Uscite in sala 14 novembre 2019

Uscite in sala 14 novembre 2019

La sfida tra la Ford e la Ferrari, il ritorno della zombie-comedy di Fleischer, il politico The Report. E poi i fantasmi di De Sica, il ricordo documentario di Francesco Rosi, i pupazzi alla “riscossa”. Le uscite in sala della settimana, non proprio indimenticabili.

LE MANS ’66 – LA GRANDE SFIDA
di James Mangold

James Mangold si conferma regista solidissimo, dimostrando le sue qualità anche nelle eccellenti scene d’azione e firmando un film classico costruito attorno a due attori in ottimo stato di forma. Ne viene fuori un film godibilissimo, che non rinnova nulla né esce mai dal seminato ma compie il proprio dovere fino all’ultimo.

Dopo essere stato costretto al ritiro dalle corse automobilistiche per un problema al cuore, Carrol Shelby si è riciclato come designer di auto e progettista. Quando alla sua porta bussa il patron della Ford, Henry Ford II, con l’”impossibile” richiesta di costruire un’auto capace di battere i rivali della Ferrari, Shelby si rivolge all’amico e collaboratore Ken Miles, pilota talentuoso quanto difficile nel carattere… [sinossi]

ZOMBIELAND – DOPPIO COLPO
di Ruben Fleischer

Non è forse neanche il caso di sottolinearlo, ma nessuno (tranne forse qualche appassionato all’ultimo stadio) sentiva la necessità di tornare a raccontare la post-apocalisse zombi a metà tra commedia e horror di Ruben Fleischer. Eppure al vil denaro non si comanda, e dunque eccoci qui. Il film è esattamente come ve lo potete aspettare, sempre proteso verso una risata che arriva solo a tratti, con qualche spruzzatina romantica che non fa mai male – sempre agli incassi, ovviamente. Si divertono molto di più gli attori in scena del pubblico, e questo è un problema. Nel complesso sufficiente, ma ben presto dimenticabile.

Dieci anni dopo il cult movie Benvenuti a Zombieland, Zombieland – Doppio colpo riunisce nuovamente il cast originale, il regista Ruben Fleischer e gli sceneggiatori del primo film. Tra violenza, distruzione e situazioni comiche, che si diffondono dalla Casa Bianca al resto del paese, i quattro protagonisti dovranno affrontare nuove forme di zombie, evolute rispetto al primo film, e incontreranno altri umani sopravvissuti. I quattro dovranno inoltre fronteggiare le crescenti difficoltà della loro irriverente quanto improvvisata famiglia. [sinossi]

THE REPORT
di Scott Z. Burns

Scott Z. Burns è fautore di un cinema che guarda agli anni Settanta del secolo scorso e alla recente rinascita del film-inchiesta; il risultato è un’opera che rilegge una pagina nerissima della storia americana subordinando all’esigenza di cronaca ogni altra istanza. A tratti la retorica annacqua un po’ il messaggio, ma il vigore e l’impatto sono apprezzabili. Tra i produttori c’è lo zampino di sua maestà Soderbergh. Il film, che è di Amazon, esce come evento per tre giorni a partire da lunedì prossimo.

Daniel Jones stila un rapporto per conto della senatrice Feinstein, per andare fino in fondo sulla detenzione dei terroristi di Al Qaeda e i sospetti di abusi praticati durante gli interrogatori. Quando i contenuti del rapporto cominciano a filtrare, il governo cerca di fermare Jones e la CIA di bloccare ogni sua mossa, fino a tentare di incastrarlo come hacker. [sinossi]

SONO SOLO FANTASMI
di Christian De Sica

Poteva essere un disastro, e molti l’avevano bollato come tale già a partire dalla diffusione del trailer. Invece, nonostante non si riesca ad arrampicare fino a una sufficienza piena, il nono film da regista di De Sica si dimostra più interessante – e riuscito – di quanto si potesse supporre, soprattutto per la volontà di non svilire l’horror sull’altare della commedia di grana grossa. L’omaggio al babbo Vittorio è poi forse inevitabile, ma nel complesso non stona.

Thomas, ex mago in bolletta, e Carlo, napoletano sottomesso a moglie e suocero settentrionali, sono due fratellastri che si rincontrano dopo anni a Napoli per la morte del padre Vittorio, giocatore incallito e donnaiolo. Scoprono di avere un terzo fratello, Ugo, apparentemente un po’ tonto ma in realtà un piccolo genio. L’eredità, agognata da Thomas e Carlo, sfuma a causa dei debiti del padre e i tre hanno una grande idea: sfruttare la superstizione e credulità napoletana, diventando degli ‘acchiappa fantasmi’. Proprio quando l’attività inaspettatamente sembra avere molto successo, Thomas e Carlo si convincono che i fantasmi esistono davvero. Nel frattempo i fantasmi catturati dal trio si liberano e vanno a risvegliare il fantasma di una strega che minaccia di distruggere Napoli. I tre fratelli cercheranno di salvare la città. [sinossi]

THE BRA – IL REGGIPETTO
di Veit Helmer

Veit Helmer è l’autore di questo film fuori dal tempo, che Lab 80 porta coraggiosamente nelle sale – chissà quante e chissà dove, purtroppo: sullo stato della distribuzione sarà necessario riflettere in modo compiuto e urgente. Un lavoro d’antan, grazioso e forse un po’ superficiale ma in grado di catturare la simpatia (nel senso etimologico del termine) degli spettatori.

In un quartiere popolare di una città asiatica, il treno passa ancora in mezzo alle case portando con sé tutto ciò che gli abitanti non riescono a mettere in salvo. Al termine dell’ultimo viaggio prima della pensione, un timido e solitario macchinista trova impigliato sul parabrezza un reggiseno: a chi appartiene l’oggetto? Ossessionato dalla domanda, l’uomo lascia il villaggio tra le montagne dove vive e si mette a caccia della proprietaria del reggiseno, sperando di trovare finalmente l’amore. Lo aiuta nella ricerca il bambino che era solito avvisare gli altri abitanti dell’arrivo del treno, ma nonostante gli infiniti tentativi il reggiseno rimane senza padrona… [sinossi]

CITIZEN ROSI
di Didi Gnocchi, Carolina Rosi

No, non si può voler “male” a questo documentario. E non solo perché il soggetto analizzato è uno dei più grandi – maestosi, verrebbe da dire – cineasti che la storia del cinema europeo possa annoverare nelle sue liste. Nonostante gli evidenti buchi, le falle, le ingenuità e le sbavature infatti Didi Gnocchi e (soprattutto) Carolina Rosi portano a termine un lavoro sentito, palpitante, perfino commovente. Privo di retorica. Ed è un dettaglio da non sottovalutare.

Rosi ha inventato un nuovo stile narrativo per un cinema che prima di lui non esisteva. I suoi film nascevano da ricerche e inchieste sulla realtà del Paese: lavorava sui documenti, su “ciò che era noto”. Ha raccontato il ‘potere’ che corrompe e si corrompe quando si mischia alla criminalità. Il racconto si snoda attraverso i film di Rosi messi in fila non nell’ordine in cui sono stati girati; ma in base alla precedenza storica dei fatti di cronaca che raccontano. In questo modo il documentario non racconta solo il lavoro di Rosi, ma restituisce anche mezzo secolo di storia d’Italia… [sinossi]

PUPAZZI ALLA RISCOSSA
di Kelly Asbury

In tanti, a partire dalla stessa casa di distribuzione italiana, hanno provato a spacciare questo mediocre film d’animazione per un lavoro di Robert Rodriguez, facendo leva sulla poca voglia di approfondire di buona parte del pubblico. In realtà Rodriguez ha sì scritto il soggetto (non che questo vada a suo merito) ma nulla c’entra con la messa in scena, di cui è responsabile Kelly Asbury. Com’è come non è si poteva pretendere di più, e di meglio.

Uglyville è un luogo allegro e colorato, nel quale la stravaganza è ben vista e la bellezza che conta non è quella esteriore. Moxy è una colonna portante di questa comunità di pupazzi, sempre gioiosa e accogliente verso i nuovi arrivati. Ma è anche più curiosa degli altri: si domanda cosa ci sia dietro il tunnel da cui tutti provengono e sogna il Grande Giorno in cui verrà mandata nel mondo reale e avrà finalmente un bambino da amare e da cui essere amata. Questa curiosità spingerà Moxy e un manipolo di amici nella città di Perfezione, dove il perfido Lou addestra le bambole a mantenersi esteticamente impeccabili e condanna ogni essere difettoso all’oblio eterno. [sinossi]

Questa settimana escono anche Bellissime (2019) di Elisa Amoruso, Ailo – Un’avventura tra i ghiacci (2019) di Guillaume Maidatchevsky, Come se non ci fosse un domani (2019) di Igor Biddau. Buona visione!

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