Questo è il mio cielo

Questo è il mio cielo

di

Documentario sul pittore polacco Józef Natanson in programma venerdì 8 novembre a Ciakpolska per l’omaggio dedicato all’autore degli effetti speciali a lungo attivo a Cinecittà, Questo è il mio cielo rievoca la vita e la carriera di Natanson, dalla sua prima collaborazione in Inghilterra per Scarpette rosse all’amicizia e al litigio con Fellini, fino alla sua attività di artista sempre più sganciato dal realismo.

Il cinema come questione di prospettiva

Il pittore polacco Józef Natanson racconta nel suo studio la sua vita, dall’arruolamento volontario nella Seconda Guerra Mondiale alla scoperta dell’arte e della pittura, e poi del cinema. [sinossi]

Diretto nel 1994 da Wiktor Skrzynecki, il documentario breve Questo è il mio cielo (dura appena trenta minuti) è una preziosa testimonianza sull’opera e la vita di Józef Natanson, dimenticato artefice degli effetti speciali e visivi di tanto cinema italiano degli anni d’oro. Questo è il mio cielo, che verrà proiettato venerdì 8 novembre alla Casa del Cinema nel corso della settima edizione del festival Ciakpolska (qui il programma), è un film semplice e a suo modo basico, prodotto a suo tempo dalla televisione polacca, che senza mai interferire lascia parlare il suo protagonista, lo stesso Natanson. Ma, proprio per questo, di Questo è il mio cielo si apprezza la chiarezza non inficiata da chissà quali astrusi giochi linguistici, e ancor di più si apprezza la parola di Natanson, la sua straordinaria capacità affabulatoria.

Morto nel 2003, proprio a Roma, alla veneranda età di 94 anni, Natanson ripercorre in Questo è il mio cielo la sua carriera, concentrandosi ovviamente sul cinema, a partire dal suo primo contributo, arrivato con Scarpette rosse di Powell e Pressburger, ma senza dimenticare la sua opera artistica, a proposito della quale emergono forse le riflessioni teoriche più interessanti. Natanson ricorda, ad esempio, che ad un certo punto si accorse che l’effetto visivo che aveva disegnato per Scarpette rosse era totalmente sbagliato, e si trovò costretto a porvi rimedio, aggiustando in maniera netta la prospettiva. Da lì in poi, in tutti gli altri suoi lavori per il cinema tenne sempre conto delle condizioni prospettiche di un’immagine figurativa, lasciandosene in parte influenzare anche nell’ambito della sua personale produzione pittorica (come dimostra il quadro riportato in testa all’articolo, a proposito del quale, alludendo alla famosa impresa del Brunelleschi, dice che disegnare una cupola ha sempre rappresentato una vera impresa prospettica per qualunque artista). Ma poi, ad un certo punto della carriera, scelse di allontanarsi sempre più dal realismo, proprio perché sostanzialmente era costretto a occuparsene al cinema, misurandosi per il grande schermo ora con la tecnica del matte shot (disegno che andava a sovrapporsi nello spazio lasciato nero all’interno di fotogrammi già girati) ora con quella del glass shot (disegno che veniva preparato prima di girare e che veniva proiettato tramite specchi all’interno dell’inquadratura). Il cinema, dunque, come negativo, come troppo realismo da cui voler ad un certo punto fuggire, che ha spinto sostanzialmente la sua arte a liberarsi in maniera espressiva e anti-figurativa. Si tratta, in fin dei conti, dello stesso percorso vissuto dall’arte a partire dalla nascita della fotografia, della riproducibilità tecnica di un’immagine, un conflitto che però Natanson ha curiosamente e istruttivamente vissuto sulla sua stessa pelle, dedicandosi allo stesso tempo all’uno e all’altra.

In un film del genere ciò che però conta di più è sempre l’aneddoto, il racconto curioso, da cui poter trarre magari un insegnamento di vita e di prospettiva. Centrale, in tal senso, appare l’aneddoto riguardante Fellini: durante la lavorazione di Satyricon, Natanson commentò che quei cieli che lui aveva disegnato erano dei cieli alla El Greco, ma il maestro riminese lo corresse, inviperito, dicendogli che piuttosto erano dei cieli alla Fellini. Casomai, aggiunge a quel punto Natanson, avrebbero dovuto essere considerati dei cieli alla Natanson-Fellini. Ma questo contributo in fin dei conti non gli è mai stato riconosciuto, ed è giustappunto il senso dell’omaggio che gli dedica il festival CiakPolska, oltre che il destino di chiunque, tranne rarissimi casi – dallo sceneggiatore al montatore al musicista al direttore della fotografia -, lavori a un film senza esserne il regista. Il regista, soprattutto se è un grande autore, se è addirittura un gigante, tende naturalmente ad appropriarsi del genio altrui. Crudeltà e magia del cinema, opera collettiva, come la costruzione di una cupola o di una cattedrale.

Info
Il programma dell’omaggio a Józef Natanson sul sito dell’Istituto Polacco di Roma.

  • Jozef-Natanson-un-pittore-polacco-a-cinecittà.jpg
  • Jozef-Natanson-un-pittore-polacco-a-cinecittà-009.jpg
  • Jozef-Natanson-un-pittore-polacco-a-cinecittà-003.jpg
  • Jozef-Natanson-un-pittore-polacco-a-cinecittà-004.jpg
  • Jozef-Natanson-un-pittore-polacco-a-cinecittà-005.jpg
  • Jozef-Natanson-un-pittore-polacco-a-cinecittà-006.jpg
  • Jozef-Natanson-un-pittore-polacco-a-cinecittà-007.jpg
  • Jozef-Natanson-un-pittore-polacco-a-cinecittà-008.jpg
  • Jozef-Natanson-un-pittore-polacco-a-cinecittà-001.jpg
  • Jozef-Natanson-un-pittore-polacco-a-cinecittà-002.jpg

Articoli correlati

  • Ciakpolska 2019

    Dillinger è morto RecensioneDillinger è morto

    di Marco Ferreri in Dillinger è morto metteva in scena l'insensatezza dell'esistenza a fronte del mondo meccanizzato e pop. Tra i massimi capolavori del cinema italiano, in programma il 10 novembre in 35mm a Ciakpolska per l'omaggio all'autore degli effetti ottici, il pittore polacco Józef Natanson.
  • Rassegne

    Józef NatansonJózef Natanson. Un pittore polacco a Cinecittà

    La nuvola di Fantozzi e i cieli di Satyricon. Sono alcuni degli effetti speciali creati da Józef Natanson, pittore polacco attivo negli anni d'oro del cinema italiano. Il festival CiakPolska di Roma lo omaggia tra l'8 e il 10 novembre con una mostra delle sue opere e con la proiezione di tre film cui l'artista ha collaborato.
  • Festival

    CiakPolska 2019 PresentazioneCiakPolska 2019 – Presentazione

    Dall'8 al 17 novembre torna il CiakPolska, in programma a Roma alla Casa del Cinema e al Palazzo delle Esposizioni. In programma, oltre al meglio del cinema polacco della stagione, come Corpus Christi, anche un omaggio al pittore Józef Natanson, autore degli effetti speciali di tanti capolavori italiani degli anni '60.
  • Rassegne

    Cold War RecensioneCiakPolska 2018 – Presentazione

    Sesta edizione per il CiakPolska, che si tiene dal primo al sette dicembre a Roma, tra la Casa del cinema e la Sala Trevi. Inaugurazione stasera con Cold War di Paweł Pawlikowski. Per celebrare il centenario della Polonia, in programma anche il recupero di alcuni grandi classici proiettati in 35mm, come Il coltello nell'acqua di Polanski.
  • Festival

    Polish Film Festival GdyniaPolish Film Festival 2018

    Dal 17 al 22 settembre si tiene a Gdynia, nel nord della Polonia, sul Mar Baltico, la 43esima edizione del Polish Film Festival, storica manifestazione che promuove il cinema nazionale, con ospiti come Jerzy Skolimowski, che riceve un premio alla carriera.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento