaria con ambizioni di scrittrice, si lascia convincere dai suoi due soli amici, Auggie e Chuck, ad andare a fare pazzie durante la notte. Come prima cosa tirano un brutto scherzo al bulletto Tommy, che se lo merita, ma reagisce con vendicativa determinazione. In precipitosa fuga, i tre vengono salvati da Ramon, di passaggio in città. Fatta amicizia, Stella propone a Ramon e agli altri di andare nella vecchia casa infestata della famiglia Bellows, dove una volta viveva la leggendaria Sarah, una ragazza che, tenuta segregata dai familiari nello scantinato per motivi misteriosi, raccontava storie orrorifiche attraverso le pareti ai bambini che venivano ad ascoltarle e che poi, si dice, facevano una brutta fine. Stella trova il libro dei racconti di Sarah e le cose volgono subito al peggio. [sinossi]

SOLE
di Carlo Sironi

A Venezia, dove concorreva all’interno della selezione di Orizzonti, l’esordio alla regia di Carlo Sironi ha ottenuto un interessante riscontro critico. Non immeritato, perché il film ha sicuramente dei pregi, soprattutto in alcune scelte registiche e di stile. Nel complesso si nota una certa propensione a scegliere la via più facile, anche in fase di sceneggiatura, e l’ambientazione, quella dell’oramai solita periferia capitolina, appare francamente un po’ abusata. Un’opera interessante ma ancora in parte immatura.

Ermanno passa i suoi giorni tra piccoli furti e slot machine, in attesa di una svolta nella sua vita. Lena arriva in Italia per vendere la bambina che porta in grembo e poter così iniziare una nuova vita. I due fingono di essere una coppia in modo che Fabio, lo zio di Ermanno, sterile e disposto a pagare per avere la figlia che lui e sua moglie Bianca non possono avere, possa ottenere l’affidamento della bambina in maniera veloce attraverso un’adozione tra parenti. Per procedere con l’adozione però, Ermanno e Lena devono essere convincenti agli occhi di tutti. Sole, la bambina, nasce prematura e deve essere allattata al seno prima di essere consegnata a Fabio e Bianca. Lena è in difficoltà e cerca di restare fredda e negare il legame con la figlia. Un muro di silenzio si alza tra lei ed Ermanno, che inizia a prendersi cura della bambina come se fosse sua. [sinossi]

TUTTO IL MIO FOLLE AMORE
di Gabriele Salvatores

Le tematiche sono quelle che resero Salvatores noto un po’ in ogni dove: il viaggio, la fuga, il road-movie, il tutto innestato nel mondo dello spettacolo. Un melanconico – e un po’ furbetto – ritorno a Tournée, insomma, con il regista che si affida ai suoi attori/amici/feticcio (vedi Abatantuono) attingendo da fonti letterarie. La ricerca è quella dell’autorialità perduta, ma il tutto resta troppo calligrafico.

Trieste. Vincent ha 16 anni e un grave disturbo della personalità, con il quale sua madre Elena si confronta da sempre. Col tempo ad aiutare Elena nell’impresa è sopraggiunto suo marito Mario, che ha imparato a voler bene a Vincent come ad un figlio e l’ha adottato legalmente. Ma quando sulla scena irrompe Willi, il padre naturale del ragazzo che ha abbandonato lui ed Elena alla notizia della gravidanza, quel poco di equilibrio che si era instaurato con un figlio gestibile a stento si rompe, e Vincent trova la via di fuga che cercava: si infila nel furgone di Willi, cantante da matrimoni e da balere soprannominato “il Modugno della Dalmazia”, ora diretto verso una tournée nei Balcani. [sinossi]

PAVAROTTI
di Ron Howard

Esce lunedì questo biopic documentario zeppo di materiali inediti, riprese video amatoriali, stralci mai visti prima. Un modo per cercare di indagare la figura del più celebre tenore del Novecento, figura centrale dell’arte non solo canora degli ultimi trent’anni del Secolo Breve. Un lavoro un po’ troppo misurato, quasi didascalico, già pronto per il passaggio televisivo. Didattico, comunque, e molto professionale. Come d’abitudine per Ron Howard.

La Coppa del Mondo del 1990 in Italia è stata l’occasione in cui l’opera ha conquistato il grande pubblico: in quell’occasione, sul palco di Roma, Pavarotti si è unito ai colleghi tenori Placido Domingo e José Carreras, esibendosi per un pubblico mondiale di 1,4 miliardi di persone. La loro potente interpretazione di “Nessun Dorma” vive ancora oggi come uno dei brani musicali più conosciuti al mondo: una performance con cui Pavarotti ha coronato definitivamente il suo sogno di portare l’opera nelle case del grande pubblico. Ron Howard ha scelto un approccio intimo per raccontare la storia di Pavarotti: si è spinto oltre l’iconica figura pubblica per rivelare l’uomo. Grazie alla partnership con Decca Records e all’accesso esclusivo agli archivi di famiglia e al vasto materiale musicale ripreso dal vivo, il documentario evento fa emergere la storia personale dell’artista: dalle sue umili origini nel Nord Italia fino allo status di superstar mondiale. Attraverso le immagini e alla musica di Pavarotti, gli spettatori viaggeranno in tutto il mondo in compagnia del tenore. Lo conosceranno come marito e padre, filantropo instancabile e soprattutto artista sensibile, che ha avuto una relazione complessa con il suo talento e con un successo senza precedenti. [sinossi]

MISERERE
di Babis Makridis

Con la sua tonalità da commedia nera il film di Makridis – che era quasi un anno fa in concorso al Torino Film Festival – sembra da principio voler rileggere, in modo sarcastico, il cinema d’autore greco contemporaneo (che di problemi etici e morali ne ha da vendere). Peccato che nel suo svolgimento il film finisca per aderire completamente proprio al modello che vorrebbe mettere in ridicolo, perdendo di fatto la bussola e trasformandosi in qualcosa di simile a una barzelletta.

Si può essere felici solo quando si è infelici? Il risveglio dal coma della moglie destabilizza e deprime il marito di lei, un avvocato di successo. Come fare per ricominciare a essere compatiti? [sinossi]

DOWNTON ABBEY
di Michael Engler

Semplifichiamo la questione ai minimi termini. Siete dei fan idolatri della serie creata da Julian Fellowes e andata in onda sulla britannica ITV per ben sei stagioni tra il 2010 e il 2015? Ebbene, allora godrete nel vedere di nuovo sullo schermo i vostri beniamini della famiglia Crawley. D’altro canto, vista la ben poca essenzialità di un film simile, qualora foste a digiuno degli episodi del dramma televisivo potete benissimo tenervi alla larga anche da questa – non troppo giustificata – incursione sul grande schermo.

Downton Abbey è l’aristocratica dimora nello Yorkshire di proprietà della famiglia Crawley, al cui comando ora sono la primogenita Mary e il cognato Tom Branson, subentrarti al conte Robert e alla sua moglie americana Cora. La grande notizia è che re George V e sua moglie Mary verranno in visita e soggiorneranno presso i Crowley per una cena e una nottata. Tutta Downton Abbey si mobilita per accogliere degnamente i coniugi reali, e l’austera Mary cerca di neutralizzare le due mine vaganti: Tom l’irlandese, le cui idee indipendentiste potrebbero apparire indigeste ai reali, e il maggiordomo Thomas Barrow, subentrato all’affidabile Charles Carson. Per ovviare al secondo rischio Mary richiama Carson dalla pensione, e naturalmente Barrow risente dello schiaffo morale. Ma nessun affronto è peggiore dell’imposizione, da parte dei sovrani in visita, di sostituire all’intero gruppo di domestici di Downton Abbey lo staff della Casa reale. [sinossi]

Questa settimana escono anche Vicino all’orizzonte (2019) di Tim Trachte, Finché morte non ci separi (2019) di Tyler Gillett, Matt Bettinelli-Olpinri, One Piece Stampede – Il film (2019) di Takashi Otsuka, Entro mezzanotte (2019) di Peppino Orecchia, Tony Gangitano, Vivere, che rischio (2019) di Michele Mellara, Alessandro Rossi.

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