Uscite in sala 07 novembre 2019

Uscite in sala 07 novembre 2019

Parasite, il film di Bong Joon-ho che ha vinto la Palma d’Oro a Cannes, dovrebbe essere la priorità assoluta per ogni cinefilo che si rispetti. Questa settimana comunque la proposta è nel complesso interessante, visto che escono anche l’animazione che Lorenzo Mattotti ha tratto da Dino Buzzati, la commedia sentimentale di Nicolas Bedos e – seppur deludente – il noir diretto da Edward Norton. Da evitare con cura Le ragazze di Wall Street, che tanto clamore ha sollevato oltreoceano.

PARASITE
di Bong Joon-ho

Uno di quei titoli che rientrano di diritto nella ristretta cerchia dei film dell’anno (tra le uscite in sala, per chi scrive, se la batte solo con Quentin Tarantino, Lars von Trier e Marco Bellocchio), meritato trionfatore a Cannes e ora finalmente nelle sale italiane, dove si spera possa contribuire a indebolire l’inveterata diffidenza nei confronti del cinema orientale. Un film potente, spassoso, tragico, che mescola i generi con una fluidità encomiabile, tra gli apici di una carriera di suo straordinaria (si pensi a Memories of Murder, Mother, The Host…). Imperdibile.

Ki-taek, Chung-sook, Ki-jung e Ki-woo. Padre, madre, figlia e figlio. La famiglia di Ki-taek è molto unita, ma sono tutti disoccupati, vivono in un appartamento fatiscente e sembrano condannati a un futuro desolante. Grazie alla raccomandazione di un amico, studente in una prestigiosa università, il giovane Ki-woo riesce a ottenere un lavoro ben retribuito: sarà l’insegnante d’inglese di Da-hye, figlia adolescente della ricca famiglia Park… [sinossi]

LA FAMOSA INVASIONE DEGLI ORSI IN SICILIA
di Lorenzo Mattotti

L’aspetto positivo di questo interessante lavoro di Lorenzo Mattotti è che la fiaba illustrata di Dino Buzzati viene ridotta in modo coerente, rispettoso, intelligente. Così come i paesaggi, che convincono più dei personaggi. L’aspetto solo parzialmente positivo è che a essere confermato è lo stato di salute dell’animazione francese: sì, perché a parte Mattotti il film è in tutto e per tutto una produzione transalpina, dato da prendere in seria considerazione prima di lanciarsi in rischiosi peana nei confronti di una rinascita dell’animazione italiana tutta da comprovare. Può piacere a grandi e piccini, e non è un aspetto da dare per scontato.

Nel tentativo di ritrovare il figlio da tempo perduto e di sopravvivere ai rigori di un terribile inverno, Leonzio, il Grande Re degli orsi, decide di condurre il suo popolo dalle montagne fino alla pianura, dove vivono gli uomini. Grazie al suo esercito e all’aiuto di un mago, riuscirà a sconfiggere il malvagio Granduca e a trovare finalmente il figlio Tonio. Ben presto, però, Re Leonzio si renderà conto che gli orsi non sono fatti per vivere nella terra degli uomini… [sinossi]

LA BELLE ÉPOQUE
di Nicolas Bedos

Come commedia sentimentale incline a una certa nostalgia del vivere La belle époque, secondo lungometraggio per il cinema di Nicolas Bedos, svolge abbastanza bene la sua funzione; l’amaro in bocca, semmai, si forma perché il racconto da principio sembra porsi degli obiettivi ben più alti e affascinanti, come la storia del mondo riducibile a gioco dai meri fini capitalistici. Restano comunque le interpretazioni di Daniel Auteuil, Fanny Ardant e Dora Tillier, in grado di spingere senza forzature lo spettatore alla commozione.

Victor è un uomo all’antica che odia il presente digitale. Quando un eccentrico imprenditore, grazie all’uso di scenografie cinematografiche, comparse e un po’ di trucchi di scena, gli propone di rivivere il giorno più bello della sua vita, Victor non ha dubbi: sceglie di tornare a Lione il 16 maggio del 1974, quando ha incontrato la donna della sua vita. [sinossi]

MOTHERLESS BROOKLYN – I SEGRETI DI UNA CITTÀ
di Edward Norton

Ne ha tante di ambizioni il nuovo film diretto da Edward Norton, seconda regia a diciannove anni di distanza dall’esordio; non a caso prende spunto da un romanzo di successo, scritto da Jonathan Lethem. Ma, colto da folgorazione sulla strada del noir classico hollywoodiano, l’attore – anche in scena nei panni del protagonista – cambia epoca al racconto e un po’ vi si perde dentro, invischiato in una storia che non sa gestire al meglio. Ne viene fuori un film non privo di spunti ma sempre pervaso da un’aria di mediocrità che ne affossa le pur legittime aspirazioni.

Lionel Essrog è detective privato affetto dalla sindrome di Tourette, che si ritrova ad indagare sull’omicidio del suo amico e mentore Frank Minna. Con pochi indizi in mano, Essrog si inoltra nei bassifondi della Brooklyn degli anni cinquanta, tra corruzione, facoltosi salotti e jazz club, cercando di onorare il suo unico amico. [sinossi]

GLI UOMINI D’ORO
di Vincenzo Alfieri

Qualche spunto, seppur immerso in una melassa poco digeribile, lo aveva già I peggiori, con cui Vincenzo Alfieri esordì alla regia a trentuno anni nel 2017. Ora il tiro viene alzato, spingendo in direzione di una commedia noir ritmata e intenzionata a non scegliere la via più facile. Un nuovo punto d’inizio per una solida carriera registica? Ai posteri, insegna il poeta, l’ardua sentenza. In ogni caso ci si imbatte nella migliore interpretazione di Fabio De Luigi…

Torino, 1996. Luigi il Playboy è un impiegato delle Poste deputato a guidare il furgone portavalori. Gli mancano tre mesi alla pensione, e già si vede gestire un chiringuito in Costa Rica insieme al collega e amico Luciano. Ma il ministro Dini – “uno che non l’ha eletto nessuno” – sposta dieci anni più avanti l’età pensionabile, e Luigi prende il destino nelle sue mani: rapinerà l’ufficio postale, impossessandosi dei valori che trasporta per mestiere. Alvise il Cacciatore accompagna il furgone ma deve svolgere altri due lavori per mantenere moglie e figlia secondo un decoro borghese che non può permettersi. È lui ad avere l’idea geniale per mettere a segno il colpo grosso, e vuole una fetta della torta. Nicola il Lupo è un ex pugile che gestisce insieme ad Alvise un locale country western: anche lui entrerà a far parete dello schema criminale che dovrebbe cambiare loro la vita, con esiti tutti da scoprire. [sinossi]

LE RAGAZZE DI WALL STREET – BUSINESS I$ BUSINESS
di Lorene Scafaria

Dall’altra parte dell’oceano questa innocua – e anche un po’ preoccupante, oltre che furba – commedia che dovrebbe riflettere sulla crisi del sistema statunitense è stata accolta da incomprensibili grida di giubilo. Questo dimostra più che altro il grado di regressione della critica e del pubblico statunitense, sempre più tesi a una semplificazione barbarica del discorso, incuranti non solo della qualità reale del film ma anche del messaggio che viene davvero veicolato (e che ben poco ha di veramente femminista o anti-sistema). Mala tempora currunt, dicevano i nostri avi.

Ramona è una madre single e nella vita fa la spogliarellista. Dopo il crollo di Wall Street nel 2008 la donna spiega ad alcune sue colleghe che i loro clienti migliori sono proprio quelli da incolpare per aver mandato all’aria l’economia della nazione. Quale modo migliore per prendersi una rivincita derubandoli? [sinossi]

Questa settimana escono anche il “canino” Attraverso i miei occhi (2019) di Simon Curtis, Una canzone per mio padre (2018) di Andrew Erwin e Jon Erwin, l’animazione Deep – Un’avventura in fondo al mare (2017) di Julio Soto Gurpide. Lunedì 11 è la volta di #AnneFrank, vite parallele (2019) di Sabina Fedeli, Anna Migotto. Buona visione!

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