Nel mondo

Nel mondo

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Presentato in concorso a Filmmaker Festival 2019, Nel mondo è un nuovo capitolo nella filmografia, e nella vita, del regista Danilo Monte con la compagna, produttrice, Laura D’Amore. L’oggetto è il bimbo neonato della coppia che fa i primi i passi in questo mondo, mentre c’è chi, dolorosamente, questo mondo lo lascia. La vita continua.

Il papà con la macchina da presa

A maggio del 2017 è nato Alessandro, figlio di Danilo Monte e Laura D’Amore. La coppia, artistica e nella vita, decide di filmare il primo anno di vita del loro bambino, dalla nascita a quando cammina. Le stagioni si susseguono ognuna con il suo colore emotivo e mentre il piccolo Alessandro cresce e si trasforma, Laura e Danilo diventano genitori. [sinossi]

Dopo Memorie – In viaggio verso Auschwitz, Vita nova e il corto Il viaggio di nozze, Danilo Monte affronta un altro capitolo del suo cinema e della propria vita, con la compagna Laura D’Amore, quello della nascita, dei primi vagiti, dei primi passi del proprio figlio. Suddiviso in parti cui corrispondono le stagioni, con una scansione che comprende anche alcune date significative, di nascita e di morte, il film segue il parto, il fiocco azzurro, i massaggi al pancino, la carrozzina, i pianti. Il cinema di Danilo Monte conferma la sua cifra stilistica, fatta di uno sguardo pervasivo, morboso per necessità, che tutto cannibalizza, di un occhio perennemente attento che registra tutto e restituisce senza filtri, e senza pietà, di una fame compulsiva di filmare. Qui non risparmia situazioni di nervosismo con la compagna, che fanno il paio con quegli strazianti momenti di acredine con il fratello nel vagone letto in Memorie – In viaggio verso Auschwitz, e non lesina riflessioni sulle gioie, ma anche gli oneri della genitorialità, il rimpianto della vita di prima.

Monte si ribadisce quale un filmmaker dalla videocamera sempre accesa, un’estroflessione del suo corpo quando non è appoggiata da qualche parte per riprendere se stesso. Anche nella stessa posizione, come nelle due scene nella stanza con lo specchio. Un occhio che non risparmia nulla, che restituisce la realtà così com’è, senza mai edulcorarla. E in Nel mondo abbiamo certi dettagli non piacevoli a vedersi, del parto, come la placenta, e dell’accudimento del neonato, come quella cacca che sgorga copiosa, che fa ribrezzo allo stesso padre.

Tra la concezione hitchcockiana del cinema come la vita, cui siano state tolte le parti inutili, e quella warholiana dell’anti-film che registra il passare del tempo, Danilo Monte cerca posizioni intermedie. Abbraccia il tempo, il trascorrere delle stagioni, contempla l’arrivo della neve e l’inverno. Come l’astronauta David Bowman nella stanza rococò incrociava gli sguardi con se stesso sempre più vecchio, così il bambino in carrozzina e il bambino sullo skateboard si scambiano occhiate come un passaggio di testimone, dell’età della vita. La vita nuova cresce, il tempo scorre, ma la vita non ci risparmia colpi di scena tragici e dilanianti, alle date di nascita si affiancano quelle di morte. Nella ciclicità delle stagioni albergano l’infanzia e la morte, le antinomie si incontrano, così come la riconciliazione fraterna e i campi di sterminio, e si rincorrono. La vita continua.

Info
Il trailer di Nel mondo
La scheda di Nel mondo sul sito del Filmmaker Festival

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