Suzanne Daveau

Suzanne Daveau

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Presentato a Doclisboa ’19, nella sezione Da terra à luna, dopo l’anteprima all’IFFR 2019, Suzanne Daveau di Luisa Homem è un documentario che, avvalendosi di sole immagini d’archivio, segue la vita di una grande donna, pioniera dell’esplorazione geografica.

L’uomo e la Terra

Il ritratto di una donna avventurosa che ha attraversato il Ventesimo secolo, fino ai giorni nostri, guidata dalla sua passione per la geografia investigativa. Il film ripercorre gli innumerevoli posti del mondo visitati dalla geografa Suzanne Daveau, ma anche i suoi spazi domestici. [sinossi]

Suzanne Daveau è stata una pioniera della geografia, delle esplorazioni, della redazione di cartografie e atlanti, insieme al marito, il portoghese Orlando Ribeiro. Vivente, nata nel 1925 a Parigi, la sua carriera accademica si è svolta tra Francia e Portogallo, al seguito del coniuge, con una parentesi all’Università di Dakar, e ovviamente con un’attività cartografica che l’ha portata a esplorare gli angoli più remoti del pianeta. La filmmaker Luisa Homem, una dei membri del collettivo Terratreme, ne racconta la storia nel documentario Suzanne Daveau, presentato a Doclisboa ’19, nella sezione Da terra à luna, dopo l’anteprima nella sezione Bright Future dell’IFFR 2019. Il film è costruito con una lunga testimonianza della donna sulla sua vita, parlando alternativamente nelle sue due lingue, il francese e il portoghese, in voce off, con sole immagini d’archivio, fotografie e filmati. Luisa Homem realizza un’operazione di archeologia delle esplorazioni geografiche, ma anche dei supporti visivi che le hanno documentate. Usa come formato il super8, omogeneo alle consistenze fotografiche del footage utilizzato. Dalla grana della pellicola, dai colori pastello, al bianco e nero estremamente contrastato delle fotografie di vulcani, alle asettiche fotografie aeree.

Costumi etnici, maschere, paesaggi naturali e modellati dall’uomo; ricordi del passato, pitture rupestri, acropoli, porti, boschi, conventi, favelas, dall’Africa all’Europa. Suzanne Daveau è un susseguirsi di immagini che abbracciano spazio e tempo. In certi momenti Luisa Homem usa un montaggio velocissimo nel susseguirsi di immagini fotografiche, creando partiture di paesaggi al ritmo di musica.

Ci sono due approcci paralleli alla geografia, quella umana e politica, gli stati, i confini, e quella fisica, geomorfologica. Compito del geografo umanista è quello di collegare questi due concetti, per quella che è una disciplina, come teorizza la stessa Suzanne Daveau, che si occupa dello studio dell’uomo sulla Terra, dell’uomo e la Terra. «Non c’è scienza, né progresso del pensiero senza amore, senza passione, senza identificazione. Anche quando ci concentriamo su cose apparentemente prive di vita, come l’evoluzione di un pendio o la genesi di un acquazzone. Puoi forse applicare una tecnica di routine con pura obiettività, ma non potrai con certezza scoprire qualcosa di nuovo a meno di non essere pienamente coinvolto nell’argomento che stai cercando di indagare.» Con questa epigrafe si chiude il film, summa del pensiero di Suzanne Daveau. Un documentario che non è solo il profilo di una scienziata, ma è anche una storia d’amore, dell’unione di due anime legate indissolubilmente dalla comune passione per la geografia, rimaste insieme per 27 anni. E il film è anche una storia venata dai sensi di colpa coloniali di chi proviene da un paese che è stato un grande colonizzatore approdando in terre che sono state colonizzate.

Luisa Homem usa spesso Schubert per contrappuntare le immagini, ivi compreso il famoso Trio che qualsiasi cinefilo collega con Barry Lyndon. A ben vedere un’altra galleria di immagini del passato, con un senso fortissimo di epitaffio, di pietra tombale per qualcosa che non c’è più. In un film come Suzanne Daveau, del tutto privo di immagini contemporanee, di riprese nuove in digitale, la dimensione vintage è anche quella della geografia, del senso dell’esplorazione in luoghi ormai accessibili tramite tour operator, delle cartine e degli atlanti, elementi resi obsoleti da Google Maps.

Info
La scheda di Suzanne Daveau sul sito del Doclisboa.

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